La Star Bus di Mimmo Soldano chiude i battenti. Un’altra impresa decide di fermarsi in Calabria, ma questa volta la motivazione non sarebbe legata a una crisi economica o a problemi di bilancio. L’azienda, secondo quanto emerso, è ancora sana e attiva, ma l’imprenditore ha scelto di interrompere definitivamente l’attività dopo anni di investimenti personali nel settore del trasporto pubblico privato. L’annuncio è arrivato attraverso un duro sfogo rilasciato ai microfoni di Graziano Tomarchio per StrettoWeb, nel quale Soldano ha spiegato le ragioni della sua decisione. Al centro delle sue parole ci sono la mancanza di stimoli, la delusione nei confronti della politica e il peso di un percorso imprenditoriale portato avanti con risorse proprie per garantire un servizio considerato pubblico, pur essendo gestito da una realtà privata.
La decisione di Mimmo Soldano: chiude la Star Bus
A spiegare la scelta è stato lo stesso Mimmo Soldano, che ha annunciato la chiusura della Star Bus con parole nette e amare. L’imprenditore ha sottolineato come la decisione non nasca da difficoltà economiche, ma da una perdita di motivazione maturata nel tempo. “Chiude la Star Bus perchè ho deciso di non fare più l’imprenditore, non ho più lo stimolo, non ho più la motivazione per cui ho deciso di chiudere. Uno dei motivi principali per cui non ho più stimolo e motivazione è il non essere stato considerato non solo economicamente ma soprattutto moralmente dalla politica. Io ho deciso di investire per tanti anni capitale proprio facendo un servizio pubblico, sono un’azienda privata che fa un servizio pubblico. Io portavo l’utenza da Reggio a Lamezia Terme e viceversa.”
Le parole di Soldano raccontano il disagio di un imprenditore che, dopo anni di attività nel comparto dei collegamenti tra Reggio Calabria e Lamezia Terme, ha scelto di fermarsi nonostante l’azienda non versi in condizioni critiche. Una scelta che apre una riflessione più ampia sul rapporto tra imprese private, servizi essenziali e riconoscimento istituzionale.
Un servizio pubblico svolto da un’azienda privata
La Star Bus ha rappresentato per anni un punto di riferimento per l’utenza che si spostava tra Reggio Calabria e Lamezia Terme, due snodi fondamentali per la mobilità regionale. La tratta garantita dall’azienda consentiva a cittadini, lavoratori e viaggiatori di raggiungere destinazioni strategiche, in particolare in un territorio dove il tema dei trasporti resta centrale.
Soldano ha rivendicato proprio questo aspetto: essere un imprenditore privato impegnato però in un servizio di pubblica utilità. La sua amarezza nasce dal sentirsi, a suo dire, non adeguatamente riconosciuto dalla politica, non soltanto sul piano economico ma anche su quello morale. Un passaggio che evidenzia il senso di isolamento percepito da chi opera in un settore delicato come quello del trasporto in Calabria.
La chiusura della Star Bus e il segnale per la Calabria
La chiusura della Star Bus in Calabria assume dunque un valore che va oltre la singola vicenda aziendale. Non si tratta soltanto dello stop di un’attività privata, ma dell’interruzione di un servizio che aveva un impatto concreto sulla mobilità dei cittadini. La decisione di Soldano arriva come un segnale forte in un contesto economico e infrastrutturale già segnato da difficoltà storiche.
Il caso della Star Bus di Mimmo Soldano riporta al centro il tema del sostegno alle imprese che operano in settori strategici e del ruolo delle istituzioni nel valorizzare chi investe risorse proprie per garantire collegamenti e servizi sul territorio. La scelta dell’imprenditore, accompagnata da parole dure e definitive, lascia aperta una domanda sul futuro della mobilità regionale e sulle condizioni in cui lavorano le aziende che, pur essendo private, svolgono una funzione essenziale per la collettività.


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