“Il futuro è adesso – Per un nuovo umanesimo digitale“. Questo il titolo scelto per l’evento ospitato, in mattinata odierna, presso il Polo Culturale “Mattia Preti” di Reggio Calabria, nel quale si è affrontato, a 360°, il tema dell’intelligenza artificiale nell’informazione a 360°. L’evento è stato promosso dal Comitato Regionale per le Comunicazioni della Calabria, sempre molto attento al rapporto fra l’IA e l’informazione. L’incontro è stato strutturato attraverso 3 panel condotti da Fulvio Scarpino, Avvocato – Presidente Co.Re.Com. Calabria; Mario Mazza, Avvocato – Componente Co.Re.Com. Calabria; Pasquale Petrolo, Giornalista Componente Co.Re.Com. Calabria:
- Informazione, Intelligenza Artificiale e Democrazia
- Diritti, Istituzioni e Governance del Futuro Digitale
- Umanesimo Digitale, Educazione e Comunità Educante
Scarpino: “dal Corecom un ponte di ascolto fra generazioni”
Fulvio Scarpino, Avvocato e Presidente Co.Re.Com. Calabria, ha aperto l’incontro con una riflessione: “questo evento chiude il percorso iniziato 3 anni fa. De Crescenzo diceva che il mondo è fatto da migliaia di bivi. Voi ragazzi, farete centinaia di scelte, anche inconsapevolmente, eppure quelle scelte cambieranno il modo di essere. A volte basterà una telefonata, un messaggio, una foto. Quelle foto e quei messaggi resteranno in un mondo virtuale, nuovo, che stiamo iniziando a capire adesso. Narreremo a voi il pensiero del Corecom e di come oggi si debba creare un ponte fra generazioni, un ponte di ascolto“.
Nucera: “Consiglio Regionale della Calabria è stato il primo a legiferare in ambito di intelligenza artificiale”
Carmelo Nucera, capo gabinetto presidenza del Consiglio Regionale della Calabria: “iniziativa importante, che oltre ad avere un contenuto di idee e programmi vuole essere un nastro che si riavvolge, si va a delineare per raccontare le attività che il Corecom ha fatto in questo quadriennio. Attività che hanno lasciato traccia anche a chi verrà dopo per continuare questo percorso. Il plauso del Consiglio Regionale va alla guida illuminata di questo Corecom. Il futuro è adesso – Per un nuovo umanesimo digitale è una sfida per governa i progressi dell’evoluzione tecnologica. L’uso consapevole di questi strumenti e innovazioni non poteva che essere strumento di studi e analisi da parte del Corecom, il primo in Italia a porre l’accento sull’evoluzione digitale e comunicativa. Il Consiglio Regionale della Calabria è stato il primo a legiferare in ambito di intelligenza artificiale“.
Petrolo: “la rete deve essere contaminata da un’umanità digitale”
Pasquale Petrolo, Giornalista Componente Co.Re.Com. Calabria, ha dichiarato: “ci siamo trovati in questo viaggio davanti a un passaggio epocale. Siamo passati da una società della conoscenza e del sapere post industriale a un ecosistema digitale contaminato da social e IA. La sfida che abbiamo affrontato era da far tremare i polsi. Vi era un confine invisibile tra il mondo reale e il mondo digitale. Un confine che noi, senza accorgercene valichiamo quotidianamente, quando davanti a uno smartphone leggiamo una notizia, ci relazioniamo davanti ai social.
Abbiamo voluto dare un approccio etico al nostro mandato. Il Corecom sovrintende ai mezzi di comunicazioni calabresi e si occupa anche di media education. Il Corecom Academy in tour, creando una comunità educante con giornalisti e accademici, abbiamo iniziato a creare un’educazione affettiva e digitale. L’abbiamo fatto creando le torri digitali, presidi etici con cui orientarsi. L’abbiamo fatto consapevoli del fatto che la rete deve essere contaminata da un’umanità digitale. Non facendoci trasportare, ma avendo ben chiaro che una contaminazione fatta di emozioni e umanità deve pervadere questo mondo digitale e lo deve governare“.
