La centralità della Calabria all’interno del bacino del Mediterraneo non è più soltanto una suggestione geografica, ma una necessità strategica che richiede visioni lungimiranti e sinergie internazionali. Questo è il messaggio emerso con forza durante la sesta Assemblea di Formazione Distrettuale del Rotary, un evento di alto profilo intitolato significativamente “La Calabria Faro del Mediterraneo”. In questo contesto di confronto istituzionale, l’intervento dell’Avvocato Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria, ha tracciato una rotta chiara per il futuro della regione, ponendo l’accento sul legame indissolubile tra lo sviluppo delle infrastrutture portuali e la capacità di dialogare con le potenze economiche della sponda sud, a partire dal Marocco.
Il parallelo tra Gioia Tauro e Tanger Med per un nuovo sviluppo integrato
Invitato dal Governatore eletto del Distretto Rotary, l’Avv. Giacomo Francesco Saccomanno, e sollecitato dalle domande del giornalista Luigi Longo, il Console Naccari ha analizzato le potenzialità inespresse del porto di Gioia Tauro. Il fulcro del ragionamento si è basato sul confronto con l’esperienza di Tanger Med, l’hub marocchino che in pochi anni è diventato un punto di riferimento globale per la logistica e i trasporti. Secondo Naccari, il successo del modello marocchino risiede nella capacità di creare uno sviluppo integrato che va oltre la semplice movimentazione delle merci. Il retroporto di Tanger Med ha infatti generato circa 70.000 posti di lavoro, un risultato raggiunto grazie all’istituzione di un’area franca e a una pianificazione che ha saputo guardare al lungo periodo.
La visione strategica per trasformare il porto in piattaforma produttiva
La sfida lanciata dal Console riguarda la metamorfosi necessaria per lo scalo calabrese, che deve superare la sua natura di puro terminal di transito. Riprendendo le parole di Naccari, emerge la convinzione che la Calabria possa replicare i successi d’oltre mare attraverso un impegno concreto delle istituzioni. “Lo stesso percorso – ha sottolineato – potrebbe essere realizzato anche a Gioia Tauro, che possiede tutte le caratteristiche per diventare non soltanto un grande porto di transhipment, ma una vera piattaforma economica e produttiva del Mediterraneo”. Questa dichiarazione mette in luce come il Regno del Marocco guardi a Gioia Tauro con estremo interesse, tanto da aver individuato la città calabrese come sede ideale per il proprio Consolato Onorario, riconoscendone il peso specifico nelle rotte mediterranee.
Collegamenti diretti e diplomazia portuale tra le due sponde
Per trasformare questa visione in realtà, il Console Naccari ha promosso negli anni un’intensa attività di diplomazia decentrata, interloquendo direttamente con i vertici dell’Autorità Portuale. Durante l’assemblea, sono stati richiamati i proficui incontri avuti inizialmente con l’Ammiraglio Andrea Agostinelli e, in seguito, con l’Avv. Paolo Piacenza. L’obiettivo primario di queste interlocuzioni è la creazione di collegamenti diretti tra Gioia Tauro e Tangeri. Tali rotte non avrebbero solo una valenza commerciale, ma servirebbero a consolidare le relazioni logistiche e culturali tra le due sponde, favorendo un interscambio costante che possa fungere da volano per l’intera economia della Regione Calabria.
Cooperazione territoriale e il caso del gemellaggio Vibo Valentia-Dakhla
Oltre ai grandi hub portuali, la strategia di integrazione passa anche attraverso la cooperazione tra territori e comunità locali. Un esempio lampante di questo approccio è stato il gemellaggio tra Dakhla e Vibo Valentia, un’iniziativa portata avanti grazie alla determinazione dell’allora Sindaca Maria Limardo e del Commendatore Nicolino La Gamba. Questo accordo è stato definito dal Console come “un esempio concreto di diplomazia territoriale e cooperazione mediterranea”, a dimostrazione del fatto che le relazioni internazionali possono e devono nascere anche dal basso, coinvolgendo le amministrazioni locali e creando ponti di solidarietà e sviluppo che prescindano dai confini nazionali.
La macroregione mediterranea e il ruolo sociale del Rotary
In un’epoca segnata da profonde tensioni internazionali, il concetto di macroregione mediterranea diventa un pilastro fondamentale per la stabilità e la crescita dell’area. Naccari ha evidenziato come la diplomazia decentrata rappresenti uno strumento indispensabile per mantenere aperti i canali di dialogo e favorire lo sviluppo reciproco tra i territori. In questo scenario, il Rotary assume una funzione di primaria importanza. Il Console ha infatti concluso il suo intervento celebrando l’associazione come un luogo privilegiato di confronto, dove professionalità, istituzioni e società civile possono collaborare per promuovere una cultura della cooperazione. La costruzione di ponti tra popoli e comunità, unita a una strategia economica solida, sembra essere l’unica strada percorribile affinché la Calabria diventi davvero il Faro del Mediterraneo.


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