Reggio Calabria, strage di gatti a Bocale: il racconto di una famiglia e il dolore per un gesto crudele e inaccettabile

Indignazione per l’uccisione dei gatti: “nel 2026 non possiamo restare indifferenti”

“Gentilissima Redazione, Mi trovo a scrivere nel giorno di Pasqua, con la speranza con il mio racconto di sensibilizzare quante più persone possibili. Vivo nella zona collinare di Bocale 2 in Reggio Calabria, circondata da vigneti e colline e guarda un po’ poche case. Da meno di un anno, ci occupavamo con i miei genitori di un piccolo gruppo di gatti, nel rispetto delle buone prassi e delle regole comuni, tenendoli per lo più nel mio giardino che tuttavia è purtroppo uno spazio aperto”. E’ questa la segnalazione di una lettrice di StrettoWeb e cittadina di Reggio Calabria.

“Mamma è malata oncologica e per lei questi gattini erano fonte di gioia e di distrazione dalle tante cure a cui si sottopone, dolorose e pesanti. Anime pure, che chiedono solo un po’ di cibo e amore e che danno tanto conforto e vicinanza. Purtroppo, gente crudele che evidentemente non ha di meglio da fare e che senza impiegare il tempo per se stessi e per il bene comune, ha provveduto con uno sterminio, uccidendoli. Ciò non può lasciare indifferenti, che ancora nel 2026, si verifichino gesti vili e crudeli. Tra essi c’è la storia di mamma Nerina, mamma gatta che dopo aver affrontato la gravidanza e il parto è stata nella migliore ipotesi avvelenata, condannando i piccoli cuccioli ad un destino crudele e doloroso, perchè lei se ne è andata pensato a loro, a ciò che lasciava”.

“Gi animali sono più umani di chi pensa di essere uomo e che non può definirsi tale. Compiere gesti crudeli e vivi, in spregio dell’amore per la natura e gli esseri viventi, non può e non deve lasciare indifferente. In atresa delle opportune verifiche e delle responsabilità, si spera che l’articolo possa sensibilizzare e riflettere, consapevole che la bellezza di questi esseri non tornerà, ma resterà per sempre scolpita nel cuore”.