Capo Bruzzano, domenica il FAI consacra la scogliera della biodiversità

C’è un angolo di Calabria in cui la terra si snoda lungo un sentiero impervio, per poi schiudersi, sovrana, sullo splendore accecante delle nostre coste

Sarà domenica 24 maggio il giorno, magnifico, dell’epica impresa: “Biodiversità in cammino”. C’è un angolo di Calabria in cui la terra si snoda lungo un sentiero impervio, per poi schiudersi, sovrana, sullo splendore accecante delle nostre coste. Un luogo magnetico, che si lascia cullare dalle onde dello Jonio e accarezzare dal soffio leggero dello zeffiro. O forse sarebbe più giusto definirlo un regno fatato, frammento di un paradiso terrestre unico, selvaggio e primordiale. Questo monumento naturale ha un nome che evoca leggenda: la Scogliera di Capo Bruzzano. E, come annunciato, domenica 24 maggio sarà consacrato dal FAI, che vi guiderà la grande iniziativa “Biodiversità in cammino”.

La Rinascita di un gigante naturale

Una celebrazione nata per riscoprire e onorare uno dei gioielli più preziosi e affascinanti del nostro territorio. E se oggi questo paradiso risplende in tutta la sua millenaria magnificenza, lo si deve al trionfo del progetto IN.RI.V.A., un’impresa fiorita dalla solida sinergia tra il Comune di Bianco, la Regione Calabria e Calabria Verde. Ma il successo di questa rinascita porta anche la nobile impronta degli operai dei cantieri di Caraffa del Bianco e Sant’Agata del Bianco. Sono loro i veri custodi di questa terra! Volti solcati dalla fatica, sguardi che incrociamo ogni giorno per strada, ma che nascondono la tempra e la dedizione di autentici paladini della Calabria più vera. A loro va il nostro encomio più sentito, per aver lavorato instancabilmente sotto la guida magistrale del Direttore dei Lavori Domenico Casile, insieme al Direttore Generale Giuseppe Oliva e al dirigente Domenico Mileto.

I custodi del patrimonio Jonico

Un sentito e doveroso tributo va anche all’Assessore regionale Giovanni Calabrese, all’Ente Parchi Marini della Calabria — guidato con lungimiranza dal Direttore Raffaele Greco — e al Responsabile Tecnico Scientifico Pietro Pilieci, per l’instancabile impegno, la visione e la profonda dedizione dedicati alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale.

Là dove la terra si sfalda per sfidare il mito

Partecipare a questa giornata, oltre a essere un dovere di tutti noi, è un rispondere, oggi, all’antica richiesta della nostra terra; e forse anche una carezza indirizzata alla nostra civiltà. Significa, insomma, accostarsi ai segreti e ai valori primordiali di una biodiversità eroica verrebbe da dire; là dove la macchia mediterranea, sfidando la salsedine e la roccia, si fa scultura e arte senza tempo. In parole più vere, custodire Capo Bruzzano è un atto dovuto. Questo promontorio, sospeso tra i silenzi dell’Aspromonte e l’infinito dello Jonio, da millenni fa da guardiano alla costa, fortezza naturale che definisce i confini della nostra stessa identità. Oggi, uniti dalle radici comuni, stringiamo un patto affinché questo lembo di paradiso continui a custodire, intatte, la sua bellezza e la sua immortalità.

Capo Bruzzano