Il fastidio di pensare – Lettera al nuovo sindaco

La lettera al nuovo Sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro

Caro sindaco,
adesso è l’ora del trionfo, e aggiungiamo senz’altro i nostri complimenti, per quel valgono, per un successo così smagliante che va oltre le più ottimistiche previsioni. Sia detto a bassa voce, anche noi come banali cittadini non vedevamo l’ora di liberarci della mediocrità di quella amministrazione che da tanto tempo occupava gli scranni comunali: c’era ormai la diffusa sensazione che in così tanti anni si sarebbe potuto, e quindi politicamente si sarebbe dovuto, fare molto meglio e molto di più. Ma per il futuro, come cultore di studi filosofici, affido alla mia speranza il giudizio del tempo.

La città la ha plebiscitata, ma non si faccia ingannare. Sono cifre che a Reggio si sono già viste fin troppe volte. Lo stesso Falcomatà quando si insediò, una decina e passa di anni fa, fu accompagnato a furor di popolo da percentuali simili, ma invertite. A Palazzo San Giorgio si debutta sempre dall’entrata principale tra le fanfare e le ovazioni della piazza ma poi, di solito, dopo qualche anno se ne esce in silenzio dalla porta di servizio. Con questo non vogliamo minimamente impolverare la sua altezza politica, a cui questo titolo aggiunge una perla a un cursus homorum di ben elevato livello, ma crediamo che dentro quella percentuale altissima ci sia anche una buona dose di insofferenza verso coloro di cui ci si voleva liberare: non quindi solo un voto pro, ma anche un voto contro qualcuno. Lo tenga a mente quando andrà ad amministrare per non ripeterne gli stessi errori.

Perché la popolazione reggina è molto volubile, e passa in poco tempo dagli osanna alle imprecazioni. Già dopo avere assunto la carica si troverà dietro la porta una fila interminabile di persone: sono i compari, gli amici degli amici e i figli di. Insomma, tutti quelli che con la precedente amministrazione, che aveva esordito promettendo un sontuoso cambiamento, sono rimasti a bocca asciutta e le tasche vuote, sebbene non si può dire che di squallide generosità quell’amministrazione fosse stata avara. E adesso verranno a pietire da lei. E questa sarà una delle battaglie principali che si troverà a combattere. Evitare che per sfamare quelli poi la gente seria debba andare a fare biglietti alla stazione o nel nuovo e splendido aeroporto a svuotare di talenti (ce ne sono, glielo assicuro, anche qui) la città.

Insomma, abbia il coraggio (e ce ne vuole tantissimo) di essere il sindaco di Reggio, dei suoi interessi e della sua popolazione nella totalità. Reggio, che attualmente è ultima nelle graduatorie nazionali, è il Sud del Sud, e non si tratta solo di una visione geografica, ma della rappresentazione di un modo di agire, di essere, di condurre le cose secondo una visione della vita così deformata che è talmente radicata da sembrare ormai del tutto ovvia. Adesso la città viene affidata a lei con le stesse speranze e le stesse attese che la città ha più volte riposto in altri. Le auguro solo, nel posto che il popolo reggino le affida, di avere sempre il coraggio e la severità di agire sempre nel modo corretto, al di là di sguardi ammiccanti. Per essere il miglior sindaco che Reggio abbia avuto, come lei pretende di diventare, ci vuole così poco e così tanto. Null’altro. Mi sembra già tantissimo.