Elezioni Comunali, il racconto ironico di un reggino sul caos del Panella: “il fantozziano fronte elettorale”

Un racconto ironico sulla concitazione dei primi momenti delle elezioni Comunali di Reggio Calabria da parte di un nostro lettore

Neanche il tempo di iniziare che le elezioni Comunali di Reggio Calabria si sono già fermate. Nella mattinata, con i seggi appena aperti, all’Istituto Tecnico Industriale “Panella” si sono verificati momenti di caos per un errore sulla sezione 193. Problema successivamente risolto. Una problematica che ha generato parecchie polemiche rendendo ancora più caldo il clima elettorale in città.

A gettare un po’ d’acqua sul fuoco, o benzina a seconda delle prospettive, ci ha pensato l’Anonimo reggino, il cittadino che denuncia inefficienze e imperfezioni della città con un racconto ironico su quanto sarebbe successo al Panella nei momenti concitati. Di seguito il suo pensiero, fra il serio e il faceto.

Cronache dal Fantozziano fronte elettorale reggino

“Signore e signori, sipario, squillo di trombe stonate e fiumi di caffè corretto: il grande circo delle Elezioni Amministrative ha ufficialmente aperto i battenti! Ma siccome a noi le cose lineari e noiose non piacciono, la gloriosa macchina organizzativa del Comune ha deciso di esordire non con un semplice intoppo, ma con un vero e proprio capolavoro di surrealismo burocratico.

L’epicentro del sisma comico? L’Istituto Tecnico Industriale “Panella”, Prima Circoscrizione.

Il grande scambio delle bustine (Elettorali)

Questa mattina, tutto era pronto. I fieri membri del seggio, freschi di nomina e con lo sguardo vitreo di chi ha passato la notte a contare matite copiative, hanno iniziato a distribuire le schede. I primi elettori, ancora sonnambuli e guidati solo dall’istinto civico, entrano, sbarrano simbolicamente il candidato sindaco, piegano la scheda e la imbucano. Tutto liscio? Ma quando mai.

Arriva l’Elettore Scelto dal Destino. Uno che, invece di votare a occhi chiusi pensando al pranzo domenicale, legge le scritte sulla scheda.

“Scusate, eminenze… ma io sarei nella Prima Circoscrizione. Perché sulla scheda c’è scritto ‘Seconda’?”

Apertura di sipario. Panico di massa. Caos primordiale.

L’Apocalisse in un bicchiere di plastica

In un attimo, l’aula scolastica si trasforma nel set di un film di b-movie anni ’70:

Il Presidente di seggio sbianca, assumendo la consistenza di una mozzarella di bufala.

I rappresentanti di lista iniziano a urlare al complotto internazionale, evocando lo spettro del KGB o di alieni esperti di flussi elettorali.

I cancelli vengono sbarrati manco fossimo a Wall Street nel ’29.

Fuori, la folla inferocita di cittadini impazienti – privati del loro sacrosanto diritto di voto e, peggio ancora, dell’aperitivo – comincia a dare segni di squilibrio.

Dentro, si procede al rito pagano dell’apertura degli scatoloni, al conteggio ossessivo e all’annullamento delle schede incriminate, mentre si attende il Messia: l’Incaricato Comunale. Quest’ultimo arriva trafelato, con il fiatone e sottobraccio il prezioso carico di schede giuste, scambiando il pacco come in un bizzarro spaccio di periferia.

E per i primi votanti? Pronta la Procura!

E per quei tre o quattro eroi della patria che avevano già votato la scheda della circoscrizione sbagliata? Niente paura! Per loro nessuna medaglia al valore, bensì l’emozione unica di un caloroso invito da parte della Procura della Repubblica. Saranno contattati per chiarire come abbiano fatto a non accorgersi che stavano votando per il quartiere del vicino. Un’esperienza formativa indimenticabile.

Il verdetto

Incuria? Superficialità? Sabotaggio ordito da menti raffinatissime? O semplicemente il magico tocco di una classe politica che, non appena posa le nobili natiche sulle poltrone nuove di zecca, dimentica persino la differenza tra il numero “1” e il numero “2”?

Cari reggini, di fronte a questa epopea di dilettantismo allo sbaraglio, non resta che una scelta: piangere dal ridere o ridere per non piangere. Nell’attesa che qualcuno paghi il conto di questa farsa (spoiler: non pagherà nessuno), godiamoci lo spettacolo. Viva la democrazia, ma soprattutto, viva il Panella!”.