Guerra Iran, Tajani: “per navi a Hormuz serve ok del Parlamento”. Poi cita Trump sulla posizione dell’Italia nel conflitto

Antonio Tajani interviene davanti alla alle commissioni Esteri e Difesa della Camera e del Senato sulle iniziative per il ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz

Il momento è complesso, e richiede compattezza, senso di responsabilità, gioco di squadra. È un appello che voglio rinnovare anche in questo passaggio“. È quanto dichiarato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa della Camera e del Senato sulle iniziative per il ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. “Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo. L’intento è condividere con il Parlamento, nel quadro di un confronto aperto e trasparente, l’impegno del Governo per la pace e, in questo quadro, il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz“. Il ministro degli Esteri Antonio Tajanisgombera il campo dagli equivoci” nell’audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ribadendo ancora una volta che “un impegno che potrà concretizzarsi, lo sottolineo con chiarezza, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità“.

Il ruolo della Cina nella pace in Iran

Teheran deve impegnarsi a negoziare in buona fede, e con flessibilità, per una soluzione costruttiva, a riprendere la collaborazione con l’Agenzia dell’Onu per il nucleare e a ristabilire le relazioni con i Paesi del Golfo“. E’ il monito ribadito da Antonio Tajani che ha detto di aver consegnato questo stesso messaggio al ministro degli Esteri cinese Wang Yi, “quando il mese scorso sono stato in missione a Pechino“.

La Cina – ha sottolineato Tajani – gode di un’indubbia influenza sull’Iran ed è uno dei Paesi più interessati al ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. L’impegno di Pechino per la pace è fondamentale“.

Il colloquio con Rubio

La sola via percorribile” per chiudere la guerra con l’Iran “è quella del dialogo e della diplomazia“, Tajani afferma di averne parlato nei giorni scorsi con il segretario di Stato americano Marco Rubio e con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “A Rubio ho confermato il pieno sostegno del nostro Paese ai negoziati in corso in Pakistan. Negoziati difficili, eppure fondamentali per alimentare la speranza della pace“, ha detto il ministro nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Le prime reazioni ufficiali degli Stati Uniti alla risposta iraniana sono state negative, ma il negoziato deve continuare – ha insistito Tajani – Questa occasione non va sprecata. È questo il messaggio che ho ribadito con forza, a più riprese, al ministro degli Esteri iraniano Araghchi“.

Navi italiane nello stretto di Hormuz solo con ok del Parlamento

Voglio ribadire ancora una volta che nessuna nave sarà impiegata a Hormuz senza che questo Parlamento lo abbia autorizzato, nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro che non offra adeguate garanzie di sicurezza, e senza che vi sia un quadro giuridico internazionale preciso“. E’ il concetto riaffermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso della sua audizione in Parlamento, durante la quale ha però sottolineato che “è necessario però non farsi trovare impreparati, nel momento in cui si verificheranno le condizioni necessarie“.

Quanto sta avvenendo nello Stretto di Hormuz non può essere ridotto a una crisi regionale da cui, come vorrebbero alcuni, stare alla larga. Si tratta di uno shock globale. Una crisi che incide direttamente sulla sicurezza nazionale e sulla competitività del nostro sistema produttivo“. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nell’audizione in Parlamento.

Tutti concordano sul fatto che un accordo credibile deve prevedere la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Che non può essere tenuto in ostaggio con la forza militare, o attraverso l’imposizione di pedaggi“. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella sua audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono priorità assolute. Hormuz deve tornare a essere uno Stretto internazionale libero e aperto: è nell’interesse dell’Italia, è nell’interesse dell’Europa, è nell’interesse del mondo“. E’ quanto ha riaffermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’audizione in Parlamento, ricordando che il nostro Paese “ha interessi vitali nel Golfo: energetici, commerciali, strategici” e per questo “non possiamo essere spettatori“. “Questo è il nostro impegno. Un impegno che portiamo avanti sempre in stretto raccordo con i Partner, in Europa e nel G7, e con le organizzazioni multilaterali“, conclude.

Pace in Medio Oriente deriva da stabilità del Libano

Una pace duratura in Medio Oriente non può prescindere dalla stabilità del Libano“, ha affermato Tajani in vista dell’incontro che avrà oggi con il collega di Beirut, Yousef Raggi. “L’Italia sostiene con convinzione il dialogo tra Israele e Libano mediato dagli Stati Uniti. Siamo pronti anche ad ospitare colloqui diretti, come ho assicurato al presidente Jospeh Aoun nel corso della mia missione a Beirut del mese scorso. La tregua è fondamentale, ma è necessario trasformarla in vero processo di pace“, insiste Tajani.

La sicurezza dei militari italiani della missione dell’Onu in Libano “è una nostra priorità assoluta“. Lo ha riassicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento, che ha espresso “il più sentito ringraziamento, mio personale e del Governo, ai nostri uomini nella missione Unifil, chiamati a operare in condizioni sul terreno spesso molto complicate“.

Gli attacchi di Hezbollah verso il nord di Israele devono cessare e “in parallelo devono cessare gli inaccettabili attacchi israeliani ai villaggi nel sud del Libano, anche cristiani“, ha aggiunto, tornando a denunciare “diverse azioni molto riprovevoli da parte di militari israeliani in Libano, in Cisgiordania e a Gerusalemme” cui si è assistito in queste settimane.

Tutti ricorderete l’attacco, terribile e inumano, alla suora francese nella Città Vecchia, o l’immagine del militare ritratto mentre si prendeva gioco di una statua della Madonna. Oppure ancora la scena, incresciosa, del militare israeliano che abbatteva un crocifisso, poi rimpiazzato dai nostri uomini in Unifil – ha elencato Tajani – Episodi che abbiamo condannato con la massima forza. I cristiani in Medio Oriente sono da sempre costruttori di ponti e creatori di dialogo. La loro presenza va protetta. Le violenze dei coloni estremisti devono finire“.

L’Iran non può dotarsi di armi nucleari

Teheran non può dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilistici in grado di minacciare la regione“. E’ la posizione ribadita dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando che “il regime iraniano è ancora quello che ha represso con la violenza, solo pochi mesi fa, i propri giovani che chiedevano libertà e democrazia. E continua a farlo anche oggi, con le esecuzioni capitali di chi ha osato opporsi“.

È il regime che ha attaccato in maniera indiscriminata aree residenziali, alberghi, ospedali, infrastrutture energetiche in tutti i Paesi del Golfo“, accusa il ministro e ribadisce “la solidarietà agli Emirati Arabi Uniti per i continui attacchi, anche di questi giorni, che mettono a repentaglio la vita di tanti innocenti“.

La posizione dell’Italia nella guerra all’Iran

Qual è la posizione dell’Italia” sulla guerra all’Iran? “La risposta viene dallo stesso presidente americano, che non ha gradito alcune posizioni” del nostro Paese. Questa la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani ad alcune sollecitazioni arrivate durante l’audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.