Gender pay gap, il lavoro delle donne resta in salita: “stipendi non equi e leadership ancora lontana”

Al convegno “Eccellenza Donna” istituzioni, giornaliste ed esperti rilanciano il tema della parità salariale e dell’accesso femminile ai ruoli di leadership: per il 46,5% degli italiani gli stipendi tra uomini e donne non sono ancora equi

  • convegno Eccellenza Donna. Donne e Lavoro
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A Milano il tema della disparità salariale tra uomini e donne torna al centro del dibattito pubblico. In occasione del convegno “Eccellenza Donna. Donne e Lavoro”, promosso da Giornaliste Italiane nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, istituzioni, giornaliste ed esperti hanno affrontato una questione che continua a segnare profondamente il mercato del lavoro italiano: il gender pay gap e il difficile accesso femminile ai ruoli di leadership.

Secondo il sondaggio realizzato da Alessandra Ghisleri per l’Associazione Giornaliste Italiane, il 46,5% degli italiani ritiene che, a parità di ruolo e competenze, non esista ancora equità negli stipendi tra uomini e donne. Un dato che conferma una percezione diffusa di squilibrio e discriminazione economica.

Nel corso dell’evento è intervenuta la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che ha sottolineato come molte donne vivano il percorso professionale come “un percorso a ostacoli”, sia dal punto di vista retributivo sia nell’accesso alle posizioni decisionali. La ministra ha parlato di una “dispersione di energie inaccettabile”, definendo il tema una vera questione di giustizia sociale.

Durante il confronto si è discusso anche del peso degli stereotipi culturali e della maternità nel mondo del lavoro. La giornalista Fiorenza Sarzanini ha evidenziato come l’essere madre venga ancora percepito, troppo spesso, come un limite professionale anziché come una dimensione compatibile con competenza e carriera.

I numeri confermano un quadro ancora complesso. Sebbene alcune statistiche europee collochino l’Italia sotto la media UE per differenza salariale oraria, diversi studi sottolineano che il divario reale sia molto più ampio. Pesano infatti il part-time involontario, la minore presenza femminile nei settori STEM, la difficoltà di accesso ai ruoli apicali e il cosiddetto “soffitto di cristallo”.

Secondo dati recenti, il tasso di occupazione femminile in Italia resta significativamente più basso rispetto a quello maschile, mentre tra dirigenti e laureati il divario retributivo continua a crescere. Inoltre, le conseguenze del gender pay gap si riflettono anche sulle pensioni future e sull’autonomia economica delle donne.

L’incontro milanese ha dunque ribadito la necessità di politiche strutturali capaci di favorire parità salariale, conciliazione tra vita privata e professionale e maggiore rappresentanza femminile nei ruoli decisionali. Un percorso ancora lungo, ma sempre più centrale nel dibattito economico e sociale italiano.