Il prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, ha deciso di sospendere Mimmo Lucano dalle sue funzioni di sindaco di Riace, delegando temporaneamente tali compiti al vicesindaco. La notizia è stata ufficialmente comunicata tramite una nota della Prefettura, indirizzata direttamente al sindaco, con copia inviata anche al vicesindaco e al segretario comunale. La comunicazione del provvedimento è stata estesa anche ai membri del consiglio comunale e della giunta municipale.
La decisione è stata presa a seguito della recente sentenza della Corte d’appello di Reggio Calabria
Questa decisione è stata presa a seguito della recente sentenza della Corte d’appello di Reggio Calabria, che ha respinto il ricorso di Lucano contro la sentenza del 2025 del Tribunale di Locri, che aveva sancito la sua decadenza da sindaco. La decadenza è stata determinata dalla condanna a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, per falso nel processo “Xenia”, che ha riguardato presunti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei migranti nel comune di Riace. Secondo quanto riportato dalla Prefettura, la sospensione di Lucano è stata disposta “in virtù della immediata esecutività della pronuncia del giudice d’appello”.
Il Tribunale di Locri, nel luglio 2025, aveva accolto il ricorso della Prefettura sulla decadenza di Lucano, che, a causa della condanna ricevuta, rientrava nelle disposizioni previste dalla legge Severino. La legge, infatti, stabilisce che in caso di condanna, se questa avviene dopo l’elezione, è necessario seguire una procedura speciale prima della dichiarazione formale di decadenza. Nonostante la decisione della Corte d’appello, i legali di Lucano, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, hanno annunciato che presenteranno ricorso presso la Corte di Cassazione. Tuttavia, in attesa della decisione finale della Suprema Corte, la Prefettura ha ritenuto opportuno sospendere Lucano dalle sue funzioni di sindaco.


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