Reggio Calabria, 45enne arrestato per droga: beccato in un garage con una busta zeppa di dosi di due diverse sostanze stupefacenti

Inseguimento finito in un box in ristrutturazione porta all’arresto di un uomo che stava lavorando con cazzuola e colazione sul tavolo. Il giudice convalida il fermo ma, su istanza degli avvocati Mariateresa e Demetrio Pratticò, dispone gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico

Gli agenti della polizia antidroga di Reggio Calabria impegnati in un normale giro di perlustrazione a Ciccarello e nel Rione Marconi, uno dei quartieri più noti per il traffico di stupefacenti della città, hanno notato un ragazzo che correva a perdifiato. Immediatamente hanno deciso di inseguirlo, convinti di trovarsi di fronte a un possibile spacciatore o a qualcuno coinvolto in attività illecite. Il giovane, però, è riuscito a dileguarsi con una rapidità sorprendente, scomparendo alla vista degli operatori proprio in corrispondenza di un punto della strada dove si trovava un garage con la saracinesca sollevata solo a metà.

La situazione, già tesa per l’inseguimento, ha spinto gli agenti a non mollare la presa. Convinti che il fuggitivo potesse essersi rifugiato proprio all’interno di quel box, i poliziotti hanno fatto irruzione senza esitazione, pronti a fronteggiare chiunque vi si trovasse. Quello che hanno scoperto, tuttavia, non era il ragazzo inseguito, bensì un uomo di 45 anni intento a svolgere normali lavori di muratura.

L’irruzione nel garage e l’incontro con l’uomo al lavoro

All’interno del garage, che risultava di proprietà di un’altra persona rispetto al 45enne, gli agenti hanno trovato l’uomo mentre stava ristrutturando l’ambiente. Aveva in mano una cazzuola e stava evidentemente eseguendo interventi di muratura. Il box si presentava spoglio, quasi vuoto, con l’eccezione di un unico tavolo su cui erano appoggiati gli effetti personali dell’uomo: il suo giubbotto, due telefonini, una colazione ancora intatta e una semplice busta di plastica.

Nulla faceva pensare, a prima vista, a un’attività illecita. L’uomo appariva concentrato sul proprio lavoro e non ha opposto resistenza all’ingresso degli agenti. Eppure è stato proprio quel dettaglio apparentemente innocuo – la busta di plastica sul tavolo – a cambiare radicalmente il corso degli eventi.

La scoperta degli stupefacenti e l’odore rivelatore di droga

Gli operatori della polizia antidroga hanno immediatamente percepito un forte odore di sostanza stupefacente provenire proprio dalla zona del tavolo. Hanno quindi proceduto a un controllo più accurato della bustina di plastica. All’interno hanno trovato diversi involucri di cellophane contenenti droga già suddivisa e pronta per lo spaccio, accompagnati da un bilancino di precisione. La perquisizione ha permesso di sequestrare circa 35 grammi di cocaina e 90 grammi di hashish, per un totale di oltre 125 grammi di stupefacenti.

La quantità e la modalità di conservazione della droga non lasciavano dubbi sull’intenzione di commercializzazione. L’uomo, nonostante fosse impegnato in lavori di ristrutturazione e sostenesse di trovarsi lì solo per motivi legati alla muratura, è stato immediatamente arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto, la direttissima e la decisione del giudice sugli arresti domiciliari

Trasportato in caserma, il 45enne è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso e poi condotto davanti al giudice per la direttissima. Il magistrato ha convalidato l’arresto, riconoscendo la fondatezza dell’operazione condotta dagli agenti della polizia antidroga nel Rione Marconi. Tuttavia, accogliendo le richieste formulate dagli avvocati Mariateresa e Demetrio Pratticò, ha disposto la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, evitando così la custodia in carcere.

La difesa ha sottolineato le condizioni personali dell’indagato e la mancanza di precedenti specifici che potessero giustificare una misura più afflittiva, ottenendo un esito che, pur confermando la gravità del fatto contestato, ha tenuto conto delle esigenze di tutela della libertà personale nel rispetto della proporzionalità della pena.

Il bilancio di un controllo che ha colpito nel segno

L’episodio di Ciccarello rappresenta l’ennesimo risultato di un’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio condotta con continuità nei rioni più nevralgici del territorio, dove la droga rappresenta un problema quotidiano per residenti e forze dell’ordine. L’operazione, nata da un semplice inseguimento di routine, ha permesso di sottrarre al mercato oltre 125 grammi tra cocaina e hashish, sostanze che, se immesse in circolazione, avrebbero alimentato il giro di spaccio locale.

Il 45enne rimane ora agli arresti domiciliari in attesa del prosieguo dell’iter giudiziario, mentre la polizia antidroga continua il proprio lavoro di perlustrazione nel Rione Marconi e nelle zone limitrofe, confermando ancora una volta come l’attenzione costante sul territorio sia l’arma più efficace contro il traffico di stupefacenti.