Inquinamento già alle stelle nelle grandi e medie città proprio in questi giorni le rilevazioni Arpa del PM10, indicatore di inquinamento da combustione, si rivelano elevate in diverse città. A questo si aggiungono le notevoli escursioni di umidità tra notte e giorno, polvere, pollini e altri fenomeni stagionali che stanno mettendo a dura prova l’olfatto dagli italiani. Le misurazioni della Arpa regionali riportano che a Ragusa il PM10 si attesta a 160 μg, Palermo supera i 120, Napoli oltre i 60 sono alcuni esempi e gli sforamenti annui coinvolgono praticamente tutto lo stivale: Milano con 66, Frosinone con 55, Lodi e Monza 48, Cremona e Verona 44, Modena 40, Torino 39, Rovigo 37 e Venezia 36.
Il combinato disposto di tutti questi olezzi non proprio gradevoli provocati da aria inquinata ed elementi stagionali accentuano i cattivi odori che con l’arrivo della primavera investono la casa: vestiario, biancheria di casa e ambienti vengono invasi da odori persistenti e sgradevoli. Secondo uno studio dell’Osservatorio Pool Pharma quasi tre italiani su quattro (73%) si lamentano delle condizioni in cui abiti e biancheria da casa escono dai ripostigli alla fine dell’inverno, anche dopo il bucato. Sono stati individuati gli odori peggiori che pervadono secondo gli intervistati: umidità (63%), la persistente naftalina degli abiti riposti (58%), odore di chiuso tipicamente dovuto al ristagno dell’aria e alla proliferazione di batteri nelle scatole (49%), odore di sigaretta (33%), odore di muffa (29%), odore di polvere che con la primavera aumenta anche a causa dei pollini (15%), odore di sudore (12%), odore di “bruciato” a causa della polvere che si deposita sui termosifoni ancora accesi (9%), odore degli animali domestici che in primavera hanno la muta del pelo e che comporta un aumento del sebo (7%).
Per la maggior parte dei casi si corre ai ripari con dei bucati e deodoranti per ambienti ma il 48% non è contento del risultato In questi casi si ricorre a profumatori dedicati ai tessuti ma non tutte le fragranze si rivelano adatte al periodo. Non è infrequente incappare in un errore che non si prevede facilmente: i profumi, per essere piacevoli e adeguati, oltre ad essere ‘buoni’ devono seguire quelli che la natura offre e adattarvisi, non esserne troppo a contrasto. Non seguire questa semplice regola può rendere una profumazione molto apprezzata in estate meno coinvolgente in primavera.
Spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma: “I profumi rievocano un’esperienza, un’aspettativa o un desiderio: il calore e le spezie d’inverno, le bacche e i frutti d’estate, i fiori e la leggerezza in primavera. Sono tutti richiami molto forti alle nostre esperienze passate. Lo stimolo nasale è molto più forte di quanto si immagini: gli odori sono sempre percepiti anche se in maniera inconscia. E quando un profumo molto gradevole o molto sgradevole si presenta lo percepiamo immediatamente. Altrettanto succede quando è ‘fuori posto’: ad esempio un’essenza di lavanda in inverno stranisce, seppur obiettivamente gradevole non risulterà mai adeguata semplicemente perché non è la sua stagione“.
Seguendo questi preziosi consigli è possibile orientarsi per adottare profumazioni più adeguate di altre per l’ambiente e per il bucato, prodotti che offrono un’accoglienza speciale senza avere la sensazione che sia ‘sbagliata’. Il primo suggerimento nella stagione di rinascita e della natura è di orientare la scelta su profumazioni floreali in generale: mughetto, fresia e altre infiorescenze che portino un bouquet di profumi fresco e leggero. Bisogna porre attenzione a non confondere il profumo ai fiori d’arancio e degli agrumi. Mentre il primo ha un profilo olfattivo dolce che ricorda quello del gelsomino il secondo risulterà più aromatico adattandosi meglio alla stagione estiva e a quella invernale. Un’alternativa molto gradevole è quella del muschio bianco: un profilo olfattivo morbido, elegante e discreto che mantiene una sensazione di freschezza senza essere invasivo.
Sono invece da evitare, appunto, le tonalità più speziate: l’Argan ha un carattere intenso, sofisticato e avvolgente che non si adatta bene al periodo. Anche la mirra, molto adatta all’inverno, è sconsigliata a causa del suo profumo aromatico e resinoso, può richiamare l’incenso o avere sfaccettature dolci. In generale le note legnose, balsamiche o resinose sono assolutamente sconsigliate per un comfort ottimale di ambienti e biancheria.


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