Corteo 1° maggio: Askatasuna, ProPal e No Tav attaccano la polizia. “Inizia la guerriglia”, vergogna e violenza a Torino

Scontri a Torino durante il corteo del 1° maggio: autonomi di Askatasuna, No Tav, pro Palestina attaccano la polizia

Inizia l’assedio, inizia la guerriglia. Sono ancora in giro i ragazzi di Vanchiglia“. Ormai lo urlano direttamente al microfono, un intento palese di creare il caso. Sono circa 1000 persone tra autonomi di Askatasuna, No Tav, pro Palestina e comitati di quartiere e collettivi studenteschi quelli che, staccatasi dal corteo del 1° maggio a Torino, hanno marciato verso il quartiere Vanchiglia, con l’obiettivo di avvicinarsi all’ex centro sociale di corso Regina Margherita 47, sgomberato lo scorso dicembre dopo trent’anni di occupazione.

Dal microfono, il gesto è stato rivendicato come risposta a una “ferita ancora aperta”, con richiami alla scelta di “stare dalla parte delle ingiustizie” e di continuare la mobilitazione. In apertura dello spezzone, davanti al corteo, anche alcuni giovani con bastoni e aste di bandiera.

Gli autonomi hanno tentato di sfondare il cordone di forze dell’ordine davanti all’ex Askatasuna occupata, in corso Regina Margherita. Gli antagonisti hanno colpito gli scudi delle forze dell’ordine a bastonate, spruzzando contro agenti e militari con delle bombolette. La reazione è una carica e l’utilizzo di un idrante.

Un gruppo di autonomi ha raggiunto il cancello del giardino dell’ex centro sociale Askatasuna e lo ha aperto. All’interno erano presenti i reparti mobili della polizia che hanno risposto caricando e lanciato lacrimogeni per respingerli. Contro le forze dell’ordine c’è stato un fitto lancio di bottiglie di vetro e qualche sasso.

Zangrillo: “attacco organizzato allo Stato”

“‘Inizia l’assedio, inizia la guerriglia’: parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino“, ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

Secondo il ministro, la giornata è stata segnata ancora una volta dall’azione dei “soliti professionisti del disordine” che hanno “trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine”. Zangrillo attacca anche l’area di Askatasuna, parlando di un contesto fatto di “scontro, intimidazione e violenza sistematica”. Infine ribadisce che “lo Stato non arretra” e che “la legalità non è negoziabile”, esprimendo “piena solidarietà” agli agenti impegnati negli scontri.