Informazione, Intelligenza Artificiale e Democrazia
Soluri: “il giornalista usi l’IA per utilità, non si appiattisca a essa”
Giuseppe Soluri, Presidente Ordine dei Giornalisti della Calabria, ha dichiarato: “l’IA permea tutti i settori della nostra vita. Sarà importantissima e determinante per portare utilità, mi riferisco alla sanità, a settori più tecnici e meno legati alla qualità intellettuale delle persone, com’è nel caso del giornalismo. Nel campo del giornalismo l’IA sta portando una serie di variabili: alcune positive, altre tutt’altro che positive. Il primo ambito negativo è quello che porta molte aziende editoriali a ritenere, erroneamente, per una propria utilità economica, che si possa sostituire il lavoro dei giornalisti con l’IA. L’IA lavora in funzione dei dati inseriti nei server. Sono dati scelti dagli uomini, dalle aziende. Bisogna vedere con quali fini.
C’è bisogno di una percezione etica di questo settore, l’IA bisognerebbe governarla anche se appare difficile, si parla di big data di livello planetario. Il lavoro del giornalista dovrebbe rimanere quello di sempre: vedere quel che accade, cercare di capire perchè e come accade, cercare di valutarlo sulla base di dati oggettivi e verificati, raccontare all’esterno quello che è accaduto sulla base della propria sensibilità personale, cultura, professionalità e consapevolezza di dare un servizio pubblico. Abbiamo il diritto di informare liberamente, purchè sviluppiamo il nostro lavoro avendo contezza di garantire un’informazione corretta. Il giornalista deve utilizzare l’IA solo per l’utilità, ad esempio, per un lavoro di routine: il giornalista così può ritagliarsi più spazio per fare meglio il suo lavoro. Se il giornalista si appiattisce sull’intelligenza artificiale, anche per una questione di utilità di tempo e personale, farebbe male il suo lavoro e in contrasto con i propri valori e la propria deontologia.
Poi c’è il problema che le aziende editoriali riterranno di fare con l’IA. Se si utilizza per migliorare il servizio, insieme alla struttura giornalistica è un discorso, se la si utilizza per ridurre la platea dei giornalisti si otterrà un’utilità economica, ma anche un servizio che a distanza verrà riconosciuto come peggiore. Nessuno può pensare che la gente non si accorga della qualità di un servizio“.
Massimo Fedele: “lo 0.8% dei nostri sogni riguardano lo smartphone. IA si integri all’umano”
Massimo Fedele, Direttore Rai Calabria, ha dichiarato: “siamo partiti il 22 febbraio 2023, quando firmammo in sede Rai il protocollo d’intesa. Quando vedo scritto ‘Il futuro è adesso’ dico di sì e che parte da ottime radici con le iniziative che avete fatto. Volevo condividere con voi alcune impressioni. Lo smartphone, circa 20 anni fa non esisteva, esisteva il telefono per telefonate e sms. Poi ci si è evoluti e si è arrivati ai social. Oggi è uno strumento insostituibile. Ieri leggevo un dato: meno dell’1% dei nostri sogni fa parte del cellulare, il nostro inconscio non ne tiene conto. Lo 0.8% si riferisce allo smartphone, in cui c’è tutto fondamentalmente. Una semplice domanda che noi tutti facciamo giornalmente su ChatGPT equivale al consumo di 3.30 minuti di una lampadina di 60 watt.
L’IA non può sostituire l’etica del giornalista. In Rai teniamo conto dell’IA. Siamo partiti con la programmazione Arbereshe in Calabria. Abbiamo avviato dentro lo studio regionale anche uno studio dedicato alla programmazione Arbereshe in sede. Ci sono autori, registi, collaboratori e conduttori in lingua Arbereshe. Ci siamo avvalsi per la scenografia dell’uso dell’IA che si è sposata allo scenografo, alle luci, al direttore della fotografia, integrandosi in un progetto in cui l’unione fa la forza. Anche per una questione di costi e tempo che integra la situazione umana e professionale, oltre la componentistica che abbiamo, teso a migliorare il prodotto“.
Parisi: “siamo nell’era del GAFAM e della dittatura dell’algoritmo”
Carlo Maria Parisi, Segretario Generale Federazione Italiana Giornalismo Editoria e Comunicazione, ha dichiarato: “io ho una visione un po’ diversa rispetto ad alcune cose dette. Quando parliamo di giornalisti, io credo che la professione giornalistica debba essere assolutamente tutelata dal rispetto delle leggi e la certezza delle pene. Molte distorsioni sono legate al fatto che non esiste più una differenza fra giornalisti e non giornalisti e all’interno della categoria il 62% degli iscritti all’ordine svolgono questa professione per hobby, svolgono altre attività, hanno altri interessi. Svolgono l’attività come ognuno di noi fa una partita di calcetto.
