È ancora difficile trovare le parole giuste per descrivere l’emozione. Nel palazzetto gremito da 7.000 anime, con i manifesti dei giocatori sventolati come bandiere di un esercito vittorioso, la Domotek Reggio Calabria ha chiuso un cerchio perfetto: triplete (Coppa Italia, Supercoppa e promozione in Serie A2). Una cavalcata trionfale suggellata da Gara 3, davanti al pubblico delle grandi occasioni contro Belluno. A raccontare l’anima di questa impresa ci ha pensato il Team Manager Mirko Crucitti, ancora visibilmente commosso e provato da un successo che sa di storia.
Crucitti accoglie le domande con la voce rotta dall’emozione, ma con gli occhi che brillano come quelli di chi ha scalato ogni montagna. “Sì, dirlo è facile – esordisce – però mentre ripercorrevo tutte le tappe di questa stagione dove abbiamo veramente scalato tutte le classifiche, superato ogni difficoltà partita dopo partita è stato qualcosa di emozionante a dir poco. Abbiamo giocato 32 partite, che per una squadra di pallavolo sono tantissime. A livello fisico abbiamo retto, la voce magari se ne sta andando adesso, ma per il resto è stata una gioia indescrivibile. Qui a Reggio, nel nostro palazzetto, una grande festa. Evidentemente doveva andare così”.
Dopo Gara 1 al PalaBenvenuti e Gara 2 in Veneto, il copione sembrava già scritto. Ma Crucitti non ama le banalità: “a impressionare non è stato solo il risultato, ma la cornice. 7.000 spettatori, cori da brividi, una coreografia che nulla ha da invidiare ai grandi palcoscenici della Superlega. C’erano i manifesti con le facce dei giocatori che entravano in campo – ricorda Crucitti – un’atmosfera da Superlega, e anche di più. Tutto frutto di un lavoro certosino. È bellissimo”.
Il merito, spiega, è di una macchina perfetta. “Noi come dirigenza abbiamo il compito di far sì che i ragazzi si possano esprimere al meglio. Anche i contesti esterni – il tifo, l’organizzazione del palazzetto, la logistica, il contorno alla partita – sono fondamentali. Noi lavoriamo così, su tutti i fronti. Il fronte spettacolo è quello che si vede di più, ma dietro le quinte c’è una regia della famiglia Polimeni assolutamente impeccabile”.
“Un ringraziamento doveroso a “decine e decine di persone che si spendono ogni giorno. Nominarli tutti sarebbe improponibile, ma sono stati compagni di viaggio fantastici. Quest’anno siamo aumentati molto come dirigenti, perché c’era tanto da fare. Tanto abbiamo fatto, tanto ancora faremo: non ci fermiamo qua”.
E alla fine arriva la dedica, intima e corale al tempo stesso. “È difficile – ammette – Diciamo che noi abbiamo sempre fatto tutto per la città, quindi mi sento di dedicare questo successo in maniera ampia a Reggio Calabria. Non sarebbe stata la stessa cosa farlo in una città diversa. Tutti i nostri sforzi li abbiamo fatti per Reggio, e vogliamo vedere Reggio evolversi, dal punto di vista sportivo e non solo”.
Poi un guizzo personale, tra ironia e affetto: “dal punto di vista strettamente personale lo dedico a tutte quelle persone che nell’ambiente pallavolistico mi hanno cresciuto e mi hanno permesso di essere qui oggi“.


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