In un territorio dove la bellezza selvaggia della natura si scontra con la complessità dei collegamenti, il ruolo di chi garantisce il contatto quotidiano tra le persone assume un valore che supera la semplice logistica. A Reggio Calabria, con l’avvicinarsi della Festa della Mamma, emerge con forza la storia di quattro donne che ogni giorno attraversano il cuore dell’area grecanica per assicurare il servizio postale. Manuela, Caterina, Santa e Ivana non sono soltanto dipendenti di Poste Italiane, ma rappresentano il volto umano di un’azienda che ha saputo integrare la capillarità sul territorio con una profonda attenzione alla parità di genere e al sostegno della genitorialità. La loro attività quotidiana parte all’alba e si snoda tra i tornanti che dalla costa jonica portano ai piedi dell’Aspromonte, un impegno che si conclude soltanto nel tardo pomeriggio con il rientro presso il Centro distribuzione di Melito Porto Salvo, coordinato da Leone Plutino.
La quotidianità del servizio tra borghi fantasma e comunità resistenti
Il lavoro delle mamme-postine si sviluppa in un contesto geografico straordinario ma impervio, caratterizzato da piccoli centri arroccati sulle rocce dove il senso della comunità è ancora l’elemento fondante della vita sociale. Le strade che percorrono quotidianamente sono percorsi tortuosi che richiedono dedizione e una profonda conoscenza dei luoghi. Santa Talia, che si occupa della zona di Bova, borgo annoverato tra i più belli d’Italia e considerato la capitale della cultura greca calabrese, spiega con precisione il valore etico della sua professione. Santa Talia racconta infatti che “Essere madri e al tempo stesso postine significa esercitare con equilibrio una duplice responsabilità: verso le proprie famiglie e verso le comunità servite. Un impegno che si traduce in senso del dovere, attenzione alle persone e capacità di ascolto, valori che contraddistinguono l’azione di Poste Italiane nei territori, in particolare in quelli più interni e periferici”. Questa testimonianza riflette l’approccio di tutte le colleghe impegnate nell’area, come Ivana Carella, che opera tra Condofuri e l’antico borgo di Roghudi, o Caterina Iriti, che serve la comunità del suo paese natio, Palizzi. Particolare rilievo assume anche il percorso di Manuela Caccamo, la quale raggiunge ogni giorno le spettacolari “cinque dita” di roccia di Pentidattilo, celebre paese fantasma che attira costantemente visitatori da tutto il mondo per la sua conformazione unica.
Poste Italiane e la cultura della Diversity & Inclusion
In occasione della ricorrenza dedicata alle madri, programmata per domenica 10 maggio, l’attenzione si sposta sull’impegno strutturale che Poste Italiane dedica alle politiche di welfare aziendale e alla valorizzazione delle diversità. L’azienda si pone oggi come uno dei modelli più avanzati in Italia per quanto riguarda la Diversity & Inclusion, un primato confermato da numeri significativi e certificazioni di settore. In una realtà che conta oltre 120mila dipendenti, la componente femminile rappresenta il 53% dell’intera popolazione aziendale, un dato che sottolinea come la parità di genere non sia solo un obiettivo teorico ma un tratto identitario consolidato. Questo orientamento si manifesta concretamente attraverso una serie di iniziative a sostegno della genitorialità che permettono alle lavoratrici di conciliare le proprie ambizioni professionali con la vita familiare, senza dover scendere a compromessi sulla propria carriera o sulla cura dei figli.
Un sistema integrato di welfare a supporto della maternità e della carriera
L’efficacia del modello promosso da Poste Italiane risiede in un sistema di tutele che supera ampiamente i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente. L’azienda ha implementato misure contrattuali e iniziative inclusive che prevedono, ad esempio, la concessione di congedi parentali molto più estesi rispetto a quanto stabilito dalla legge. Un pilastro fondamentale di questo supporto è l’erogazione di un’indennità pari al 100% dello stipendio per il periodo di congedo di maternità e per il congedo di paternità alternativo, garantendo così stabilità economica alle famiglie in un momento delicato come quello della nascita di un figlio. Oltre al sostegno finanziario, sono attivi programmi di coaching specificamente dedicati alle neomamme, tra cui il progetto Mums at Work, che accompagna le dipendenti nel rientro in attività. A questo si affianca il percorso Lifeed, una piattaforma innovativa che mira a valorizzare e trasformare in competenze professionali tutte quelle “soft skills” che si sviluppano naturalmente attraverso l’esperienza della genitorialità, come la gestione dello stress, l’organizzazione e l’empatia, risorse preziose che le portalettere calabresi mettono in campo ogni giorno lungo i sentieri dei Greci.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?