Il confine tra comunicazione fake news diventa un grosso problema in questa situazione. Con monsignor Nostro abbiamo condiviso alcune tappe importanti, soprattutto al Senato con dei convegni organizzati, proprio sul fatto che il tema è “Il futuro è adesso”, purtroppo il futuro è passato, è ieri. Il problema si è posto almeno 50 anni fa, quando con la creazione dei computer si è tentato di umanizzare il computer. Siccome non c’è limite al potenziale dei computer, l’errore è stato quello di aver creato un’IA priva di morale. Un’IA priva di morale finirà per distruggerci. Il presidente Soluri ha ricordato che l’IA in alcuni settori è fondamentale, come la sanità, in altre professioni è devastante, come le professioni intellettuali. L’IA non fa altro che rubacchiare quello che c’è in rete e non tiene conto di un elemento essenziale: quali sono le notizie che circolano in rete e chi governa la rete, quali sono gli strumenti che indirizzano l’IA nella ricerca in rete.
Arriviamo alla dittatura dell’algoritmo. Chi governa gli algoritmi? I padroni della rete, i giganti della rete, Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft. Cinque colossi che possono andare a creare il pensiero unico. Sappiamo benissimo che ci sono soggetti con potenziali economici superiori a quelli degli Stati, pensiamo a Elon Musk che aveva lanciato l’idea di una moratoria sull’IA che significa favorire il mercato dell’illegalità. Che è come la moratoria sul doping, che favorisce chi studia per favorire elementi per sfuggire ai controlli.
Il ruolo dell’informazione ormai non più gestibile. Io sono orgoglioso del fatto che la Calabria sia stata la prima assemblea regionale a legiferare sull’IA. Sarebbe opportuno un impegno sovranazionale. Gli strumenti ci sono. Come andiamo a denunciare la censura di alcuni Stati che bannano i social, gli stessi strumenti dovrebbero usare per fermare i diffamatori seriali, i produttori di fake news.
Quando non esisteva internet, chi leggeva il giornale dedicava più tempo alla letture. Oggi il bombardamento di news imprime nella memoria solo titolo e fotografia. Ci sono ampi studi che dimostrano che delle non notizie prodotte con titolo e foto con un testo nosense che hanno avuto milioni di views e nessuno si è chiesto cosa ci fosse scritto all’interno. Questo è quello che avviene sui social. Molte iniziative editoriali non di informazione, ma di comunicazione, puntano proprio su questo, non sui contenuti giornalistici professionali e di qualità ma solo su click.
Ci vorrebbe una linea dura. È un’autocritica. Una linea dura su chi è poco attento e una maggiore trasparenza fra informazione e disinformazione. Una linea dura nel colpire chi dietro una sedicente informazione produce disinformazione. I giovani sono molto più professionalmente preparati di noi, però dovrebbe essere aiutata nell’avere gli strumenti che premino finalmente valore e merito che noi abbiamo da troppo tempo dimenticato“.
Mons. Nostro: “non fatevi togliere la capacità di pensare da soli”
Monsignor Attilio Nostro, Presidente dell’osservatorio media e minori, ha dichiarato: “c’è un termine nato nel 2018, lo dobbiamo a un frate francescano, che nella sua semplicità ha inventato un neologismo ‘algor-etica’, l’etica dell’algoritmo, contrapponendo questa algor-etica alla teocrazia di questo algoritmo che è un vero e proprio potere. Si parla della democrazia che è una scelta consapevole, non dettata da altri che attraverso un algoritmo decidono cosa proporci. Il tentativo è evitare che noi possiamo pensare.
Pensate al linguaggio della pubblicità. Si ragiona per slogan. Lo slogan non è un ragionamento, è una dittatura perchè io faccio mia la frase di un altro in maniera acritica, non democratica, che non passa attraverso il dialogo. Il singolo ha il potere di imporre cosa pensare e perchè. Noi siamo in una fase delicatissima, perchè rischiamo di perdere la nostra capacità critica. Fenomeni come la trap, fenomeni come alcuni programmi come ‘Gomorra’ ci propongono modelli dove noi non siamo più liberi, dove altri decidono il modello da seguire.
