E sono tre! Prima, seconda e ora terza semifinale di fila. Il Catanzaro, alla sua terza stagione in Serie B dopo la promozione, centra la terza semifinale playoff consecutiva. Con tre allenatori diversi, con tre modi di giocare diversi, ma sempre raggiungendo lo stesso risultato, un risultato straordinario. E quello di questa sera è un 3-0 netto, meritato, contro l’Avellino, in un “Ceravolo” vestito a festa e ormai abituato a importanti palcoscenici in cadetteria. E parliamo di risultato straordinario perché, ricordiamolo, il Catanzaro spende molto meno di tante dirette concorrenti in classifica, ma anche molto meno di tante piazze che lottano per non retrocedere. Spende, ma in modo giusto, affidandosi alle persone giuste, nel comparto tecnico, ma anche agli allenatori giusti nel momento giusto. Allenatori che, e vale sia per Vivarini che per Caserta e Aquilani, in giallorosso hanno trovato la loro migliore stagione, senza la possibilità di superarsi e neanche ripetersi.
Chiaramente, per Aquilani, la speranza per lui – ma anche per i tifosi del Catanzaro – è che invece possa superarsi, magari proprio col Catanzaro. Dopo una partenza diesel nel girone d’andata, la sua squadra ha preso il largo e ha mantenuto la quinta posizione fino all’ultimo. Con la brillantezza di gioco ma anche con una buona tenuta difensiva. Come dimostrato questa sera. Il 3-0 è il risultato perfetto, dopo qualche rischio nel primo tempo, ma con il gol di Pontisso a sbloccare la sfida a ridosso dell’intervallo: un destro al limite dell’area che batte il portiere e chiude la frazione in vantaggio.
Così nella ripresa è gestione: Avellino costretto a scoprirsi alla ricerca del pari (era costretto a vincere), Catanzaro bravo a sfruttare i contropiedi per pungere e provare a far male. In una situazione di queste, Di Francesco mette dentro per il raddoppio, ma il Var annulla per fuorigioco. Poco male: dopo diverse occasioni, e i guantoni del portiere, a sventare, ci pensa Cassandro nel finale a fissare il 2-0 con un bel piattone che batte l’estremo difensore avversario. Finita? No, perché mancava il gol di capitan Iemmello, che entra dalla panchina, realizza un rigore e festeggia come Totti. Via la maglia e sotto la scritta “6 unica”. Non rivolta alla sua dolce metà, ma alla sua Curva, primo grande amore.
Lo stadio, e la squadra, possono così lasciarsi andare: semifinale centrata, per il terzo anno di fila. E ora, rispetto agli altri due anni, anche una consapevolezza ed un’esperienza maggiore. La piazza ci crede, ma l’avversario sarà tosto: il Palermo di Inzaghi, squadra ostica che quest’anno ha perso pochissimo (6 volte) e subito pochissimo (33 reti). Il Catanzaro sarà costretto a vincere almeno una delle due sfide. Sarà un’impresa, ma nulla è impossibile.


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