“A livello dell’Unione europea abbiamo dimostrato capacità di risposta alle emergenze, come durante la pandemia e con l’Ucraina. Ma ora dobbiamo fare un salto di qualità: passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare“. È quanto dichiarato dal premier Giorgia Meloni, intervenendo – a margine del summit Cpe a Yerevan, durante il panel dal titolo “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis“. “Quello che stiamo facendo con la Cpe è molto importante, e sono lieta che Mark Carney sia qui, ma dobbiamo concentrarci di più, per esempio, sul Mediterraneo. Dovremmo lavorare anche su un formato come la Cpe focalizzato sullo spazio del Mediterraneo allargato. In passato, con Ursula von der Leyen e altri Stati membri, abbiamo cercato di affrontare la migrazione prestando maggiore attenzione ai Paesi del Mediterraneo.
Ora la sfida è ampliare questo approccio, unendo sicurezza, sviluppo ed energia nella cooperazione con i Paesi vicini. Questo è il modo migliore per rispondere a una crisi che non è una sola crisi, ma molte crisi insieme, che fanno però parte della stessa realtà e devono essere affrontate tutte“, ha aggiunto Meloni.
“Sappiamo che flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Ma non è tutto: incidono anche sull’economia, mettendo sotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali. Sono anche legati all’energia, perché molti flussi provengono da regioni instabili che sono cruciali per i nostri approvvigionamenti energetici. In definitiva, tutto questo incide sulla qualità delle nostre democrazie“, ha rimarcato Meloni.
“Quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate, perdono fiducia nelle istituzioni. E quando la fiducia si erode, le persone diventano più vulnerabili alla manipolazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi non è solo migrazione: è migrazione, economia, democrazia, competitività, energia, sicurezza. Se prendiamo uno qualsiasi di questi temi, possiamo collegarli tutti allo stesso modo“, ha messo in guardia Meloni.
La cooperazione è “una condizione indispensabile” per affrontare le crisi, a partire da quella migratoria, ha sottolineato Meloni per poi aggiungere: “negli ultimi anni abbiamo fatto passi importanti a livello dell’Unione europea: abbiamo un nuovo patto sull’asilo, una nuova definizione di Paesi terzi sicuri, e stiamo lavorando a un nuovo regolamento sui rimpatri che ci aiuterà anche con soluzioni innovative, come quelle che l’Italia sta cercando di proporre. Abbiamo fatto progressi anche a livello del Consiglio d’Europa, dove lavoriamo per aggiornare l’interpretazione delle convenzioni, scritte molti anni fa. E a livello della Comunità politica europea, con Keir Starmer, abbiamo promosso una dichiarazione che ha già raccolto 31 firme. Nella proposta presentata con Starmer, la posizione è chiara: dobbiamo combattere i trafficanti, evitare il ripetersi di una crisi come quella del 2015 e cooperare con i Paesi di origine e di transito“.


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