“Per le tante emergenze che si riscontrano durante e dopo una dialisi è ormai opinione comune dei clinici italiani che il trattamento di dialisi debba essere eseguito solo in ambito ospedaliero per le comorbidità gravi – mediamente da tre a sei – che accompagnano la dialisi di cadauno paziente. In Calabria il Dipartimento Tutela della Salute, in considerazione delle carenze strutturali e il ridotto organico di personale soprattutto nei centri periferici regionali, già da tempo avrebbe dovuto trattarlo solo come servizio ospedaliero. Ultimamente, oscure forze anonime hanno denunciato ipocritamente rischi per i dializzati a Polistena, cercando di ribaltare il problema reale che è appunto quello di fare solo dialisi ospedaliera! Chiaro l’intento e gli interessi degli anonimi denuncianti“. È quanto dichiarato da Pasquale Scaramozzino, presidente Aned APS.
“Fortuna che nel 2022, su segnalazione di Aned, la solerte dottoressa Lucia Di Furia ha deliberato per Polistena la riattivazione dell’impianto di osmosi, in esercizio a inizio Covid19 e poi stranamente fermato. Oggi, l’impianto tratta in contemporanea due dializzati ricoverati e consuntiva in media 130 dialisi annue per un valore di circa € 30.000 (trentamila), evitando la via crucis del trasporto verso Palmi o Taurianova e le indicibili sofferenze conseguenziali ai ricoverati.
Proprio stanotte, a Polistena è stato dializzato in emergenza paziente novantaseienne, preceduto ieri da un novantatreenne, a dimostrazione della importanza di avere nello spoke di Polistena sempre attivo un centro dialisi.
Aned per Polistena, con Pec indirizzata al Dipartimento Tutela della Salute ha chiesto incontro per una più equa distribuzione dei posti letto esistenti nel territorio per la gestione ottimale dei malati complessi e l’istituzione di un ambulatorio dedicato. alla dialisi peritoneale.
Su quest’ultima metodica, nel 2023, sempre la direttrice Lucia Di Furia ha deliberato un progetto di dialisi peritoneale aziendale, unico in regione. Nonostante l’addestramento del personale tale progetto non è ancora decollato. Considerato che tale metodica è più fisiologica per i pazienti e più economica per le disastrate casse regionali -visto i costi dimezzati del trattamento domiciliare – chi ha interesse a bloccarne il trattamento di dialisi peritoneale dentro l’azienda sanitaria? Per tutto questo, chiediamo opportune e immediate indagini!
Comunque sia, i pazienti complessi dei centri di Palmi e Taurianova devono essere curati per motivi di sicurezza nello spoke Polistena e non viceversa!“, conclude Scaramozzino.


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