Il confronto tra le istituzioni regionali e le rappresentanze di categoria sulla specialistica ambulatoriale in Sicilia si riaccende. Al centro del dibattito il Decreto Assessoriale n. 418/2026, che definisce aggregati di spesa e budget per le strutture convenzionate esterne. Secondo Federbiologi Sicilia, il decreto presenta “criticità che mettono a rischio l’equilibrio dell’intero comparto”. Il tema è stato affrontato nel corso di un incontro tenutosi il 28 aprile presso l’Assessorato regionale della Salute, convocato a seguito dell’audizione delle sigle sindacali davanti alla VI Commissione “Salute, Servizi Sociali e Sanitari” dell’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 15 aprile. Alla riunione erano presenti il Capo di Gabinetto e funzionari dell’amministrazione regionale.
Durante l’incontro, il rappresentante di Federbiologi Sicilia, Pietro Miraglia, ha ribadito le “forti perplessità già espresse in sede parlamentare”, chiedendo la “revoca o, in alternativa, una profonda revisione del decreto”. Le principali criticità riguardano sia aspetti procedurali, sia la sostenibilità economica delle prestazioni. Federbiologi evidenzia che “la programmazione per il 2026, basata sulle nuove tariffe nazionali ridotte, renderebbe impossibile per molte strutture, in particolare i laboratori di analisi, operare in equilibrio economico. Un esempio emblematico riguarda l’esame PSA, che viene remunerato circa 3 euro, mentre il costo reale per il laboratorio supera i 4,50 euro”.
Questa situazione rischia di compromettere la continuità assistenziale, considerando che “circa il 75% delle prestazioni sono garantite dalle strutture private accreditate. Il timore è che possano esserci ripercussioni non solo sull’offerta sanitaria, ma anche sui livelli occupazionali del settore. Un altro nodo centrale riguarda il contributo tariffario straordinario previsto dalla Legge Regionale n. 26/2025, che aveva stanziato 15 milioni di euro per sostenere alcune prestazioni specialistiche colpite dai tagli del nuovo nomenclatore nazionale. Nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 26 dell’11 marzo 2026), che ha confermato la legittimità della norma, le somme relative al 2025 non sono ancora state liquidate”. Federbiologi ha chiesto che “il contributo venga esteso anche al 2026 per garantire la sostenibilità delle tariffe e la piena erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”.
Al termine dell’incontro, il Capo di Gabinetto ha annunciato che relazionerà all’Assessore sulle posizioni emerse, senza tuttavia assumere impegni concreti su una possibile sospensione o modifica del decreto. Nel corso del confronto è emersa anche una spaccatura tra alcune sigle sindacali, in particolare nel settore della fisiatria, con posizioni divergenti tra chi sostiene il decreto e chi ne chiede la revisione. Federbiologi ha sottolineato che “questa frammentazione rischia di indebolire la capacità di interlocuzione con le istituzioni. Alla luce di quanto emerso, Federbiologi Sicilia ribadisce la necessità di un intervento urgente e condiviso per salvaguardare il sistema della specialistica ambulatoriale e garantire ai cittadini il diritto a prestazioni sanitarie adeguate”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?