Villaggio UNRRA a Messina, Pippo Lombardo: “c’è chi si sveglia dopo due anni solo perché oggi siamo in campagna elettorale”

Villaggio UNRRA a Messina, Pippo Lombardo: “fa sinceramente sorridere, se non fosse una vicenda delicata, assistere al risveglio improvviso di chi arriva oggi su una questione che seguo da oltre due anni"

“Sulla vicenda del deposito delle terre contaminate da arsenico c’è chi oggi prova a costruire indignazione last minute, dimenticando però un dato essenziale: se in quell’area il materiale contaminato non c’è più, è perché il sottoscritto, il 22 ottobre 2024, ha presentato un esposto che ha portato al sequestro delle aree interessate”. Lo dichiara Pippo Lombardo, intervenendo sulle recenti prese di posizione del consigliere comunale Antonella Russo e del deputato Ismaele La Vardera.

“La salute dei cittadini non si tutela a intermittenza”

“Fa sinceramente sorridere, se non fosse una vicenda delicata, assistere al risveglio improvviso di chi arriva oggi su una questione che seguo da oltre due anni. La salute dei cittadini non si tutela a intermittenza e non si difende solo quando conviene elettoralmente. Si tutela sempre, con atti concreti, con esposti formali e con il lavoro serio di chi queste vicende le approfondisce per tempo. A Russo va ricordato che il trasferimento del materiale a Contesse proveniva da Nizza di Sicilia. E se quel materiale è arrivato fin lì, forse qualche riflessione andrebbe fatta anche all’interno del suo partito, che su questa vicenda è rimasto in silenzio troppo a lungo. Non sono stati esponenti del Pd né improvvisati paladini dell’ultima ora a denunciare quanto stava accadendo, ma l’onorevole Giuseppe Lombardo, con un’azione puntuale che ha acceso i riflettori sulla questione”, evidenzia la nota.

Chiarimenti

Lombardo entra poi nel merito delle dichiarazioni del deputato La Vardera. “Prima di improvvisare blitz mediatici bisognerebbe almeno conoscere la differenza tra un’area pubblica e un’area di cantiere. Per accedere in un’area di cantiere non basta esibire il proprio ruolo istituzionale, ma occorre rispettare precise prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nessuno mette in discussione il diritto-dovere di un deputato di esercitare il proprio mandato, ma farlo bene significa studiare le carte, conoscere i fatti e arrivare preparati, non precipitarsi su una vicenda vecchia di due anni solo perché oggi siamo in campagna elettorale. Occorre inoltre chiarire, una volta per tutte, che RFI è il soggetto committente dell’opera, mentre la gestione del cantiere fa capo al consorzio impegnato nel raddoppio ferroviario, con Webuild e Pizzarotti. Le analisi sono state effettuate sia dalla ditta appaltatrice sia da Arpa. Successivamente, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’area è stata sequestrata e liberata dal materiale contenente arsenico. Anche questo passaggio va detto con onestà: se si è arrivati a questo risultato, è stato grazie all’esposto presentato dal sottoscritto”.

“Tanta superficialità”

Infine, Lombardo evidenzia come sulla vicenda si stiano diffondendo ricostruzioni approssimative e tecnicamente errate. “Chi oggi parla dimostra persino di non distinguere le collinette e la vegetazione già presenti a ridosso del cantiere dai cumuli derivanti dalle lavorazioni di scavo delle gallerie. Si confonde il materiale di riporto con ciò che faceva già parte del contesto dell’area prima della sua sistemazione a cantiere. Ed è proprio questa superficialità che rende ancora più grave l’atteggiamento di chi affronta con negligenza un tema tanto delicato. Per la prossima volta, prima di organizzare passerelle o blitz improvvisati, consiglio a chi oggi scopre la vicenda di confrontarsi con chi la segue da tempo. Su temi come il raddoppio ferroviario, la tutela dell’ambiente e la salute pubblica servono competenza, serietà e continuità. Il resto è propaganda”.