”Israele è l’unico Paese in Medio Oriente che protegge i cristiani, che li valorizza, che abbraccia il cristianesimo”, l’unico luogo nella regione in cui i cristiani hanno “prosperato”, mentre nei paesi arabi confinanti “sono stati schiacciati, annientati, a volte massacrati“. È quanto dichiarato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un’intervista alla Cbs, commentando la recente crescente violenza contro la comunità cristiana in Israele. Netanyahu ha definito i recenti attacchi anticristiani come “aberrazioni” isolate, i cui autori sono stati puniti, esaltando i valori e la storia condivisi da Israele con i cristiani e il cristianesimo.
Il premier israeliano ha aggiunto che la popolazione di Betlemme, luogo di nascita di Gesù in Cisgiordania, era composta per l’80% da cristiani quando era sotto il controllo israeliano, mentre da quando è passata sotto il controllo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) è diventata “20% cristiana e 80% musulmana“. I recenti attacchi contro i cristiani, quindi, ”sono eventi che contrastano con i nostri valori, con il nostro rispetto per il cristianesimo“. E ha specificato che ”quel soldato che ha distrutto un crocifisso, è in prigione. Quel tizio che ha aggredito una suora, è sotto processo”.
Netanyahu ha affermato inoltre che ”Israele è l’unico Paese in Medio Oriente che protegge i cristiani, che li valorizza, che abbraccia il cristianesimo. Abbiamo radici comuni. Le apprezziamo. C’è un tentativo non solo di falsificare la nostra storia comune, ma anche di falsificare gli eventi attuali, di aggrapparsi a queste aberrazioni e fingere che questa sia la politica israeliana. E’ ridicolo”.
La guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran “non è finita” perché prima devono essere “eliminate” le scorte di uranio arricchito. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’emittente americana Cbs. La guerra, ha detto Netanyahu al programma ’60 Minutes’, ”non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati“. Quindi occorre “entrare e portarlo fuori“, ha detto il premier israeliano.
Netanyahu ha affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump condivideva una posizione simile. “Non parlerò di mezzi militari, ma il presidente, quello che il presidente Trump mi ha detto, è stato: ‘Voglio intervenire’“.
La fine del regime degli Ayatollah a Teheran comporterà il crollo “come un’impalcatura” dei gruppi filo-iraniani in Yemen, gli Houthi, di Hamas a Gaza e in Libano di Hezbollah, ha dichiarato Netanyahu alla CBS. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di rovesciare il regime iraniano, Netanyahu ha risposto: “credo che non si possa prevedere quando accadrà. E’ possibile? Sì. E’ garantito? No. Ma posso dirvi che si debba procedere gradualmente e poi crolla“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?