Consorzio di bonifica, Madeo: “procede spedita la proposta di legge sulla pelle di ex dipendenti e sul futuro stesso dell’ente”

Il Consigliere Regionale: "la proposta di legge va avanti nonostante le osservazioni politiche, delle parti coinvolte e delle associazioni di categoria. Sul tavolo restano Tfr non pagati, conti in rosso e futuro incerto dell’ente"

Dei sette emendamenti presentati alla proposta di legge sul Consorzio unico di bonifica ne è stato accolto soltanto uno. Il cammino del provvedimento, che secondo le critiche intende snaturare fin dalle fondamenta il ruolo e la funzione per i quali il consorzio unico è stato istituito, procede dunque dritto nonostante le osservazioni non solo politiche, ma anche quelle delle parti direttamente coinvolte e delle associazioni di categoria. L’unico emendamento approvato, considerato certamente importante ma non influente sull’impianto complessivo della proposta, riguarda l’inserimento dell’articolo 1 bis, con cui viene chiarito che il Consorzio unico, pur essendo qualificato come ente pubblico economico, esercita funzioni di interesse pubblico.

Sono stati invece bocciati tutti gli emendamenti che richiamavano la Regione alle proprie responsabilità, agganciando in modo concreto Palazzo Campanella al suo ruolo di garanzia e vigilanza. A sostenere con forza gli emendamenti presentati è stata anche la capogruppo di Casa Riformista, Filomena Greco, ma impegno e convinzione non sono bastati di fronte alla logica dei numeri.

“Mi rendo conto che gli emendamenti pensati per la pdl che a sua volta vuole modificare una legge recentissima, parliamo della legge 39 del 10 agosto 2023 voluta, oltretutto, da un Governo regionale presieduto dallo stesso Presidente ad oggi in carica, non potevano trovare terreno facile. D’altronde sarebbero andati ad incidere proprio su quei punti che intendono svincolare la Regione dai suoi compiti di vigilanza e responsabilità, contribuendo alla creazione di un ente che io non oserei chiamare libero, o indipendente da quel cordone ombelicale come si disse in questa Commissione proprio in occasione della presentazione della proposta di legge, ma avulso da qualsiasi controllo pubblico che non può e non deve essere considerato un cappio ma uno strumento di trasparenza e garanzia verso i cittadini. Soprattutto se si parla di un bene pubblico sancito dalla Costituzione come quello dell’acqua”.

Nel corso del confronto, anche l’Anbi, l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue, attraverso un suo rappresentante, ha evidenziato le criticità legate al passo di lato della Regione. Tra queste, anche il conseguente venire meno del potere impositivo dell’ente nel momento della riscossione dei tributi. Si tratta di un aspetto definito non secondario, soprattutto se si guarda alla stabilità economica di un ente giovane, fortemente voluto dalla Regione e oggi quasi disconosciuto. Mentre la proposta di legge va avanti e punta a sollevare la Regione dai suoi ruoli di garanzia, restano aperti i nodi più delicati: Tfr non pagati, conti in rosso e un futuro molto incerto per il Consorzio unico di bonifica.