L’incontro del 16 maggio, dedicato a una nuova visione dell’Area dello Stretto, non nasceva come il consueto convegno destinato a esaurirsi nello spazio di una giornata, ma come un primo tentativo concreto di aprire un confronto civico, libero e progettuale sul futuro di Reggio Calabria, Messina e delle nuove generazioni. I temi affrontati erano numerosi, complessi e profondi: giovani, sanità, periferie, aree interne, servizi, integrazione tra le due sponde, ricerca, cultura e sviluppo. Il tempo inevitabilmente limitato non ha consentito di approfondire ogni aspetto, ma dal confronto sono emersi contenuti, sensibilità e soprattutto una volontà comune di dialogare senza pregiudizi, slogan o aggressività.
In un tempo segnato spesso da contrapposizioni sterili, personalismi e propaganda permanente, il confronto tra donne provenienti da esperienze, sensibilità e appartenenze differenti ha rappresentato già di per sé un segnale positivo e non scontato. Toni civili, ascolto reciproco e tentativi concreti di entrare nel merito dei problemi hanno dimostrato che esiste ancora uno spazio per un dibattito serio, rispettoso e orientato ai contenuti.
Sono intervenute:
- Cinzia Coscia
- Noemi Florio
- Maria Fernanda Gervasi
- Irene Calabrò
- Pinella Pontari
- Titty Siciliano
- Maria Spanò
- Clara Zaffino
Moderatrice dell’incontro:
Maria Barillà – storica e ricercatrice.
Naturalmente, in un contesto composito, c’è stata qualche presenza riconducibile a finalità differenti o a logiche più legate alla visibilità personale che alla costruzione di un percorso autentico e duraturo. Ma questo non cancella l’aspetto più importante emerso dall’incontro: la presenza di figure credibili, disponibili al confronto e realmente interessate a costruire, passo dopo passo, relazioni e progettualità condivise per il territorio e per i giovani.
Particolarmente apprezzato il video-intervento del dott. Egidio Bernava Morante, Presidente del Conservatorio Corelli di Messina e Presidente della Conferenza Nazionale dei Conservatori italiani, impossibilitato a partecipare per concomitanti impegni a Messina, che ha indicato nella capacità di trasformare “mille voci in un’orchestra” una possibile chiave culturale e simbolica per il futuro dell’Area dello Stretto. Un’immagine forte, capace di sintetizzare lo spirito stesso dell’iniziativa: mettere in relazione energie, competenze e sensibilità differenti per costruire una visione comune.
Dal confronto sono emersi alcuni punti condivisi e considerati prioritari.
Giovani
La fuga dei giovani non rappresenta, nella maggior parte dei casi, una scelta libera, ma una necessità legata alla carenza di opportunità, meritocrazia, strutture e prospettive concrete. È indispensabile creare condizioni che consentano alle nuove generazioni di restare, tornare e contribuire allo sviluppo del territorio.
Area dello Stretto
Reggio Calabria e Messina devono essere concepite non come realtà separate, ma come uno spazio strategico integrato e complementare, capace di valorizzare competenze, servizi, cultura, ricerca e progettualità condivise.
Sanità e servizi
Le difficoltà di accesso ai servizi essenziali — a partire da sanità e mobilità — incidono profondamente sulla qualità della vita e sulla permanenza delle persone nel territorio. La sanità non può diventare una prova di resistenza.
Innovazione, ricerca e formazione
È emersa la necessità di creare luoghi permanenti di formazione, sperimentazione, ricerca e progettazione, capaci di collegare giovani, imprese, innovazione e territorio, investendo concretamente sulle competenze e sul futuro.
Valorizzazione del contributo femminile
La scelta di un confronto interamente al femminile nasce dalla convinzione che oggi servano nuove sensibilità, nuove energie e punti di vista capaci di riportare il dibattito pubblico su ascolto, contenuti e visione.
Metodo
Dal confronto è emersa anche l’esigenza di cambiare approccio: meno propaganda e contrapposizioni sterili, più confronto, più progettualità e più responsabilità condivisa. I problemi complessi non possono essere affrontati in modo frammentato né ridotti ai tempi brevi della campagna elettorale permanente.
L’incontro del 16 maggio non vuole quindi esaurirsi in un singolo evento, ma rappresentare l’inizio di un percorso stabile di dialogo, collaborazione e progettualità condivisa tra le due sponde dello Stretto. Un percorso che, attraverso cultura, musica, ricerca, formazione e partecipazione civica, possa contribuire a costruire una visione più moderna, concreta e condivisa del territorio.
Al termine dell’incontro è stato inoltre firmato il manifesto “Due sponde, un futuro comune”, inteso come impegno morale e atto di responsabilità verso il territorio e le nuove generazioni.
“Il futuro non arriva. Si costruisce.”







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