“Le fotografie che accompagnano questo articolo non rappresentano un caso isolato, ma documentano una realtà quotidiana: una strada di Gallico della nostra città ridotta a un vero e proprio campo minato. Ci troviamo in un tratto urbano nel cuore di una zona commerciale, davanti ad attività perfettamente operative, dove voragini colme d’acqua, asfalto sgretolato, bordi rialzati e intere porzioni di carreggiata erose dalla pioggia creano una situazione di grave pericolo. Le pozzanghere nascondono buche profonde anche decine di centimetri; i bordi sono taglienti, l’acqua stagnante impedisce di percepire il rischio fino all’ultimo istante”. E’ questa è la dura segnalazione di un lettore di StrettoWeb, cittadino di Reggio Calabria, esasperato dalle condizioni di grave degrado in cui versano le strade di Gallico e non solo.
“Le immagini parlano da sole. Nella prima si distingue chiaramente una buca lunga oltre un metro, riempita d’acqua torbida, con il fondo in cemento esposto: una vera trappola per qualsiasi veicolo. Nella seconda, la carreggiata appare come un susseguirsi di crepe e avvallamenti, proprio davanti a una fila di auto parcheggiate e a diverse attività commerciali: una normale pozza può nascondere danni per migliaia di euro. Nella terza, persino il marciapiede risulta compromesso: l’asfalto si disgrega fino al cordolo, mettendo a rischio anche chi si muove a piedi. La criticità è evidente. La pericolosità, altissima”.
“Non si tratta più di semplice manutenzione ordinaria, ma di una vera emergenza stradale. In un’area frequentata da clienti, commercianti, fornitori e passanti, ogni spostamento diventa un rischio concreto. Camminare è diventato pericoloso: crepe e avvallamenti invadono i marciapiedi, rendendo instabile il terreno. Le pozzanghere nascondono insidie improvvise: è facile inciampare, scivolare o mettere il piede in una buca profonda, soprattutto di sera, sotto la pioggia o quando si è impegnati con borse, passeggini o ausili per la mobilità”.
“Anziani, bambini e persone con disabilità sono i più esposti, ma il rischio riguarda chiunque: distorsioni, fratture, traumi anche gravi sono una possibilità concreta. Per chi guida, la situazione non è meno critica: gomme distrutte, cerchi danneggiati (soprattutto per scooter e moto), perdita di controllo del mezzo, incidenti e costi di riparazione elevati, interamente a carico dei cittadini. A tutto questo si aggiunge il danno economico e d’immagine: un tratto commerciale degradato scoraggia i clienti, penalizza le attività e riduce il passaggio pedonale proprio dove dovrebbe essere più vivo. Il problema si aggrava ulteriormente con le piogge intense di quest’anno. L’acqua penetra nelle crepe, erode il sottofondo e rende inefficaci i rattoppi, che cedono nel giro di poche settimane. Si alimenta così un circolo vizioso: interventi temporanei, nuovi cedimenti, buche sempre più grandi e pericolose”.
“Una situazione ormai insostenibile. Al futuro sindaco della nostra città Chiunque sarà chiamato ad amministrare nei prossimi anni deve assumersi una responsabilità chiara. Non vogliamo più interventi tampone. Non vogliamo più rattoppi destinati a durare pochi mesi. Le “toppe” in asfalto rappresentano una soluzione apparente, che con le piogge intense si traduce soltanto in spreco di risorse pubbliche. Serve un intervento strutturale e definitivo: rifacimento completo del manto stradale nei tratti più compromessi, attraverso fresatura, nuovo binder, strato di usura e, dove necessario, il ripristino dei sottofondi. È un investimento più oneroso, ma è l’unico capace di interrompere definitivamente il ciclo delle buche, garantire sicurezza reale a chi guida e a chi cammina, tutelare le famiglie e sostenere le attività commerciali”.
“Le immagini non sono semplici testimonianze di degrado: sono la prova concreta di un pericolo che non può più essere ignorato. Cari futuri sindaci, la responsabilità è ora nelle vostre mani. I cittadini non chiedono promesse generiche di “manutenzione”, ma impegni precisi e verificabili: il rifacimento integrale delle strade più danneggiate, senza più soluzioni provvisorie. Perché una città piena di buche non è solo scomoda o brutta da vedere. È una città pericolosa — per chi guida, per chi cammina e per il suo stesso tessuto economico”.






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