Partiti! Il lancio dell’Artemis II verso la Luna è avvenuto con successo: gli USA ingaggiano una sfida ‘spaziale’ con la Cina

Nella notte italiana il razzo Space Launch System è stato lanciato con successo dalla base di Cape Canaveral: 54 anni dopo, l'uomo torna verso la Luna

Sono passati quasi 54 anni, mese più, mese meno. Era il dicembre 1972 quando Eugene Cernan, Harrison Schmitt e Ronald Evans erano a bordo dell’Apollo 17, l’ultima missione lunare della storia. Da allora, per oltre cinquant’anni, nessun essere umano si era più avventurato oltre l’orbita bassa terrestre. Ieri notte, quando in Italia erano le 00:35 (11 minuti in ritardo rispetto all’orario inizialmente previsto, causa qualche problema con la strumentazione, ndr), dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida), è partito il razzo Space Launch System della Nasa che ha dato il via alla missione del Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen, a bordo della capsula Orion.

La missione si chiama Artemis II, durerà dieci giorni e non atterrerà direttamente sulla Luna, ma la circumnavigherà, portando l’equipaggio a oltre 252.000 miglia dalla Terra, più lontano di qualsiasi essere umano prima di loro, superando il record stabilito dall’Apollo 13 nel 1970, quando quella missione fu costretta a tornare indietro.

La missione porta con sé una serie di primati. Glover sarà il primo uomo afroamericano a viaggiare nello spazio profondo; Koch la prima donna; Hansen il primo non americano su una missione lunare. Dalla Casa Bianca, Trump ha seguito il lancio e si è congratulato con la Nasa e con gli astronauti. “È stata una cosa notevole – ha detto – Sono persone coraggiose“. Dopo tre ore e mezza circa c’è stata la separazione e Orion ha iniziato le prove delle operazioni di prossimità che prevedono manovre simili a quelle di attracco a un lander lunare o alla stazione Gateway. A questo punto sono iniziate le 24 ore di permanenza in un’orbita terrestre per testare i sistemi della capsula. Poi Orion partirà per il viaggio verso la Luna.

Artemis II non prevede però un atterraggio. I lander che devono portare gli astronauti sulla superficie lunare, affidati a SpaceX di Elon Musk e a Blue Origin di Jeff Bezos, non saranno pronti prima del 2028. Per ora la capsula Orion serve a collaudare i sistemi con esseri umani a bordo, a identificare i problemi prima che diventino pericolosi. Poche ore dopo il decollo, i tecnici della Nasa stavano già lavorando a un problema con il bagno della capsula. Dietro la retorica dei primati c’è però una ragione strategica precisa. La Cina vuole atterrare sulla Luna entro il 2030, e il direttore della Nasa Jared Isaacman ha ammesso pubblicamente che Pechino potrebbe arrivarci prima di Washington.

Chi arriva per primo definisce le regole: su come si estraggono le risorse, su chi controlla i punti strategici della superficie. Non è la corsa degli anni Sessanta contro i sovietici, ma la logica è simile. A differenza degli americani, che puntano al Polo Sud lunare, ricco di ghiaccio d’acqua utile per future basi permanenti, i cinesi si concentrano sul lato visibile della Luna, lo stesso dove atterrò l’Apollo 11 nel 1969.

La vignetta dell’Anonimo reggino

Cordialissimo direttore di StrettoWeb. Seguivo la diretta del lancio di Artemis II sul canale della NASA. All’improvviso…“, il messaggio allegato alla vignetta.

Vignetta lancio Artemis II