Venti anni fa. Venti. Quando Berlusconi era il leader della Destra, ma perdeva in luogo di Prodi. Quando la Lega era davvero Lega, Lega Nord. Quando di iPhone neanche si parlava ma l’unico phone era quello per asciugarsi i capelli. Quando l’Italia si qualificava ai Mondiali e li vinceva pure. Quando la Reggina giocava in Serie A, insieme al Messina, e lo batteva, ma sul campo, non provava a farlo nei Tribunali. Quelli, venti anni fa, erano gli anni del Modello Reggio, dei concerti, di RTL, delle Notti Bianche, delle passeggiate di Valeria Marini sul Lungomare. Tutto “materiale” utilizzato dalla Sinistra negli anni successivi per strumentalizzare, vincere le elezioni e per guidare la città per dodici anni. Ma anche per gonfiare numeri in modo esagerato alimentando propaganda e bugie.
Ma al di là dei meriti di allora, e anche dei demeriti – perché chiaramente ce ne sono stati – ha veramente senso, ancora, oggi, parlare del Modello Reggio e delle passeggiate di Valeria Marini? Quella era una stagione diversa, tempi diversi, contesti diversi, uomini diversi, visioni diverse, ma pur sempre visioni (ad averle avute, in questi dodici anni…).
Tempi, oggi, non replicabili. In alcun modo. Quale candidato del CentroDestra, anche qualora condividesse quella visione totalmente, sarebbe così folle da improntare una campagna elettorale su quella strategia, ben consapevole che è invisa alla Sinistra, perlomeno quella Sinistra abilissima a infuocare la posta su questi temi? Ovviamente nessuno. E neanche Cannizzaro. E perché venti anni fa Cannizzaro era un ragazzino. E perché Cannizzaro politicamente è sempre stato un moderato, centrista, con un percorso anche politico diverso da Scopelliti, formato prima a Roma, a livello nazionale, a contatto coi big. E perché, diciamocelo, al netto delle conoscenze e dei rapporti – in fondo, non è reato – ha le sue idee, il suo passato, la sua storia. E anche perché alla fine, al comizio di Piazza De Nava, Scopelliti non c’era.
La sua è una visione che considera il turismo in primo piano, com’è anche normale che sia per una città come Reggio Calabria. Non è follia pensarlo e non è follia lavorare su questo. Ma questo non significa riconsiderare le passeggiate dei vip in Via Marina. No, tranquilli, l’obiettivo di Cannizzaro – ne siamo certi – è che Belen venga sul Lungomare a passeggiare, ma perché l’offerta turistica di Reggio Calabria magari sarà così bella e interessante che la show girl potrebbe scegliere lo Stretto per una vacanza.
Eppure, a ben sentire ancora certi proclami, la sensazione è che alla Sinistra faccia comodo. Ma siamo anche sicuri che non ci credano più davvero neanche loro. Ieri, al comizio di AVS, davanti a un centinaio di persone circa, qualcuno ha tirato ancora fuori la storiella di Valeria Marini. Addirittura, Fratoianni stesso, in risposta alla domanda sul motivo per cui votare AVS, ha detto: “perché la Destra è peggio, il ritorno al peggior passato”. Non una proposta, un’idea, ma semplicemente “la Destra è peggio”, forse anche a voler sottintendere che a Sinistra non siano proprio brillantissimi, ma “la Destra è peggio”.
Il ritornello di Valeria Marini, però, sembra quasi come il fascismo morto e sepolto 80 anni fa che però viene magicamente ritirato fuori ogni volta che governa la Destra. I tempi cambiano, cambiano le storie e cambiano gli uomini. Davvero oggi ha ancora senso parlare di Modello Reggio?
