Sanità in Calabria, Tridico: “il modello Occhiuto è un castello di carta”

Secondo Tridico la rinuncia alle case della salute di San Marco Argentano e Cariati sono il simbolo del fallimento della Calabria farlocca

Esiste una Calabria reale, quella dei cittadini che rinunciano alle cure, e una Calabria “farlocca”, sapientemente costruita nei laboratori della propaganda regionale. Oggi, i documenti ufficiali squarciano il velo di Maya dell’amministrazione Occhiuto, rivelando un fallimento gestionale che non ha precedenti per gravità e spregiudicatezza. Non possiamo leggere altrimenti il definanziamento definitivo dei fondi destinati alle case della salute di San Marco Argentano e Cariati. Siamo di fronte a un caso di manuale di mistificazione della realtà. Lo dicono le carte, gli impegni formali delle risorse necessarie, la convenzione firmata per la casa della salute di San Marco Argentano nel luglio 2022 e le dichiarazioni scolpite nella memoria“. È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento Cinque Stelle a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

E proprio mentre si facevano promesse da palco, i termini per contrattualizzare i lavori stavano per scadere e l’Asp di Cosenza rinunciava per complessità e criticità insuperabili. Il risultato? Otto milioni di euro letteralmente evaporati per la casa di comunità di San Marco Argentano e altri sei milioni circa per quella di Cariati. Cifre che avrebbe potuto cambiare il volto della medicina territoriale e dell’assistenza sanitaria della Valle dell’Esaro e del Basso Jonio cosentino, che vivono una desertificazione sanitaria drammatica.
Occhiuto gode di poteri che nessun suo predecessore ha mai avuto: è presidente della Regione, è stato commissario ad acta per la Sanità (e la conclusione fase emergenziale è un’altra favola ben confezionata perché il rientro dal debito permane) e commissario per l’emergenza. Ha avuto ed ha in mano tutte le leve del comando, dalla programmazione alla spesa. Eppure, nonostante questi super poteri misti all’iper-presidenzialismo, non è stato capace di vigilare su un cronoprogramma elementare.

Dichiarare le opere “complesse” per giustificare l’inerzia è un’offesa all’intelligenza dei calabresi. Se le realizzazioni delle case della salute sono ritenute “insuperabili” da questa amministrazione regionale, come possiamo pensare di affrontare le sfide della medicina predittiva? La gravità è acuita dalla risposta fornita dalla Regione alle interrogazioni dei consiglieri regionali Ferdinando Laghi e Rosellina Madeo: non solo abbiamo perso i fondi della programmazione 2014-2020, ma non sono state nemmeno predisposte le schede per inserire questi lavori nel nuovo ciclo 2021-2027. È la prova provata di una totale assenza di visione e di una sciatteria amministrativa che nega il diritto costituzionale alla salute.

Parlano di “diverse coperture finanziarie” da trovare in futuro, altre favole raccontate ai calabresi: è la solita moneta di nebbia. La verità è che mentre l’Hub di Cosenza scoppia e i cittadini della provincia sono costretti a viaggi della speranza anche per una medicazione, la Regione Calabria colleziona “decreti di disimpegno” invece che inaugurazioni di cantieri.

La nostra regione non si governa con i reel o con la narrazione di una “Calabria Straordinaria” che esiste solo nei depliant turistici, ma con la competenza tecnica, con il monitoraggio della spesa e con la trasparenza amministrativa.

Come delegazione al Parlamento Europeo, continueremo a monitorare ogni singolo centesimo di fondi strutturali: non permetteremo che l’incompetenza di pochi continui a rubare il futuro della salute dei calabresi“, conclude Tridico.