Dalle tende dei nomadi, agli incontri personali. Giusi Princi in Mongolia: “nessun progresso vale la perdita dell’umano”

Conclusa la missione del Parlamento Europeo in Mongolia, guidata da Giusi Princi: la riflessione dell'europarlamentare reggina

Si conclude la missione istituzionale del Parlamento Europeo in Mongolia che ho avuto l’onore di coordinare in qualità di Presidente della Delegazione per i rapporti tra UE ed Asia Centrale. Giorni intensi, pieni di incontri con le massime autorità di governo attraverso un dialogo sincero e fondamentale tra l’Europa e questa terra lontana, stretta tra la Russia e la Cina. Eppure ciò che porto con me è cominciato altrove“. Inizia così la riflessione, affidata ai social, di Giusi Princi, europarlamentare reggina, una volta conclusa la missione del Parlamento Europeo in Mongolia che l’ha vista alla guida.

È nella vita dei villaggi, nelle ger (le tradizionali tende dei nomadi mongoli) che punteggiano la steppa, nell’essenzialità di un popolo che misura l’esistenza sul silenzio, sul ritmo della natura e non su quello degli orologi.

In questi luoghi, l’ospitalità non si concede: si deve. Accogliere chi arriva è atto di rispetto, dovere quasi sacro, riconoscimento della dignità che ogni persona porta con sé.

E da questa sobrietà nasce un pensiero che non mi lascia.

Nelle nostre società, segnate da ritmi sempre più veloci, dall’urbanizzazione imperante e da forme crescenti di isolamento sociale, rischiamo talvolta di perdere il valore del tempo condiviso e delle relazioni umane. In Mongolia ho visto donne e uomini fare spazio all’altro, ascoltare, con un abbraccio o uno sguardo, dentro un tempo che non ha fretta.

Una comunità vive davvero quando custodisce l’altro, quando all’ospite riconosce un valore che nessun calcolo può fissare.

Porto nel cuore questa terra immensa, la sua spiritualità discreta, la sua dignità senza ornamenti. È la lezione più alta che mi ha consegnato, e quella che dovremmo trasmettere ai nostri giovani: nessun progresso vale la perdita dell’umano“, ha concluso.