Quanti guasti ha prodotto proporre l’immagine di una donna filiforme e irreale, che non mangia, è irreale. Quanti danni ha creato in Calabria l’idea di un uomo che deve essere macho, violento, bullo. Cosa aspettiamo per dire il nostro no a questa che non è democrazia, non è libertà? È una realtà che ci viene imposta, perchè avere un popolo che ragiona in maniera critica è scomodo. Avere un popolo che non sia consumatore di servizi, social, beni, è una perdita di tempo e denaro. Quindi si propone di far perdere alle persone la propria capacità critica. In ballo c’è la nostra libertà, costata a caro prezzo. Ogni anno lo Stato ci ripropone la festa della liberazione a cui sono presenti solo adulti. È una povertà. Le scuole il 25 aprile dovrebbero restare aperte, gli studenti dovrebbero venire al monumento ai caduti per rendere omaggio a quelle persone il cui sangue oggi garantisce la nostra libertà“.
Diritti, Istituzioni e Governance del Futuro Digitale
Viscomi: “con Corecom Academy in Tour abbiamo incontrato 500 ragazzi”
Antonio Viscomi, Direttore del Centro di Ricerca “Digit Lab Law”, ha dichiarato: “abbiamo stipulato un accordo con l’università di Catanzaro, con il Centro di ricerca ‘Digit Lab Law’, per portare questo progetto in 6 scuole calabresi, Corecom Academy in Tour. Abbiamo incontrato 500 ragazzi che hanno affrontato due percorsi formativi: 10 ore sulla formazione digitale e 2 giornate sull’educazione affettiva. I ragazzi si sono divertiti un sacco, sono ragazzi di seconda e terza media, anche con giochi a squadra, orientarsi nel web, con delle carte, modalità didattiche adeguate ai ragazzi. Le prime ore hanno riguardato la consapevolezza giuridica di cosa succede quando entrano nel sistema digitale.
Abbiamo parlato di reati, abbiamo presentato i casi di bullismo, suicidio per bullismo online, cercando di presentare l’educazione in rete. Questo incontro avrà una fase 2. Abbiamo somministrato dei questionari per tirare fuori una lezione scientifica. Dobbiamo stipulare una strategia di aggressione verso questi fenomeni, l’Australia ha bloccato, qualche mese fa, l’accesso ai social ai minori.
Finirà questa analisi con un report pubblicato entro fine anno. Questo modello voluto dal Corecom Calabria sarà pronto per essere esportato nelle altre Regioni. Il modello diventerà prototipo che sarà sperimentato nelle altre Regioni e scuole, ci stanno arrivando tante richieste. I ragazzi riceveranno il patentino digitale dell’Agcom. Abbiamo chiesto anche di coinvolgere i genitori, inviando un questionario per capire come loro vedono i loro figli e vivono il digitale“.
Maurizio Priolo: “l’utilizzo dell’IA influisce sull’aspetto emotivo dei ragazzi”
Maurizio Priolo, Direttore Co.Re.Com. Calabria, ha dichiarato: “vogliamo costruire un percorso conoscitivo stabile. Il protocollo con l’Università Magna Grecia ha portato a sinergie Corecom-Università. Il progetto nato vede la presenza dei nostri funzionari che hanno arricchito le loro competenze e trasferire il corretto uso dell’IA nell’ambito del progetto formativo che si va a frequentare. Il materiale verrà confluito in un sistema chiuso, che attinge solo dalle fonti che abbiamo individuato e che potrà rimanere nel patrimonio del discente e potrà conversarci dentro a distanza di tempo. Abbiamo visto la possibilità di costruire un sistema di conoscenze mirato.
L’aspetto importante è stato che, di fronte a un approccio che ha portato ad affrontare il tema dell’utilizzo dell’IA e delle tecnologie digitale, è crossato con l’aspetto affettivo-emotivo. Ci si è resi conto che partendo da fenomeni come cyberbullismo, late speech e fake news, ci si è abbattuti sulla sfera emotiva e affettiva dell’utilizzatore che, in un’età giovane e di formazione, si trova amplificati gli aspetti più preoccupanti“.
