Animalista Enrico Rizzi sotto minaccia, Avs chiede più protezione

Un rafforzamento immediato delle misure di tutela per l’animalista trapanese, da anni residente a Roma, Enrico Rizzi. È la richiesta avanzata da Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha inviato alle autorità una relazione sulla posizione dell’attivista, impegnato da tempo nella denuncia di maltrattamenti ai danni degli animali. Secondo Borrelli, il livello di esposizione e di rischio per Rizzi sarebbe cresciuto in modo significativo negli ultimi mesi. Nella richiesta viene ricostruita la lunga attività dell’attivista originario di Erice, oggi tra i volti più noti dell’animalismo italiano, anche per la sua ampia presenza social e per il lavoro sul territorio tra denunce, sopralluoghi e collaborazioni con forze dell’ordine e magistratura.

Il primo fronte affrontato da Rizzi è stato quello dei combattimenti clandestini tra cani nel Trapanese, in aree considerate ad alta densità criminale, dove l’attivista ha documentato la presenza di animali destinati ai combattimenti sollecitando interventi e sequestri. Secondo quanto riportato da Borrelli, proprio questa attività avrebbe attirato l’attenzione della criminalità organizzata legata ai circuiti illeciti. Già nel 2016 la Prefettura di Trapani dispose nei suoi confronti una misura di vigilanza generica radiocollegata dopo minacce ricevute. Negli anni successivi l’impegno si è concentrato soprattutto sul contrasto alle corse clandestine di cavalli, fenomeno diffuso in diverse aree della Sicilia. Da Catania a Palermo, passando per Trapani e Messina, Rizzi ha raccolto segnalazioni, documentato gare illegali e collaborato con gli investigatori anche dopo i sequestri degli animali.