Pace in Ucraina, Lukashenko esorta Macron a prendere l’iniziativa: verso Meloni una frase sessista che fa discutere

Il presidente bielorusso invita il leader francese a farsi promotore del dialogo con Minsk e Mosca. Nel passaggio più discusso, il riferimento sessista al premier italiano Giorgia Meloni

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha invitato il presidente francese Emmanuel Macron ad assumere un ruolo centrale nel dialogo diplomatico per la pace in Ucraina, esortandolo a recarsi a Minsk o a Mosca per aprire un confronto diretto. Le parole del leader bielorusso sono state pronunciate oggi ad Astana, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano dettagli sulla sua recente conversazione con il presidente francese.

Il passaggio destinato a suscitare maggiore attenzione riguarda il riferimento sessista al Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, citata da Lukashenko sotto una luce negativa, in quanto donna, nel ragionamento sulle responsabilità politiche europee.

Gli ho detto: lei è un leader, è al potere da tanti anni! Chi dovrebbe farlo al suo posto posto? Merz è un politico molto giovane. Anche Starmer è molto giovane. Chi parlerà? Sono tutti giovani. In Italia, il Primo Ministro è una donna. Vuole forse addossare queste responsabilità sulle spalle di una donna? – ha dichiarato Lukashenko riferendosi al discorso fatto a Macron – Lei è un leader, quindi inizi ad agire. In Europa, lei può essere considerato la figura principale e il motore di questo processo. È stato in Armenia, quindi è giunto il momento di venire a trovarci, a Mosca o a Minsk, per parlare e per risolvere la questione durante il dialogo“.

La frase su Meloni rappresenta il punto politicamente più sensibile dell’intervento: Lukashenko, rivolgendosi a Macron, ha infatti collegato il tema della responsabilità diplomatica europea al genere della premier italiana, sostenendo implicitamente che tale peso non dovrebbe essere posto “sulle spalle di una donna“.

Nel suo intervento, il presidente bielorusso ha indicato Macron come possibile figura di riferimento in Europa per avviare un percorso negoziale, sottolineando la sua esperienza politica e contrapponendola alla giovane età politica di altri leader europei citati, tra cui Merz e Starmer.