Italia tra turismo e trasporti: il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 rilancia gli scali regionali

Il nuovo Piano risponde all’esigenza del ridisegno di una nuova rete degli scali per sostenere un trend positivo nel lungo periodo

Il “Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035”, documento di indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo del settore aereo, è stato presentato nei giorni scorsi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un documento essenziale per legare ancora di più un settore, quello dei trasporti, con il business internazionale del turismo, consolidando lo sviluppo esponenziale degli aeroporti regionali e secondari. In questo contesto si colloca anche l’inaugurazione della nuova aerostazione dell’aeroporto di Reggio Calabria, “Tito Minniti”, lo scalo che per decenni è stato lasciato al suo triste destino, con il rischio della chiusura definitiva, e che oggi vede la rinascita e guida lo sviluppo di un territorio, la Calabria, posizionato sul podio delle regioni con il maggior numero di località balneari con Bandiere Blu.

Il nuovo Piano 2026 – 2035 rivoluziona l’assetto del vecchio documento programmatico

Il Piano Nazionale degli aeroporti, un documento programmatico che certifica la crescita del settore aereo nazionale supportata anche dall’intermodalità dei trasporti con investimenti pari a circa 1,2 mld di Euro per i collegamenti ferroviari da e verso gli aeroporti di Bergamo, Olbia, Verona e Venezia. Il nuovo Piano 2026 – 2035 rivoluziona l’assetto del vecchio documento programmatico passando dal singolo scalo ad un’architettura basata su 13 sistemi integrati, strategia che ridefinisce la geografia del trasporto aereo italiano al 2035 puntando sulla specializzazione e sull’intermodalità. La logica del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti prevede che ogni scalo all’interno della rete possa specializzarsi (es. voli internazionali, continuità territoriale, cargo, manutenzione o addestramento), facendo sistema con gli scali contigui.
Le 13 aree strategiche del territorio nazionale sono ben definite: Nord Ovest, Milano (sistema Linate-Malpensa), Nord Est, Emilia-Romagna, Toscana, Roma e Fiumicino (hub principale), Lazio (connessioni regionali), Campania, Puglia, Calabria, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale, Sardegna.

Il nuovo Piano risponde all’esigenza del ridisegno di una nuova rete degli scali per sostenere un trend positivo nel lungo periodo

Il nuovo Piano risponde quindi all’esigenza del ridisegno di una nuova rete degli scali per sostenere un trend positivo nel lungo periodo che prevede una domanda potenziale, all’orizzonte del 2035, di circa 305 milioni di passeggeri l’anno, obiettivo primario dello strumento di pianificazione che pone sullo stesso piano il dualismo tra due settori contermini, trasporti e turismo. Due settori che, specialmente nel periodo estivo, trovano una sintesi nel volume atteso di turisti, nazionali ed internazionali.

Anche quest’anno per la nostra penisola le Bandiere Blu 2026 hanno premiato l’eccellenza del mare italiano

Anche quest’anno per la nostra penisola le Bandiere Blu 2026 hanno premiato l’eccellenza del mare italiano: 257 Comuni hanno ottenuto il riconoscimento della Bandiera Blu, con 525 spiagge e 87 approdi turistici d’eccellenza. Un risultato, certificato dalla “Foundation for Environmental Education”, costruito negli anni sulla base di quattro items: qualità delle acque (“eccellente” negli ultimi 4 anni), educazione ambientale (informazione costante per turisti e residenti), gestione ambientale (pulizia delle spiagge, raccolta differenziata e aree pedonali), servizi e sicurezza (presenza di bagnini, accessibilità per disabili e servizi igienici).

Sul podio della classifica stilata dalla FEE si posiziona al primo posto la Liguria con 34 Comuni, la Calabria con 30 Comuni al secondo posto e la Sardegna con 25 località medaglia di bronzo. Al di là della classifica regionale, il risultato ottenuto dal “sistema Italia” conferma ancora una volta l’impegno delle Amministrazioni locali nel migliorare non solo la balneabilità, ma l’intero sistema di accoglienza turistica. Numeri del turismo che vedono l’Italia confermarsi nel 2025 seconda in Europa, con poco meno di 480 milioni di presenze, in crescita ulteriore nel 2026 confermando il trend degli ultimi anni.

Aeroporti e presenze, turismo e trasporti, un dualismo che da sempre si pone come complementarità o contrapposizione?

Aeroporti e presenze, turismo e trasporti, un dualismo che da sempre si pone come complementarità o contrapposizione? Le strategie adottate dal Governo in entrambi i settori propendono per una confermata complementarità. Il turismo, così come il settore dei trasporti, sono due settori strategici per l’Italia. Spostarsi è un diritto costituzionale, muove l’economia, produce cultura. L’Europa, e l’Italia, è la prima destinazione turistica nel mondo. Il turismo è al centro di un enorme ecosistema di imprese che contribuiscono in modo sostanziale alla prosperità e all’occupazione nei propri Paesi. Gli investimenti in entrambi i settori sono necessari, ancora di più rispetto a quanto sviluppato in questi anni. Il dualismo “trasporti – turismo” deve rispettare quindi la concezione filosofica del significato, ovvero la presenza di due principi fondamentali che, oggi più che mai in Italia, devono essere in relazione reciproca di complementarità e non di opposizione.

Trasporti e Turismo, tuttavia, fanno venire in mente il concetto della mobilità, anche in ambito locale. Gli studi di settore confermano che le esigenze di spostamento oggi sono più che mai modificate nell’arco della giornata. Accanto alla sistematicità (periodicità) degli spostamenti, la mobilità occasionale copre la metà degli spostamenti giornalieri. E le motivazioni di spostamento non sono più concentrate ai canonici motivi “casa-scuola”, “casa-lavoro”, “casa- sanità”. Oggi ci si sposta per svariati motivi, oggi usano i servizi di mobilità anche i turisti, oggi il target di utenza del Trasporto Pubblico Locale è cambiato. L’Italia che si muove è cambiata. Per questo motivo torna di attualità il percorso di riorganizzazione generale del trasporto pubblico in Italia, grazie alle tante riforme avviate nel corso di questi ultimi anni. Tutto ciò si traduce nella necessità di un “Piano Nazionale del TPL” specifico per il settore perché il trasporto delle persone è centrale nell’economia del nostro Paese. È giunto il momento di intervenire in modo strutturale e coordinato fornendo alle Regioni linee guida ferme e certe. È giunto il momento in quanto le condizioni sono tali da poter intervenire dopo decenni di abbandono.