Primo sondaggio politico sulle elezioni comunali di Milazzo, città di circa 30 mila abitanti in provincia di Messina. Secondo un rilevamento di Lab21, Pippo Midili (centrodestra, sindaco uscente) “domina il parametro della notorietà con un 97,7% di conoscenza — valore pressoché universale, che riflette il vantaggio strutturale dell’incumbency. La sua propensione al voto consolidata (38,6%) lo colloca nettamente in testa, mentre la fiducia (52,0%) rimane maggioritaria ma non schiacciante. Il profilo è quello di un candidato che parte favorito, ma che non può contare su un consenso unanime: quasi la metà dell’elettorato che lo conosce non esprime piena fiducia nella sua figura”.
Laura Castelli (Sud chiama Nord/De Luca) rappresenta “il dato più controintuitivo della rilevazione. Nonostante un ingresso tardivo nella competizione — testimoniato da una conoscenza (84,8%) inferiore a Midili e Italiano — e una propensione al voto consolidata contenuta (21,4%), Castelli svetta nella classifica della fiducia con un 52,4%. Questo significa che, tra coloro che la conoscono, più della metà le accorda credito — un bacino potenziale che la campagna elettorale potrebbe trasformare in consenso effettivo. È la candidata con il maggior differenziale tra fiducia e propensione al voto: qui si gioca il suo margine di crescita”.
Lorenzo Italiano (liste civiche/Azione) presenta “il profilo più peculiare: una conoscenza elevatissima (94,3%) — seconda solo a Midili — ma una propensione al voto (20,8%) e una fiducia (40,7%) che non capitalizzano questa notorietà. Il dato suggerisce un posizionamento consolidato nella memoria collettiva milazzese, ma anche una difficoltà a tradurre la visibilità in attrattività elettorale. Il suo elettorato potenziale appare più definito che espandibile”.
Giuseppe Falliti (Controcorrente/La Vardera) mostra “un profilo da outsider con margini di penetrazione ancora ampi: una conoscenza del 78,4% lascia spazio per crescere, mentre la propensione al voto (4,4%) è ancora embrionale. La fiducia al 45,5% indica però che, laddove arriva, convince — un segnale di potenzialità inespresse che dipenderanno dalla capacità di raggiungere le fasce di elettorato meno informate”.
Michele Vacca (PD/M5S/Rifondazione Comunista) rappresenta “la coalizione di centrosinistra con numeri da terza-quarta forza: conoscenza al 69,4%, propensione all’11,1%, fiducia al 37,4%. Il posizionamento appare solido nel proprio perimetro ma con limiti strutturali di espansione, in un contesto siciliano storicamente ostico per le formazioni progressiste nelle competizioni locali”.
Carmelo Torre (Carta Canta) chiude “la graduatoria con i valori più contenuti su tutti e tre i parametri (68,4% di conoscenza, 3,7% di propensione, 36,8% di fiducia), configurandosi come candidatura di testimonianza più che competitiva per la vittoria”.
Scenari
“I dati suggeriscono almeno tre scenari aperti: a 45 giorni dal voto, Milazzo presenta una competizione più aperta di quanto il dominio di notorietà del sindaco uscente potrebbe far pensare. Il dato sulla fiducia — che vede Castelli sorpassare Midili nonostante il dato della conoscenza ancora inferiore— segnala l’esistenza di un elettorato ricettivo a proposte alternative, purché queste riescano a raggiungere e convincere i segmenti ancora poco informati. La campagna elettorale delle prossime settimane dirà se questo potenziale rimarrà tale o si trasformerà in movimento reale. Ma una cosa è certa: la partita non è chiusa”, chiude l’analisi del sondaggio di Lab21.






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