Messina “Porta del Mediterraneo”, il centrosinistra lancia la sua proposta di legge e dice ancora “no” al Ponte sullo Stretto

Russo: "Messina ha bisogno di strumenti straordinari per affrontare criticità storiche che da decenni frenano sviluppo, occupazione e competitività"

Un progetto di rilancio strategico per la città, capace di rimettere Messina al centro delle politiche di sviluppo del Mediterraneo. È questo il tema dell’incontro pubblico promosso da Antonella Russo, candidato sindaco per il centrosinistra,che si è svolto nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. L’iniziativa, dal titolo “Legge speciale per Messina – Rilancio e sviluppo: Messina porta del Mediterraneo”, ha rappresentato un momento di confronto istituzionale e programmatico sulle prospettive economiche, infrastrutturali e sociali della città. All’incontro sono intervenuti anche Antonio Nicita, economista e vicecapogruppo del Partito Democratico al Senato, e Daniela Rupo, professoressa ordinaria dell’Università di Messina e assessora designata al Bilancio, Sviluppo Economico, Europa e alla Città che Lavora.

Le spiegazioni di Russo

“Messina ha bisogno di strumenti straordinari per affrontare criticità storiche che da decenni frenano sviluppo, occupazione e competitività – afferma Antonella Russo -. La nostra idea di Legge speciale nasce dalla consapevolezza che questa città debba tornare ad avere un ruolo strategico nel Mediterraneo, attraverso investimenti mirati, infrastrutture moderne, sostegno alle imprese, valorizzazione del porto, del turismo, dell’università e del capitale umano. Il Ponte? Non serve”. Per il candidato sindaco, il confronto pubblico servirà anche a presentare una visione alternativa per il futuro amministrativo della città: “vogliamo costruire una Messina che torni ad essere attrattiva per giovani, imprese e investitori. Una città che non viva soltanto di annunci, ma che punti su programmazione, lavoro stabile e sviluppo reale”.

Le spiegazioni dell’esponente del Pd Nicita

“Il documento individua undici capitoli di spesa per la distribuzione del miliardo di euro previsto dal ddl. La quota più consistente, pari a 250 milioni di euro, sarebbe destinata alla piattaforma logistica e ferroviaria, con interventi per l’intermodalità e il decongestionamento dei flussi di traffico. Altri 150 milioni andrebbero all’economia del mare e alla cantieristica, mentre ulteriori 150 milioni sarebbero riservati alla ZES, alla zona franca e alle misure per l’attrazione degli investimenti. Il piano prevede un miliardo di euro in cinque anni per il rilancio dell’area dello Stretto”, ha affermato l’esponente del Partito Democratico Nicita.

Il piano prevede poi:
• 100 milioni per innovazione, ICT e formazione;
• 100 milioni per occupazione e contrasto allo spopolamento;
• 80 milioni per mobilità sostenibile;
• 50 milioni per rigenerazione urbana;
• 50 milioni per rete idrica e fognaria;
• 30 milioni per sicurezza territoriale e ambiente;
• 20 milioni per turismo e cultura;
• 20 milioni per il funzionamento dell’Agenzia di governance.

Per Hyerace siamo davanti a un passaggio storico per Messina

“Siamo davanti a un passaggio storico per Messina. Con un disegno di legge viene messa nero su bianco una verità che i messinesi conoscono da sempre: la nostra città ha pagato per decenni il prezzo dell’attraversamento dello Stretto, subendo una vera e propria servitù nazionale di passaggio. Per la prima volta si afferma il principio secondo cui la posizione strategica di Messina non deve più essere un peso da sopportare, ma una leva di sviluppo da valorizzare. Non più periferia sacrificata del Paese, ma porta del Mediterraneo”, così Armando Hyerace, segretario provinciale del Pd messinese commenta il disegno di legge presentato dal senatore dem Antonio Nicita.

“Ogni giorno merci, mezzi pesanti, treni e flussi continui attraversano Messina producendo congestione, pressione ambientale, consumo infrastrutturale e costi economici e sociali enormi, senza che questa centralità strategica si trasformasse in adeguate compensazioni, sviluppo o opportunità per il territorio. Questo disegno di legge prova finalmente a ribaltare quella logica. La strategia è precisa: trasformare l’area dello Stretto in una piattaforma moderna fondata su portualità, logistica, economia del mare, innovazione, ZES dello Stretto, sostenibilità ambientale, lavoro stabile e attrazione di giovani qualificati. Lo si fa indicando strumenti concreti, coperture finanziarie, incentivi e tempi di attuazione. E intervenendo anche sul tema della continuità territoriale e del costo dell’attraversamento, affrontando finalmente una delle disuguaglianze più evidenti vissute quotidianamente dai cittadini e dalle imprese dello Stretto”, prosegue.

“Ringraziamo il senatore Antonio Nicita per il lavoro serio e approfondito portato avanti su questo provvedimento, recependo anche diversi contributi e spunti avanzati dal Partito Democratico di Messina. Adesso bisogna costruire attorno a questa proposta il più ampio consenso possibile. Perché questa non è una battaglia di parte, ma di giustizia territoriale, di riequilibrio nazionale e di futuro. Ed è una battaglia che noi vogliamo portare avanti insieme ad Antonella Russo sindaco, per restituire finalmente a Messina il ruolo che merita: non più territorio che subisce il passaggio, ma territorio che produce sviluppo”, conclude Hyerace.