Mons. Nostro: “coinvolgere genitori e ragazzi”
Monsignor Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e Segretario Conferenza Episcopale Calabra, ha dichiarato: “uno psicoterapeuta, su YouTube, diceva che in due periodo dell’anno ha il maggior afflusso di clienti: quando ci sono i colloqui insegnanti-genitori. Questa è tutta ansia da prestazione. Quando va la mamma a chiedere: ‘come va mio figlio?’. L’insegnante le dice: ‘strano, lei è laureata in Lingue e suo figlio ha 4?’. Qual è il collegamento? Non si sa, ma il senso di colpa è connaturato all’essere mamma. Quando ai colloqui ci vanno i papà tornano felici e beati. Perchè 9-10 i genitori non capiscono e nell’altra percentuale non gliene frega.
Quello che noi non riusciamo a capire dalla genitorialità è che la genitorialità parte da un senso di inadeguatezza, vi sentirete inadeguati a questo compito. Mio fratello, quand’è diventato genitore, con suo figlio in mano, disse: ‘non trovo le istruzioni per l’uso’. Il senso di inadeguatezza ci accompagnerà per tutta la vita, non esiste genitore che si senta adeguato ai propri figli. È questa la sfida. Anche voi, nell’età che avete, vi sentite inadeguati alle sfide che vi si pongono davanti.
Il rifugio è la testa è il pensiero di un altro: ma quella è una trappola, non una trama. Il lavoro di genitori e insegnanti è importante. Alex Zanardi, che Dio lo abbia in gloria, non ha mai nascosto le sue fragilità. Sono diventate un’arma. Una volta ha salvato una mamma perchè, malata di diabete, dovevano tagliarle una gamba. Non voleva operarsi per non restare senza gamba. Andò il suo cantante preferito, andò Maldini, la salvò Zanardi che si è tolto entrambe le protesi e le ha detto: ‘io sono campione olimpico senza due gambe e tu, senza una, pensi che non puoi campare?’.
In gioco c’è veramente la vita e la morte. In gioco c’è la nostra capacità di pensare, scegliere, vivere. È importante che genitori, insegnanti e ragazzi facciano un’alleanza nuova, perchè senza di questa siamo già morti“.
Chindemi: “IA va creata e utilizzata secondo le finalità del bene comune”
Il giornalista Francesco Antonio Chindemi ha dichiarato: “si parla dell’era dell’IA, la mia tesi di laurea parlava di era multimediale, siamo in una fase avanzata. Queste nuove piattaforme generative hanno preso il sopravvento, dominano la nostra realtà quotidiana. Io sono contrario al sequestro del telefonino, sono favorevole all’uso consapevole. È pur vero che nell’era dell’algor-etica, oggi tutto è dominato dall’algoritmo, dalle auto ai frigoriferi, siamo pervasi da questo, inevitabilmente non possiamo inserire all’interno dell’algoritmo i diritti.
L’algoritmo influenza anche le istituzioni. Serve una regolamentazione di database, ma serve riconoscere quello che l’IA può creare nelle influenze dell’opinione pubblica. L’IA va creata e utilizzata secondo le finalità del bene comune.
Mi ricollego al discorso dei diritti digitali. Dobbiamo saper discernere ciò che non è fonte da ciò che non lo è. L’IA deve essere il copilota, non la nave che cammina da sola. Si rischia di creare dei divari, perchè non tutti i cittadini sono consapevoli di come questi strumenti possano essere utilizzati, ma anche disuguaglianze in ambito scolastico, quando parliamo di disabilità ad esempio.
L’IA può diventare un supporto nella gestione dei dati, delle informazioni, fermo restando quella che è l’importanza, lo ha detto il presidente Soluti, ma anche il segretario Parisi e il dottor Fedele, l’algoritmo umano fa la differenza, è su quello che bisogna continuare a puntare.
