Commentando l’inaugurazione della nuova aerostazione dell’Aeroporto di Reggio Calabria, l’eurodeputato reggino Giusi Princi ha condiviso un post sui social sottolineando il valore strategico dell’opera per la città e la regione. “Per troppi anni Reggio Calabria è stata raccontata come una città costretta ad aspettare infrastrutture, investimenti, opportunità. Perfino il diritto di immaginare il futuro! Oggi, invece, la nostra terra sta cambiando davvero”, ha dichiarato Princi. L’eurodeputato ha evidenziato l’importanza concreta del nuovo aeroporto: “Il nuovo aeroporto di Reggio Calabria non è soltanto un’opera moderna. È il segno concreto di una scelta politica: restituire centralità a questa terra e riconsegnarle l’ambizione che merita. Perché un aeroporto significa connettersi col mondo. Significa turismo, economia, lavoro. Significa possibilità di rompere definitivamente l’idea di una Calabria isolata, marginale, costretta sempre a rincorrere”.
Princi ha inoltre sottolineato il ruolo della città: “E dentro tutto questo c’è la città di Reggio che torna a pensarsi grande. Più forte. Più attrattiva. Più consapevole del proprio valore nel cuore del Mediterraneo”. L’eurodeputato ha attribuito il risultato alla concretezza delle istituzioni e all’impegno dei politici locali: “La Calabria sceglie finalmente la concretezza: quella delle sue Istituzioni, quella dei suoi programmi, quella dei suoi investimenti. Perché dietro questo risultato ci sono visione, determinazione e lavoro istituzionale serio. C’è il Presidente Roberto Occhiuto, che sta guidando una stagione nuova per la Calabria, fatta di credibilità e opere concrete. E c’è il deputato Francesco Cannizzaro, che dalle istituzioni nazionali, con i suoi tanti emendamenti, tra cui quello che ha previsto proprio i 25 milioni di euro per l’aeroporto di Reggio, ha saputo creare una nuova prospettiva di sviluppo per la città”.
Infine, Princi ha rivolto un messaggio ai giovani della regione: “Questo aeroporto parla soprattutto ai giovani. A chi vuole restare senza sentirsi costretto a rinunciare ai propri sogni. A chi vuole una Calabria, una Reggio, capace di offrire opportunità, che non obbliga i propri figli a cercare altrove ciò che meritano. Ed è forse questa l’emozione più grande: vedere una terra che ricomincia a credere in sé stessa. E che finalmente con serietà e concretezza torna a guardare lontano. E siamo ancora all’inizio…”.


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