Iniziato, in Federcalcio, poco dopo le 14,30 il vertice delle componenti convocata dal presidente Figc Gabriele Gravina per le valutazioni politiche dopo la mancata qualificazione per il terzo Mondiale consecutivo. Sono arrivati alla spicciolata i presidenti delle componenti federali. Alle 13 sono arrivati in Via Allegri il presidente dell’Aic Umberto Calcagno e il numero uno degli allenatori Renzo Ulivieri. Alle 14.10 e’ arrivato anche il presidente della Lega Pro Matteo Marani e alle 14.15 e’ entrato il presidente della Lnd Giancarlo Abete. A seguire alle 14.40 i numeri uno di Lega di A Ezio Maria Simonelli e della Lega di B Paolo Bedin.
La notizia attesa alla vigilia è stata confermata: Gabriele Gravina si è dimesso dal ruolo di presidente della FIGC. Dopo le forti pressioni della politica e dopo due Mondiali mancati e una figuraccia all’ultimo Europeo, il presidente federale ha optato per un passo indietro. Il prossimo 22 giugno si terranno le elezioni per determinare chi prenderà il suo posto.
Il nome caldo è quello di Gianni Malagò, profilo di alto livello, esperienza manageriale importante già alla guida del Coni, forse poco avvezzo alle dinamiche calcistiche. Altro nome di primo piano è quello di Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e che ha già ricoperto la carica di presidente federale. Romantiche le candidature di Maldini e Baggio, molto apprezzati dai tifosi, con l’ex bandiera del Milan caldeggiato anche dal ministro Abodi.
Il comunicato della FIGC
“Si è svolto oggi presso la sede della Figc a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.
Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo.
A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”.
Buffon si dimette da capo delegazione
Dopo le dimissioni del presidente Gravina, sono arrivate anche le dimissioni di Buffon, capo delegazione azzurro, attraverso un post sui social: “rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo“.


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