La movida a Reggio Calabria e la “guerra dei decibel”: “la musica va bene, ma così è inquinamento acustico”

La movida sonora e il diritto alla quiete: l’appello dell’Associazione “Sensazioni Emergenti”. L’associazione chiede un equilibrio tra divertimento e serenità per i cittadini

Con l’arrivo della bella stagione, torna un tema caldo per la città: la convivenza tra le attività commerciali e il diritto alla quiete dei cittadini. L’Associazione culturale “Sensazioni Emergenti”, con una nota firmata da Domenico Nava, solleva nuovamente il problema del crescente inquinamento acustico sul lungomare e sul corso cittadino, aggravato dalla movida estiva. “La movida sonora sul lungomare e sul corso ripropone l’annoso tema della convivenza tra attività commerciali e diritto alla quiete. Con l’arrivo della bella stagione si ripresenta puntuale un paradosso tutto cittadino: l’estate, che dovrebbe essere il tempo del relax, si trasforma nel periodo di massimo inquinamento acustico”.

L’associazione denuncia che già dalle prime ore del pomeriggio, il lungomare e le vie centrali della città diventano il palcoscenico di una vera e propria “guerra di decibel”, così definita dall’Associazione, dove il volume della musica diventa sempre più insostenibile. Il problema, secondo Sensazioni Emergenti, non risiede nella musica in sé, ma nella sua diffusione indiscriminata. “Il problema non è la musica in sé, ma la sua diffusione indiscriminata. Oggi assistiamo a una sorta di concorrenza al rialzo tra i lidi e i locali: ognuno alza il volume per sovrastare il vicino, trasformando la passeggiata in un frastuono indistinguibile.” La competizione tra locali, che spesso porta ad un’escalation di decibel, rende impossibile godere di una passeggiata tranquilla.

L’associazione porta come esempio un episodio recente presso l’Arena, dove persino durante concerti di rilievo nazionale è stato necessario intervenire per chiedere ai lidi circostanti di abbassare i volumi. “Persino durante concerti di rilievo nazionale, è stato necessario intervenire per chiedere ai lidi circostanti di abbassare i volumi, poiché la loro musica interferiva con l’evento principale”. Secondo l’associazione, la passeggiata sul lungomare dovrebbe essere un momento di tranquillità, di socialità e di riflessione, ma oggi spesso è ostacolata da una musica prevaricante. Per l’associazione, una musica di sottofondo, se misurata, può sicuramente creare armonia, ma quando supera un certo limite, diventa un vero e proprio disturbo.

“La passeggiata dovrebbe essere un momento intimo, un’occasione di socialità tranquilla o di riflessione personale. Una musica di sottofondo, se misurata, può certamente creare armonia; quando però diventa prevaricante, si trasforma in disturbo”. L’inquinamento acustico non riguarda solo i lidi, ma anche le performance di artisti di strada che utilizzano amplificazioni eccessive al solo scopo di attirare l’attenzione. Questo fenomeno si ripete anche lungo il corso, dove il rumore diventa un fastidio per chi cerca di godersi un momento di relax. “Una città che ambisce a essere accogliente non deve confondere il divertimento con l’eccesso acustico. La musica dovrebbe appartenere a chi sceglie di frequentare un determinato locale, non essere imposta a chilometri di distanza a chiunque si trovi nei paraggi”.

Infine, l’associazione lancia un appello alle istituzioni e ai cittadini: recuperare il valore del silenzio e della “bassa frequenza” non significa spegnere l’estate, ma restituire ai cittadini la possibilità di vivere la città in armonia. “Recuperare il valore del silenzio e della ‘bassa frequenza’ non significa spegnere l’estate, ma restituire ai cittadini il piacere di abitare i propri spazi in armonia e libertà”. L’appello di Sensazioni Emergenti si conclude con la speranza che le autorità competenti riescano a dare alla città la giusta atmosfera cittadina, equilibrando divertimento e serenità.