E poi l’importanza di un coinvolgimento di tutti gli attori sociali. Non si tratta di temi settoriali, parliamo di temi che sono futuro e presente, ma di futuro ne parlavamo già 20 anni fa. Dobbiamo fare squadra affinchè si vada tutti dalla stessa parte, non guardare all’evoluzione della tecnologia come qualcosa di distante, ma qualcosa che fa parte della realtà. Oggi si guarda, in ambito della chiesa, a nuovi spazi del digitale che abitiamo tutti i giorni, basti pensare all’esperienza dei missionari digitali che mira a indagare e raggiungere, sempre più persone, soprattutto i giovani, all’interno di spazi digitali in cui manca l’orientamento etico e morale e ci si lascia condizionare dagli altri“.
Infantino: “l’IA non potrà sostituire quello che l’uomo sente e prova”
Rosario Maria Infantino, Presidente Unione Ordini Forensi della Calabria, ha dichiarato: “è vero che un bivio cambia la vita, come diceva il presidente Corecom. Ma tenete presente che un pullman, nella vita, passa per tutti, l’importante è essere lì e poter salire. Ma poi ne potrà passare un altro. Impegnatevi a essere nel posto giusto al momento giusto e anche se si è perso il primo, ne passerà un altro.
Io sono un nativo analogico, voi nativi digitali. Sono un ‘avvocato con la badante’, la parte informatica viene curata dalla mia segretaria, abbiamo studiato all’Università come fare gli avvocati, non come fare i depositi digitali.
Il direttore Fedele richiamava il telefonino. Noi avvocati non siamo nati con il telefonino, siamo nati con la posta, con i codici che tenevano conto dei tempi della posta, senza la corrispondenza immediata di oggi. Quando si dava un termine per fare qualcosa, si doveva tenere conto del termine con cui una raccomandata arrivava da una parte all’altra. Poi fax, macchine da scrivere, macchine elettroniche e computer, internet e tutto il resto che conoscete meglio di me. Oggi siamo tutti in tempo reale, il tempo della posta non esiste più.
Il vero problema dell’IA è, per quanto riguarda noi avvocati, l’omologazione di tutto. L’IA si fonda su una raccolta di dati. Le fake news hanno sempre condizionato la vita di tutti. Il sottosegretario Mantovano ha detto che la prima fake news è quella del ‘serpente di Adamo ed Eva’, un’altra è il cavallo di Troia. Oggi le fake news sono all’ordine del giorno, avete visto tutti il Papa sciare. Ci fanno apparire cose che non sono. Per noi avvocati questo si è tradotto nelle prove in dibattimento, non sai mai se qualcosa che viene portato è reale o no.
La Cina aveva pensato di risolvere i loro problemi fotografando chi arrivava nel Paese e così tutta la Cina sapeva che con quel volto era quel soggetto. Con l’IA questo sistema è crollato, nel momento in cui ti cambiano l’identità, non sei più tu.
L’IA non ragiona, non vive i momenti dell’uomo, non discerne la passione, non capisce perchè ci sono determinati fenomeni. Il femminicidio puoi prevenirlo studiando i comportamenti, ma non potrai mai arrivare nella mente umano quando commetterà un crimine. Quell’impeto l’IA non potrà arrivare a prevederlo, ha una mancanza di sentire, è il vero limite dell’IA che non potrà mai sostituire l’uomo, quello che fa e quello che pensa“.
Umanesimo Digitale, Educazione e Comunità Educante
Famularo: “insegnare educazione digitale ai giovani”
Mimmo Famularo, Direttore ed Editore Calabria 7, ha dichiarato: “oggi il web è quasi il passato, il futuro sono i social. All’interno dei social stessi c’è una concorrenza spietata, il più selvaggio è TikTok, è il più pericoloso. Sentendo gli interventi che mi hanno preceduto, ho sintetizzato 4 termini: educazione, conoscenza, competenza e responsabilità. Io sono nato a Sant’Onofrio, Vibo Valentia. Negli anni 70-80 era la culla della cultura, una delle prime cliniche calabresi è nata lì. Quella culla è diventata, negli anni, sede di attività criminale.
Io sono nato nella famiglia giusta, se nasci nella famiglia sbagliata in un contesto del genere, rischi di ritrovarti nel monitor di Rinascita Scott fra gli imputati. Sono doppiamente fortunato per aver avuto un maestro di scuola elementare che ha educato tutti noi ai lavori della legalità. Era candidato a sindaco, è morto da maestro perchè un pazzo entrò nella scuola e lui ebbe un infarto. Io devo davvero tanto a questa persona e alla scuola. L’educazione della mia famiglia, le competenze che mi ha dato la scuola. Di noi 24 compagni di classe, nessuno è finito nel perimetro di ‘ndrangheta o illegalità, tutti sono diventati qualcuno, dal giornalista al lavoratore onesto, ingegnere, avvocato. Questo è il successo della scuola, della conoscenza.
