Una vasta coltre di fuoco sta devastando in queste ore le montagne di Santo Stefano in Aspromonte, determinando apprensione nell’intera comunità montana e mettendo a dura prova i soccorsi. Il fronte dell’incendio è imponente e sta interessando diverse località nevralgiche del territorio, partendo dalla zona dello Schiccio e di Lirdo, proprio a monte dell’abitato e poco sotto la frazione di Mannoli. Le fiamme, sospinte dal forte vento di scirocco, stanno circondando l’area del cimitero di Santo Stefano e si sono spinte con violenza dalla zona di Santo Todaro, situata nel tratto più alto del paese, fino alla vetta della montagna. Le fiamme stanno avvolgendo anche l’area in cui sorge il rinomato ristorante Lo Schiccio, apprezzato punto di riferimento per residenti e turisti.
La situazione appare estremamente critica poiché l’incendio sta letteralmente divorando l’intera montagna, mostrando una forza distruttiva che minaccia da vicino le aree residenziali. La preoccupazione è accresciuta dal fatto che questo è il secondo evento di proporzioni allarmanti nel giro di sole quarantotto ore. Soltanto nella giornata di ieri, infatti, un altro rogo aveva colpito la parte più alta del paese, interessando i sentieri che conducono alla celebre Grotta di San Silvestro, un sito di immenso valore archeologico e naturalistico che attira ogni anno numerosi appassionati di trekking e storia antica.
Nonostante l’intervento di un elicottero, che ha operato ininterrottamente per tutto il pomeriggio di ieri per tentare di domare il primo focolaio, l’Aspromonte reggino si ritrova nuovamente sotto assedio. Con il calare dell’oscurità, l’attività dei mezzi aerei è stata necessariamente sospesa, lasciando le squadre di terra a fronteggiare una situazione di estremo pericolo in condizioni di visibilità ridotta. Il bagliore delle fiamme è visibile a chilometri di distanza e la vicinanza del fuoco alle case sta tenendo la popolazione con il fiato sospeso, in attesa che le prime luci dell’alba possano permettere il ritorno dei mezzi di spegnimento dall’alto per scongiurare un disastro ambientale di proporzioni ancora più vaste.
Appare davvero criminale il comportamento dei soliti piromani che agiscono con delinquenza: siamo ancora ad aprile e il suolo è zuppo di acqua dopo le eccezionali piogge dei mesi scorsi. Soltanto una azione criminale dell’uomo può innescare incendi con queste condizioni naturali.


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