“Sono Antonio da Roma e questa volta vi scrivo a caldo. Vado subito al dunque e scusate la schematicità con cui espongo i miei pensieri, che poco si addice alla Vs. rubrica”. Così in una nota Antonio da Roma torna a scrivere alla redazione di StrettoWeb a qualche ora dalla vittoria della Reggina contro l’Enna. Ed è, come sempre, molto diretto e pungente. Perché alla fine il successo di oggi non cambia la sostanza, ragionando nel medio-lungo periodo.
Questo il suo pensiero:
- “3.600 e passa spettatori (sigh!)… in un turno infrasettimanale (doppio sigh!)… dopo GELA (triplo sigh!)… TRE-MI-LA-SEI-CEN-TO!!!!!! ma cosa vi deve ancora fare Ballarino per farvi perdere la pazienza??”
- “ennesima partita vinta in modo indegno, come tante di questo campionato, nei minuti finali o per 1-0 soffrendo all’inverosimile contro squadrette dell’entroterra: altro che “jolly persi” o “campionato buttato alle ortiche”… la verità è che siamo SCARSI e pure troppo abbiamo fatto!! lo volete capire o no?!? lo volete capire o no che col decimo attacco tornei non se ne vincono?!?!?”
- “balzo sul sedile dell’auto a sentire l’intervista dell’allenatore dell’Enna, roba da “Ufficio Indagini” (gli hanno chiesto di scansarsi????…una volta pregavamo il Milan in A, ora l’Enna in D)”
- “occasione sprecata: avevo auspicato una sconfitta della Fenice (per me non è mai stata la Reggina), affinché si decidessero a passare la mano ORA, non a fine Luglio quando i migliori saranno tutti già accasati, invece “i nostri eroi” sono ancora a -3 dal primo posto, che ovviamente non raggiungeranno perché una può bucare, ma due (e sempre che loro non buchino mai)…”.
In conclusione: questi non se ne andranno nemmeno quest’estate perché avranno perso la promozione per 1-2 punti, ovviamente per colpa degli innumerevoli nemici della Reggina già noti, e ci faremo un’altra serie D all’insegna della “morigeratezza” e della “dignità”…. Mi permetto di parafrasare Gianni Citra, ma a modo mio: (cu chisti) non c’è mai stato nenti, non c’è nenti e non ci sarà nenti! Alla prossima, tanto ci sarà sicuramente da dire qualcosa……”.


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