“Il Girasole che non è mai fiorito”: la denuncia di un cittadino tra promesse, vergogna e incuria

Un cittadino di Reggio Calabria denuncia la situazione di degrado che interessa "Il Girasole" ormai da troppo tempo

  • Girasole Reggio Calabria
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Il Girasole” che non è mai fiorito. Una struttura simbolo del degrado cittadino e dell’incapacità dell’amministrazione. Un monumento all’abbandono, all’incuria più totale, sotto gli occhi dei cittadini che l’hanno vista sfiorire lentamente, cadere a pezzi, venire depredata e distrutta, senza mai, nemmeno lontanamente, vedere all’orizzonte una prospettiva di rinascita. La denuncia arriva dall’Anonimo reggino, il cittadino che gira Reggio Calabria a tutte le latitudini per sottolineare i problemi che interessano la città.

La rabbia di un cittadino

Il nostro lettore ha scritto anche una riflessione sulla situazione che interessa la struttura: “siamo abituati ad andare in giro per il mondo a fotografare gli splendidi monumenti che raccontano la storia di ogni luogo, la memoria delle persone e i frammenti della loro vita quotidiana. Ci sono città, tuttavia, come Reggio Calabria, dove la maggior parte dei monumenti contemporanei è costituita dal degrado: scheletri di cemento e vetro che non celebrano il passato, ma congelano il fallimento del presente. Stiamo parlando dell’ex mercato “Il Girasole”.

A vederlo oggi, attraverso la lente di un’amara ironia, sembra uno di quegli hotel di lusso appena usciti dall’Esposizione Universale del 1990. L’illusione ottica, guardando le foto, è quasi perfetta: un ingresso monumentale e luminoso, un’area nursery indicata da un passeggino abbandonato tra i rovi, una zona dedicata agli animali da compagnia sorvegliata da piccioni solitari, un ampio giardino multifloreale all’ingresso dominato da sterpaglie riarse dal sole e rifiuti, e una vasta zona di sgambamento cani spontanea.

Ma purtroppo non è così. Dietro questo miraggio si nasconde la cruda realtà di un progetto stupendo, una struttura concepita con enormi possibilità di sviluppo economico, ma che ha scontato la condanna più atroce: l’assenza totale di una gestione sin dal giorno della sua stessa inaugurazione. Un guscio di specchi infranti che riflette l’inerzia del tempo.

Dal 2014 a oggi: Il diario delle illusioni perdute

Se la prima decade degli anni Duemila ne ha sancito l’abbandono immediato, la storia recente – dal 2014 ad oggi – assume i contorni di un’inchiesta drammatica sul palcoscenico della burocrazia reggina.

Nel 2017, la politica locale ha provato a ridisegnare questo vuoto, promettendo la nascita del progetto “Hermes”. Sulla carta, i tre corpi di fabbrica avrebbero dovuto accogliere uffici comunali ecocompatibili, un teatro e un centro culturale per i giovani del quartiere. Le delibere si sono succedute come preghiere laiche nei registri comunali, ma i corridoi sono rimasti oscuri, accogliendo solo i passi dei vandali che, pezzo dopo pezzo, hanno depredato l’immobile di infissi, rame, caldaie e dignità.

Successivamente, un barlume di vera speranza ha accarezzato le vetrate polverose del Girasole: l’interessamento del Ministero della Cultura, che intravedeva in quella pianta semicircolare la sede ideale per il nuovo Archivio di Stato. Un connubio perfetto tra memoria storica e rigenerazione urbana. Eppure, la malinconia che avvolge questa terra ha preteso il suo tributo. Tra rinvii strutturali, scadenze mancate e la paradossale lentezza nel fornire i calcoli di staticità di una struttura nata pochissimi anni prima, anche l’opzione ministeriale è sfumata nel silenzio, lasciando l’edificio al proprio destino.

Negli ultimi anni, la narrazione si è fatta ancor più disperata. Incapace di riqualificarlo con fondi propri, il Comune lo ha inserito nel piano delle alienazioni, trasformando il Girasole in un lotto da svendere all’asta. Da una base iniziale di quasi 3,8 milioni di euro, il prezzo è crollato progressivamente a 3 milioni, poi a 2,6, fino a scendere a circa 2,1 milioni di euro nei bandi più recenti. Ma le aste continuano ad andare deserte, specchio di un mercato privato che teme l’immensità dei costi di bonifica e consolidamento necessari anche solo per renderlo accessibile.

Oggi, le transenne arrugginite, i sacchi dell’immondizia e le finestre sventrate restano lì, a ricordare che il Girasole non è mai fiorito. È rimasto un monumento al disincanto, un immenso relitto urbano nel cuore della zona sud, in attesa che qualcuno decida, finalmente, di scriverne la parola fine o un nuovo inizio. Noi, ovvero la maggioranza dei reggini, abbiamo la visione del nostro futuro… e gli altri?“.