“L’inaugurazione della nuova sede di Reggio Futura ha riportato al centro del dibattito politico il cosiddetto “Modello Reggio” e i suoi protagonisti. Le dichiarazioni di Francesco Cannizzaro, che rivendica con orgoglio il rapporto politico con Giuseppe Scopelliti, sollevano evidenti questioni di coerenza e opportunità. Si tratta di una scelta che richiama una stagione amministrativa segnata da gravi difficoltà finanziarie e da conseguenze pesanti per la città. La condanna definitiva di Scopelliti, legata alla gestione dei bilanci comunali, rappresenta un elemento rilevante sotto il profilo politico e istituzionale. Non è un dettaglio secondario, ma un fatto che riguarda la trasparenza amministrativa e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”. Comincia così la nota stampa dei Giovani Democratici, un affondo incredibile a Cannizzaro semplicemente per aver partecipato alla inaugurazione della nuova sede di Reggio Futura, una delle liste in supporto al CentroDestra. Nulla di nuovo, per chi lo sapeva. Nulla di nuovo per chi lo sapeva e fa finta di cadere dalle nuvole. Già il 14 febbraio, oltre un mese prima l’annuncio della candidatura, Cannizzaro parlava di coesione forte del CentroDestra.
Eppure, dall’area politica avversa, continua la narrazione sul passato, sul “Modello Reggio”, sulla gestione dell’Amministrazione Scopelliti, alibi utilizzato dalla Sinistra reggina in questi dodici anni. “In questo contesto, la decisione di valorizzare oggi quella esperienza, senza una chiara presa di distanza, assume un significato politico preciso e merita una riflessione pubblica. Chi si propone alla guida della città è chiamato a offrire una visione credibile del futuro, che tenga conto anche delle responsabilità del passato. È legittimo, quindi, chiedersi se sia possibile parlare di rinnovamento senza affrontare con chiarezza quella fase.
Reggio Calabria ha bisogno di serietà, coerenza e rispetto” si legge ancora.
“Negli ultimi anni sono stati compiuti passi importanti sul piano del risanamento e del rilancio amministrativo. Un percorso che richiede continuità e senso di responsabilità, per portare a compimento un lavoro costruito con impegno e sacrificio, restituendo alla città credibilità e prospettiva” si chiude la nota. L’indirizzo è chiaro, ma ci sta, in campagna elettorale: provare a delegittimare la figura di Cannizzaro. Eppure i fatti, per l’Onorevole, valgono più di dodici anni di parole di chi ha nascosto le inefficienze attraverso la propaganda. A quanto pare, però, la lezione non è servita.



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