Critiche all’ASP di Cosenza: Legalità Democratica denuncia nomine fiduciarie nei dipartimenti

L’Avv. Maximiliano Granata evidenzia rischi per la meritocrazia e il buon andamento della pubblica amministrazione

“Quando il merito arretra e la fiducia diventa il criterio dominante delle nomine, il rischio è quello di allontanarsi dai principi costituzionali che devono guidare la pubblica amministrazione”. È questa la critica netta che arriva dall’Avv. Maximiliano Granata e dall’associazione Legalità Democratica in seguito all’approvazione della deliberazione n. 763 del 29 maggio 2026, con cui l’ASP di Cosenza ha modificato il regolamento relativo al conferimento degli incarichi di Direzione di Dipartimento.

Secondo Granata, il cuore del problema non è soltanto nella modifica regolamentare, ma nel messaggio culturale e amministrativo che essa trasmette. “Leggendo il provvedimento – afferma – colpisce l’assenza di qualsiasi riferimento a criteri meritocratici, comparativi e trasparenti nella scelta dei Direttori di Dipartimento. Non troviamo valutazioni dei curricula, indicatori di performance, procedure comparative o parametri oggettivi. Troviamo invece il richiamo alla nomina su base fiduciaria. È una scelta che merita una riflessione profonda”.

Per Legalità Democratica il tema investe direttamente l’articolo 97 della Costituzione, che impone imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa. “Nessuno mette in discussione il potere del Direttore Generale di effettuare le nomine previste dalla legge. Ma nella pubblica amministrazione la discrezionalità non può trasformarsi in arbitrio. La fiducia può accompagnare una scelta, non può sostituire il merito”.

L’associazione evidenzia inoltre un ulteriore aspetto particolarmente delicato: la delibera preannuncia l’avvio di nuove nomine dipartimentali subito dopo l’approvazione delle modifiche regolamentari. “Quando si cambia il regolamento e contestualmente si annunciano nuove nomine – osserva Granata – è inevitabile che sorgano interrogativi sulla finalità concreta dell’intervento. Proprio per questo sarebbe stato opportuno rafforzare, non indebolire, i meccanismi di trasparenza e comparazione”.

Secondo Legalità Democratica, il rischio è che si consolidi un modello nel quale la permanenza negli incarichi apicali venga percepita come legata prevalentemente al rapporto fiduciario con il vertice aziendale. “La sanità pubblica ha bisogno di dirigenti autonomi, competenti e valutati sui risultati. I Dipartimenti non sono strutture politiche e non possono essere considerati articolazioni di una maggioranza o di una gestione commissariale. Sono luoghi di governo tecnico, organizzativo e professionale”.

L’associazione annuncia che seguirà con attenzione gli sviluppi successivi alla delibera e le eventuali nuove nomine adottate dall’Azienda sanitaria. “La vera verifica – conclude Granata – non sarà nelle dichiarazioni di principio ma negli atti concreti. Se le future nomine saranno fondate su trasparenza, competenza e motivazioni rigorose, ogni dubbio sarà superato. Se invece il merito resterà sullo sfondo, il dibattito sulla legittimità sostanziale e sull’opportunità amministrativa di queste scelte sarà inevitabile”. Una presa di posizione destinata ad alimentare il confronto sul futuro della governance sanitaria calabrese e sul delicato equilibrio tra potere di nomina, autonomia della dirigenza e tutela dell’interesse pubblico.