C’è chi ride e chi inaugura: Cannizzaro e la contrapposizione tra le frottole e i fatti concreti

Sabato sarà inaugurata la nuova Aerostazione di Reggio Calabria, realizzata in tempi record rispetto a chi invece ci mette anni per mettere in piedi un ponticello di 30 metri. E Cannizzaro rincara la dose: "ridete per la funivia, ridete, così come ridevate per le frottole dell'Aeroporto"

Nonostante abbia già dimostrato “qualcosina” (e lo inseriamo volutamente, e ironicamente, tra virgolette), anche per Francesco Cannizzaro vale l’assunto ben chiaro per qualsiasi Sindaco, o comunque esponente politico: alle dichiarazioni in campagna elettorale, devono seguire i fatti. Ne è consapevole, l’Onorevole, sente la responsabilità, nessuno lo ha costretto a candidarsi, ma se lo ha fatto è proprio per questo motivo, e non crediamo che abbia bisogno di evidenziarlo ancora: anziché rimanere a Roma, più lontano dai riflettori e da maggiori responsabilità, ha scelto di esserci in prima persona, sul campo, mettendoci la faccia, per la propria città, Reggio Calabria.

Di certo, e questo è un fatto, non ha bisogno di giustificarsi, o arrampicarsi sugli specchi alla ricerca di alibi, rispetto agli ultimi dodici anni di Amministrazione. Motivo? Semplice: lui non c’era. E non c’era neanche prima, ai tempi dei Commissari e delle stagioni Scopelliti, checché ne dicano a Sinistra, distogliendo volutamente l’attenzione dai problemi reali. In campagna elettorale ci aspetteremmo un’Amministrazione uscente pronta a rivendicare i propri risultati e un esponente avversario pronto a giudicare questi ultimi sui numeri. Alcune volte, però, sembra essere il contrario: è il candidato del CentroDestra a rivendicare i risultati ottenuti (non da Sindaco) in questi anni e sono i componenti dell’Amministrazione ad attaccarlo.

Un paradosso, ma ormai ci siamo abituati, vedendo e raccontando il territorio giornalmente. E così, ieri, Francesco Cannizzaro si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: “grazie Falcomatà, più parli e più aumenti i miei consensi”, ha affermato dal palco durante l’evento di presentazione delle sue due principali liste. Ma c’è un altro passaggio, altrettanto interessante, che dimostra come, nonostante tutto, l’Onorevole si trovi a dover ricordare cosa abbia fatto: “a Sinistra ridono. Ridono quando parlo del progetto della cabinovia dal Porto ai fortini di Pentimele. Ma ridete, ridete, ridevate anche per le frottole, continuate a ridere”.

E’ un passaggio chiaro, questo, che mette in evidenza un elemento su cui non c’è tanto da discutere: sono fatti. Fatti. E non chiacchiere. Sabato sarà inaugurata la nuova Aerostazione di Reggio Calabria, realizzata in tempi record rispetto a chi invece ci mette anni per mettere in piedi un ponticello di 30 metri. Quei fatti, a cui contrapponevano le frottole, sono il risultato del lavoro di Cannizzaro, che da Roma è riuscito a reperire 25 milioni di euro. Fatti, ripetiamo. Fatti ottenuti mentre gli altri ridevano. E’ la contrapposizione tra chi si muove, parla, viaggia, alimenta contatti, li rafforza, li rinsalda, chiede, “batte i pugni”, dialoga, ottiene e chi invece si ritrova a dover enfatizzare un tratto di strada riasfaltato, un tapis roulant riaperto, l’inaugurazione di un centro federale un anno dopo restituito alla FIGC, l’inaugurazione di cantieri ancora non conclusi (ricordate l’ultima campagna elettorale di Falcomatà alle Comunali?).

E allora, il concetto è quello di inizio articolo: è chiaro che Cannizzaro debba dimostrare di essere un bravo Sindaco, ma semplicemente perché non lo è mai stato e non può essere giudicato sul suo operato amministrativo, a differenza invece di chi ha già fatto parte della scena politica cittadina in questi anni. Cannizzaro può parlare di quello che ha fatto: emendamento per l’Aeroporto, per il Porto (a breve verranno utilizzati i primi fondi per far partire i lavori), per le Circoscrizioni (i fondi ci sono, sono lì, ma va semplicemente richiesta l’attivazione al Ministero), per il Campus Universitario e per tanto altro. E gli altri? Possono parlare di ciò che hanno fatto? No, e allora ridono. Per l’Aeroporto come per la cabinovia. Ma nel primo caso c’era poco da ridere. E nel secondo?