Sui social, Nuccio Azzarà, già sindacalista e candidato nella lista Reggio Protagonista a supporto di Cannizzaro alle elezioni comunali, ha espresso un duro giudizio sulla classe dirigente del Partito Democratico cittadino e provinciale, commentando l’ennesima sconfitta elettorale del CentroSinistra. Nonostante oggi molti chiedano la testa di Nicola Irto, Azzarà evidenzia chiaramente che il principale responsabile della sconfitta del CentroSinistra alle Comunali sia senza dubbio l’ex sindaco Giuseppe Falcomatà.
Il suo lungo intervento sui social denuncia la “spocchia, litigiosità e autoreferenzialità” di una classe dirigente che, secondo Azzarà, non ha saputo dialogare con i cittadini e ha contribuito all’allontanamento dei reggini dal progetto politico del PD. Pur non avendo raggiunto abbastanza voti per l’elezione, in una lista che non è riuscita ad avere alcun seggio, l’impegno di Azzarà per denunciare le malefatte cittadine è stato notevole, in questi anni, e probabilmente così continuerà ad essere.
“Assisto con piacevole curiosità mista a notevole scetticismo a quella che viene indicata quale l’apertura di una crisi politica all’interno della classe dirigente Reggina del Partito Democratico, all’indomani dell’ennesimo tracollo elettorale. Ricordo che tale dinamica, un tempo, si innescava automaticamente, anche di fronte ad una lieve flessione elettorale , prendendo il nome ‘autorevole’ di AUTOCRITICA, rappresentando una consuetudine tradizionale, una procedura culturale, una pratica politica seria e severa dove i vertici del partito erano adusi a mettersi in gioco partendo anche dalle loro dimissioni, ‘necessarie per favorire una libera discussione fra i compagni’.
Ieri ‘COMPAGNI’ oggi ‘FRATELLI COLTELLI’ che mettono in campo le consuete ‘prove tecniche di fratricidio’. Sopiti i clamori e gli inebrianti effluvi dell’alcol favoriti dagli esiti referendari, il csx si ritrova a fare i conti con la dura ed amara realtà, con il deretano completamente scoperto, andando a cercare ‘quale forno fuma’. Ci sono volute ben tre sonore ‘sportellate’ elettorali, tre sonore bocciature con il drammatico epilogo delle amministrative del 24/25 maggio per indurre un timido processo di revisione interna tendente all’auto conservazione tramite una paradossale singola ‘esecuzione’ politica. Una sedicente sinistra che non sa più dialogare con la gente, con gli ultimi, con i più bisognosi, gli operai e il terziario, un partito sostanzialmente prigioniero degli eletti, i quali, il più delle volte sono risultati snob, auto referenziali e ‘aristocratici’ sorpresi a mimare goffamente i giganti del passato.
Adesso, sembra che sia partita la spasmodica ‘caccia’ al responsabile unico di tali epici fallimenti politici, i soliti noti stanno tentando di attivare, more solito, il psico-dramma ‘bolscevico’ che vede, in questo caso, quale principale ed isolato responsabile NICOLA IRTO. In questa dolorosa querelle, al coro delle doglianze, si è aggiunto, addirittura, tutto il csx. Lungi da me dal volere assurgere a difensore del Segretario Regionale del PD Sen. Nicola Irto, ma qualcuno pensa che sia possibile sul piano della correttezza intellettuale sdoganare impunemente una simile boutade? Quello che si sta inscenando è soltanto una caduta di stile inaudita, evocante più una ‘sfida all’ok corral’, una infinita guerra intestina da ‘separati in casa’, piuttosto che una seria ed attenta riflessione sulle vere cause che hanno ingenerato l’insuccesso e portato I reggini ad allontanarsi da chi finge di fare politica pensando solo a farsi gli affari propri.
Anche in questo particolare caso la metafora calcistica ci viene in soccorso e applicandosi alla politica ci suggerisce che l’analisi fatta sulla deludente stagione sportiva del Milan ha portato al deciso defenestramento delle figure apicali del club, dell’allenatore e forse anche del massaggiatore e del magazziniere. Alla luce del sommesso esempio calcistico, come possono pensare i vertici cittadini e provinciali del PD, il sindaco uscente, gli assessori comunali, gli attuali consiglieri eletti e quant’altro avente avuto ruolo e funzione nel PD di ‘farla franca, chiamarsi fuori’ indicando, in modo manicheo, nel Senatore l’unico responsabile del naufragio del ‘NAUTILUS’?
Il fallimento della stagione politica della sinistra reggina ha più responsabili e su tutti brilla plasticamente un nome e cognome: GIUSEPPE FALCOMATÀ.
Una intera ‘classe dirigente’ che ha dimostrato in 12 anni soltanto spocchia, litigiosità, autoreferenzialità, infantilismo politico, incapacità di saper amministrare Reggio. Viene spontaneo domandarsi, ma nella doppia consiliatura appena trascorsa dove erano gli attuali partiti che costituivano la maggioranza in seno al comune ? In quali faccende risultavano affaccendati coloro che oggi vanno alla ricerca del capro espiatorio? Si dimentica facilmente di essere stati complici fattuali della distruzione di una intera città e provincia?
Per favorire una vera discussione, una autentica riflessione, una franca autocritica foriera di una rigenerazione politica, a mio avviso dovrebbero rimettere il loro mandato tutto il gruppo dirigente cittadino, provinciale e regionale del PD e dei partiti che hanno offerto il loro appoggio all’amministrazione comunale di Reggio. Forse, Falcomatà invece di magheggiare continuando ad estrarre conigli dal cilindro, farebbe bene a vidimare la presa di servizio presso il comune di Milano.
È la verità che ci rende liberi”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?