Il CODACONS della provincia di Reggio Calabria ha trasmesso una formale richiesta di chiarimenti e di riesame istruttorio al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, avv. Francesco Rizzo, in relazione al Documento di Programmazione Strategica di Sistema, limitatamente all’ambito del Porto di Villa San Giovanni. La nota è stata inviata anche al Ministero delle Infrastrutture, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alla Commissione europea, quale denuncia preliminare di possibile violazione del diritto dell’Unione europea. I profili segnalati riguardano la rete TEN-T, l’intermodalità, i collegamenti di ultimo miglio, la tutela ambientale, la Rete Natura 2000 e la partecipazione effettiva.
DPSS e Porto di Villa San Giovanni, le contestazioni dell’associazione
Al centro dell’iniziativa del CODACONS Reggio Calabria c’è la contestazione delle procedure relative all’approvazione del DPSS e delle note di corrispondenza con gli enti, in particolare la nota prot. n. 0013628 del 3 maggio 2022, interpretata come “accordo preliminare già sottoscritto”. Secondo l’associazione, dagli atti non risulterebbe alcuna deliberazione del Consiglio comunale, della Giunta comunale o del Commissario prefettizio idonea a esprimere la volontà del Comune di Villa San Giovanni su scelte destinate a incidere sull’assetto portuale, urbanistico, ambientale, sanitario e viabilistico della città.
Il CODACONS evidenzia inoltre che l’interlocuzione valorizzata come “accordo preliminare” sarebbe riconducibile ai soli tre consiglieri comunali Ciccone, Pietro Caminiti e Aragona, ritenuti privi del potere di impegnare l’intera comunità cittadina. Particolare rilievo viene attribuito anche alla circostanza che uno dei consiglieri coinvolti risulterebbe oggi componente del Comitato portuale, profilo sul quale l’associazione chiede verifiche in termini di trasparenza, imparzialità e possibile conflitto di interessi.
Osservazioni degli stakeholder e mancata istruttoria analitica
L’associazione contesta anche la mancata istruttoria analitica sulle osservazioni presentate dopo l’avviso pubblico del 23 agosto 2022. Secondo il CODACONS, si trattava di osservazioni sostanziali, riguardanti la localizzazione degli approdi, l’utilizzo di circa 45.000 metri quadrati di nuovi banchinamenti e piazzali operativi, nonostante la delibera comunale sul “consumo di suolo zero”, l’area di accumulo mezzi, l’impatto sanitario e ambientale, l’erosione costiera, la carenza di studi meteo-marini e le alternative in area Bolano/Acciarello.
A rendere più grave il quadro, secondo l’associazione, sarebbero anche la mancata asseverazione della nota del Consiglio comunale del 15 settembre 2022 e la successiva deliberazione del settembre 2023, che avrebbero dovuto imporre un atteggiamento diverso, scartando la documentazione ritenuta priva di valore intrinseco ed estrinseco dei tre consiglieri.
Nuovo porto a sud, la Determina n. 33 finisce nel mirino
Nel comunicato viene definita “assurda” l’idea che la Determina n. 33 del 30 aprile 2026, con cui l’Autorità Portuale ha nominato il RUP per la “realizzazione” del nuovo porto a sud di Villa San Giovanni, in località Acciarello e Bolano, possa procedere in un contesto ritenuto dall’associazione incompatibile con l’assenza del Piano Regolatore Portuale. Secondo il CODACONS, il punto critico riguarda anche l’ampliamento della circoscrizione dell’Autorità che, dalla stessa determina, risulterebbe soltanto richiesto al Ministero e non ancora approvato. Da qui la richiesta di chiarimenti immediati e di un riesame dei passaggi amministrativi prima di eventuali ulteriori atti.
La richiesta: chiarimenti entro trenta giorni
“Villa San Giovanni trattata come un retroporto sacrificabile. Prima di procedere verso la realizzazione di nuove opere servono atti chiari, presupposti giuridici verificabili, istruttorie complete e risposte puntuali alle osservazioni presentate dai cittadini e dagli stakeholder”, dichiara il CODACONS. L’associazione chiede all’Autorità Portuale dello Stretto di fornire chiarimenti entro trenta giorni e, nelle more, invita e diffida l’Ente a non adottare ulteriori atti conseguenti alla Determina n. 33/2026 che presuppongano il passaggio dalla fase programmatoria alla fase realizzativa.
“Il futuro dello Stretto non può essere deciso con atti ambigui e formule burocratiche. Una pianificazione seria deve essere trasparente, partecipata, ambientalmente sostenibile e rispettosa degli organi democratici della città”, conclude il CODACONS.


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