Da Reggio Calabria a Venezia, sulle ali della poesia: Cinzia Panuccio riceve il Leone d’Oro 2026

In occasione dello Spoleto Meeting Art Speciale Biennale di Venezia, la poetessa Cinzia Panuccio ha ricevuto il Premio Internazionale Leone d’Oro 2026 della Cultura e della Letteratura

A Venezia, teatro di un’emozione destinata a restare nella memoria, dove l’arte respira tra acqua, storia e meraviglia, il nome di Cinzia Panuccio ha brillato con la forza delle grandi consacrazioni. In occasione dello Spoleto Meeting Art Speciale Biennale di Venezia, la poetessa ha ricevuto il Premio Internazionale Leone d’Oro 2026 della Cultura e della Letteratura. Un riconoscimento prestigioso, promosso dal Menotti Art Festival di Spoleto, presso la Scoletta dei Calegheri, uno dei luoghi di cultura più antichi di Venezia, con il Patrocinio del Comune di Venezia e della Regione del Veneto.

Lo staff del premio, con la vicepresidente Sabrina Morelli, la presidente di Commissione Maria Concetta Borgese, Paola Biadetti e Umberto Giammaria, presidente della Fondazione Tau dell’Aquila Capitale della Cultura 2026, congiuntamente al presidente Luca Filipponi, esprime grande soddisfazione per una voce letteraria capace di attraversare confini, emozioni e continenti.

Sul palco veneziano non è salita soltanto un’autrice premiata, ma una donna che ha trasformato la parola in destino, la fragilità in potenza, il dolore in luce, portando sul palco non solo il proprio nome, ma un intero cammino umano e artistico.

Il Leone d’Oro non è apparso come un semplice premio, ma come il simbolo luminoso di una scrittura capace di attraversare l’anima.
Cinzia Panuccio ha ritirato il premio portando con sé il peso luminoso di una carriera velocissima e intensissima, ringraziando la famiglia e tutti gli amici che l’hanno sempre incoraggiata. Una carriera che, in poco tempo, si è arricchita di premi, attestati e riconoscimenti internazionali provenienti da diverse parti del mondo.

Il suo percorso appare come una fiamma che corre: rapido, ardente, inarrestabile. Ogni riconoscimento ricevuto racconta una tappa di crescita, ma il Leone d’Oro di Venezia sembra avere il sapore di una vera consacrazione. La sua poesia non si limita a emozionare: scuote, consola, eleva, lascia impronte profonde nell’anima di chi legge.

Nei suoi versi convivono memoria, amore, spiritualità, ferite e rinascita, in una scrittura che sa parlare al cuore senza perdere forza e dignità. A Venezia, la sua voce è apparsa come un ponte tra la cultura italiana e una dimensione letteraria sempre più internazionale. Il premio ricevuto conferma la potenza di un cammino artistico costruito con passione, coraggio e instancabile dedizione.

Cinzia Panuccio oggi non rappresenta solo una poetessa premiata, ma una presenza culturale in piena ascesa, capace di imporsi con autenticità e splendore. A rendere questo momento ancora più significativo è la recente nomina a Presidente del Caffè Letterario Federiciano di Reggio Calabria. Un incarico prestigioso che rafforza il suo ruolo nella promozione della poesia, della scrittura e della bellezza come strumenti di crescita culturale.

Dal Leone d’Oro veneziano alla nuova responsabilità letteraria, il suo nome sembra attraversare una stagione di luce rara e travolgente.
È il tempo di una donna che raccoglie i frutti di un impegno profondo, ma che guarda già oltre, verso nuovi orizzonti artistici. La sua parola nasce dall’anima e arriva lontano, superando distanze, lingue e confini. Venezia ha acceso un riflettore potente su Cinzia Panuccio, ma la sua luce era già in cammino da tempo.

E oggi quella luce non chiede più soltanto di essere vista: chiede di restare nella memoria della cultura contemporanea. È il trionfo di una poesia che non resta chiusa sulla pagina, ma cammina tra la gente e parla ai cuori.

Cinzia Panuccio