La competenza riguarda il mio percorso scolastico e la mia vita professionale. Ho incontrato grandi professionisti, da Gazzetta del Sud a Gazzetta dello Sport. Nel fare i posticipi per la Gazzetta, bisogna essere veloci e accurati nella cronaca. Con l’IA questo non succede.
Poi c’è la responsabilità. Nella provincia di Vibo, 5 aziende sono state fatte oggetto di intimidazione, prese a fucilate. Questa notizia non era uscita. Abbiamo scoperto cos’era successo e realizzato il servizio, l’IA non può riuscire a farlo, può aiutarti a scriverla, al massimo.
I ragazzi di oggi sono molto svegli, ragionano come nativi digitali, sono un passo più avanti di noi, questo mi conforta, ma bisogna responsabilizzarli e fargli capire il vero dal falso, le fake news. Una volta si insegnava educazione civica a scuola, oggi si dovrebbe insegnare educazione digitale“.
Gelosi: “far distinguere agli studenti il vero dal falso”
Carlo Gelosi, Direttore Dipartimento Scienze della Società e della Formazione, Università Dante Alighieri di R.C., ha dichiarato: “l’Università ha l’obbligo di far riflettere sull’uso della propria intelligenza, dovremmo aver paura di perderla. Vedo usare l’IA sostituendo quell’intelligenza alla propria. Dovremmo insegnare ai nostri studenti come l’IA può essere utile, ma non può sostituire la nostra capacità di analisi e critica.
Per me la persona è al centro dell’attenzione, il giovane. Noi lavoriamo per il futuro. Io sono parte di una comunità educante, tutti noi messi insieme, ci educhiamo a vicenda. L’Università deve essere parte educante, insieme ai media, insieme alle famiglie che a volte sono un ostacolo, ma altre volte sono tenuti fuori. Noi dobbiamo pensare a un futuro in cui la comunità educante possano contribuire a comprendere che noi dobbiamo migliorare le nostre prestazioni non a discapito della nostra intelligenza. Il sociale può utilizzare l’IA, ma deve saperla utilizzare.
Dobbiamo arrivare al punto in cui i nostri studenti distinguano il vero dal falso. O dargli gli strumenti per farlo. Questo è il compito di noi docenti.“.
Priolo: “con l’IA ogni domanda dell’uomo ha risposta”
Maurizio Priolo, Direttore Co.Re.Com. Calabria, ha dichiarato: “il Corecom ha provato a capire come funzionassero gli algoritmi di Facebook, Instagram e YouTube. Il meccanismo è che siamo in presenza di un fenomeno nuovo, siamo stati abituati alla pubblicità, a influenzare il comportamento come consumatore. I social fanno un passo in avanti, prima di arrivare al consumo, avvicinano sempre più alle nostre posizioni le persone che la pensano come noi. Pensarla allo stesso modo abbassa la capacità di critica. Il pensiero critico si svilisce e viene condizionato, l’influenza diventa subdola.
Siamo all’epoca della multimedialità. I grandi pubblicitari vengono sostituiti dall’influencer. Da un certo punto di vista, si amplificano quelli che sono i punti di influenza di alcuni comportamenti che non riguardano solo il consumo. Ci siamo resi conto che dal momento in cui è partita l’IA generativa, ogni domanda otteneva una risposta. Esiste nella storia della comprensione dei fenomeni umani che ci sia sempre una risposta ai dubbi umani?
Abbiamo isolato due modelli di IA: la prima che viene governata nella costruzione delle fonti, l’altra che viene governata da un processo di apprendimento che non conosciamo. Abbiamo isolato il sistema delle infiltrazioni e ci prepariamo a rendere il servizio di informazione all’utenza di quello che il Corecom fa. Interveniamo sul modello delle comunicazioni elettroniche. Realizzeremo, come Corecom, un chatbot ‘Morgana’, su come gestire, ad esempio, le controversie con gli operatori di comunicazione“.



















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