Il figlio di Paolone detto Gas e quel messaggio che spiega, esattamente, l’assurdità della sua candidatura

Il figlio di Paolone detto Gas scrive un messaggio in favore del commerciante reggino, al centro di forti polemiche dopo le dichiarazioni rilasciate a "La Zanzara". Dal messaggio si capisce, alla perfezione, tutto ciò che non funziona nel modo di intendere la politica a Reggio Calabria

Non sono bastate le scuse. Anche perchè, tra quelle calate dall’alto in cui “non pensava quello che ha detto”, e quelle pronunciate personalmente in cui ha ammesso di essere solo “stanco” e di pensare che fosse uno scherzo, c’è una certa dose di contraddizione. Per altro, appare abbastanza difficile che in una decina di minuti di trasmissione, il buon Paolone abbia solo pronunciato frasi sconnesse, che non pensa, dettate dalla stanchezza e da quello che pensava fosse uno scherzo. Del resto, l’Arcigay, che si è parecchio arrabbiata per le frasi omofobe pronunciate, è notoriamente un’associazione ‘senza il senso dell’umorismo’.

Sarebbe interessante scoprire cosa pensa Elly Schlein, bisessuale, vicina alla comunità LGBTQI+ e sull’elettorato arcobaleno, che il candidato sindaco del centrosinistra, in quota PD, in continuità con l’amministrazione uscente guidata da Giuseppe Falcomatà (anch’esso del PD), pronunci frasi omofobe, razziste, filoputiniane e neofasciste.

Eppure, a Reggio Calabria, tanta gente ci ha tenuto a dare il proprio sostegno a Paolone, nonostante tutto. Fra di essi, anche una persona parecchio vicina al commerciante reggino.

Il messaggio del figlio di Paolone detto Gas

Dragos Alexandroae, figlio (seppur non biologico) di Paolone detto Gas, ha voluto esprimere il suo parere sulla questione attraverso i social: “ho aspettato qualche giorno prima di esprimermi su quanto accaduto nei confronti di Paolone. Anche se non è mio padre biologico, per me lo è a tutti gli effetti, perché è la persona che mi ha cresciuto, educato e insegnato ad affrontare la vita, trasmettendomi valori profondi e autentici che porterò sempre con me.

Chi conosce Paolone sa bene che tipo di uomo sia: una persona genuina, dal cuore grande, che attraverso sacrifici, lavoro e impegno costante ha costruito tutto ciò che ha ottenuto. Con il sudore e la determinazione di ogni giorno, ha permesso e continua a permettere a me e a mia sorella di inseguire i nostri sogni lontano da Reggio Calabria. E lo fa con la consapevolezza che spesso lui stesso evidenzia nel suo progetto politico che nella nostra città, purtroppo, per tanti giovani non esistono reali possibilità di costruire serenamente il proprio futuro.

In questi giorni ho letto articoli e commenti che si sono soffermati esclusivamente su alcune dichiarazioni, mettendo in evidenza soltanto ciò che poteva generare polemica, senza però dare spazio ai temi davvero importanti che lui ha sollevato: i problemi concreti di Reggio Calabria, dal degrado urbano alla gestione dell’acqua e dei rifiuti, fino alle difficoltà che ogni cittadino vive quotidianamente.

Chi conosce davvero Paolone sa che una frase sbagliata o un errore dovuto all’inesperienza non potranno mai cancellare il valore della persona che è. La sua storia, il suo cuore e il rispetto che ha sempre dimostrato verso gli altri parlano molto più di qualsiasi titolo di giornale.

E sono certo che chiunque abbia avuto modo di conoscerlo sappia bene di avere davanti un uomo vero, nel senso più autentico del termine. A tutto gas“.

Tutto ciò che non funziona nel modo di intendere la politica reggina

Il messaggio del figlio di Paolone spiega tutto ciò che non funziona nel modo di intendere la politica reggina e l’assurdità della sua candidatura. Anche se l’intento era diverso. Nessuno ha mai messo in dubbio che Paolone sia una persona buona, genuina, simpatica, altruista, onesta, vera, pura di cuore, sensibile, un ottimo commerciante, un bravo padre, marito, capo, buon cristiano e qualsiasi altro aggettivo vogliate inserire per allungare la lista.

Il ragazzo parla di “articoli e commenti” che danno spazio alle dichiarazioni infelici del padre e non alle sue idee politiche. Paolone ha messo in cima alla lista delle sue priorità il futuro dei giovani a Reggio e la volontà di risolvere problemi legati a buche, spazzatura, acqua e illuminazione. Esattamente ciò che serve a Reggio Calabria. Esattamente ciò che 12 anni di Amministrazione Falcomatà hanno contribuito a generare.

Paolone detto Gas è però candidato con la lista Reset, civica di Falcomatà, in appoggio a Mimmetto Battaglia, facente funzioni scelto da Falcomatà, dello stesso partito, appoggiato dall’ex sindaco che fa campagna elettorale con lui (e al suo posto spesso…) in continuità con l’amministrazione che ha creato tutte le priorità che Paolone vuole risolvere.

Fosse solo una questione di coerenza, in politica soprattutto, ci saremmo fatti una bella risata. Abbiamo guardato tutti con simpatia alla candidatura di Paolone come a quella di tanti altri candidati che ci sono stati e ci saranno ovunque in Italia e che stanno diventando virali sui social. Ma davanti a certe frasi, il tono della discussione deve farsi serio.

Perchè la politica è una cosa seria. Alle qualità umane, fondamentali per un candidato a qualsiasi posizione politica, servono anche quelle culturali, etiche e morali. Se questa città è sprofondata nell’oblio dei bassifondi di qualsiasi classifica relativa alla qualità della vita, lo si deve proprio alla mancanza di questa serietà che si traduce in incapacità politica sicuramente, ma anche in evidenti qualità umane di dubbio spessore.

E il continuo minimizzare i fallimenti, trovare scuse, sottolineare quanto qualcuno si impegni così da indorare la pillola, parlare di “brave persone” che dicono quanto gli facciano schifo due maschi che si baciano in pubblico e che Mussolini abbia fatto cose buone, è esattamente ciò che non funziona nella mentalità reggina. Buonismo, paraocchi e assuefazione al nanismo di giuntiana memoria permettono a un venditore di bombole del gaso di poter anche solo pensare, senza la minima esperienza e capacità politica, di ambire a diventare consigliere comunale; a un ragazzo con un cognome importante di fare il sindaco per 12 anni consecutivi; così come a un maestro elementare di incatenare 4 anni la Reggina in Serie D nella complicità generale.

Davanti a certe frasi, dovrebbe essere l’elettorato di sinistra a chiedere a gran voce duri provvedimenti, scuse o non scuse. I candidati della lista Reset dovrebbero prendere le distanze, imbarazzarsi, invece continuano la loro stoica crociata falcomatiana contro Cannizzaro un giorno sì e l’altro pure. A parti invertite, con Paolone schierato a destra, chiederebbero la sua testa schiumando dalla bocca, agitando fieramente la loro patente di moralità.

In Consiglio Comunale non c’è posto per omofobia, razzismo, neofascismo, ignoranza. Da una classe politica di alto livello passa un futuro sociale, turistico, economico, lavorativo, sportivo, sanitario di altrettanto alto livello per la città. Lo abbiamo visto con Skibidi Boppy, governo Melone, il bug di Quartuccio, riflessi osceni di una città umiliata. Ricordatevelo in cabina elettorale.