A Reggio Calabria il calcio è morto da 3 anni. L’ha ucciso la politica, Ballarino gli ha scavato la fossa. Tifosi con i paraocchi e i paraorecchie, ‘giornalisti’ ridotti a megafoni della società in cambio di qualche intervista a tizio e caio in Serie D, leoni da tastiera che hanno retto il gioco a certi personaggi senza arte né parte, gli stessi che oggi fanno gli struzzi con la testa sotto terra, sono complici. E fanno i conti, ogni giorno, con la loro vergogna. Lo 0-0 contro il Gela, anzi contro le riserve del Gela, che di per sé è una squadra che lotterebbe per la salvezza con i titolari, parla da solo.
La Reggina avrebbe dovuto stravincere il girone di Serie D più scarso degli ultimi anni che verrà vinto con meno di 70 punti, in cui le squadre davanti non sono mai riuscite a scappare e gli amaranto non solo non le hanno mai raggiunte, ma non sono stati, in 3 anni, nemmeno un minuto primi in classifica, neanche per sbaglio.
Bocche cucite dalla vergogna nel post partita, clima tesissimo, tifosi sul piede di guerra. Il campionato volge al termine, ci sarebbe pure margine ancora per salire (finchè c’è la matematica…), ma la sensazione è di essere arrivati al capolinea, l’ennesimo. A 3 giornate dal termine (4 per la Reggina che ne deve recuperare una), i ragazzi del “Mourinho di Catania” hanno 6 punti in meno di Nissa e Savoia, ma appaiono ormai scarichi e pronti già per i Playoff. E per l’ennesima farsa nella speranza di veder fallire le “10-15 squadre” dell’anno scorso per sperare, invano, di salire.
La Viola è pronta per i Playoff e vuole anche il primo posto
La grande maggioranza dei tifosi ha, ormai, capito l’antifona. Per sognare, ci si deve spostare verso un altro tempio dello sport reggino, lasciando il Granillo nell’oblio in cui è stato trascinato. Al PalaCalafiore si fa festa, più o meno, ogni domenica. La Viola sta vivendo un’ottima stagione, in crescendo rispetto ai passi falsi delle prime giornate, nel prossimo turno può sfruttare il riposo della capolista Matera (i reggini hanno già riposato) per agganciarla in vetta e poi giocarsi il primo posto all’ultima giornata in una serie di incroci che coinvolgerà le rivali Messina e Catanzaro in una lotta Playoff senza esclusione di colpi.
Primo o secondo posto che sia, saranno comunque Playoff con un roster talentuoso e profondo, guidato dal reggino Laganà e con una proprietà reggina come Myenergy (direttamente da Saline), che sogna la promozione al suo primo anno alla guida del club e che è pronta a strutturarsi anche nella categoria superiore.
La Domotek a un passo dalla Serie A2 con 5000 persone!
Per la Domotek Volley, davvero, non ci sono più parole. Lo sanno i circa 5000 presenti oggi in Gara-4 dello spareggio promozione. Numeri superiori, al Pentimele, solo per la Nazionale di Basket. Qualcosa di inimmaginabile per il volley maschile a Reggio Calabria, con una squadra nata da 3 anni (gli stessi della Reggina di Ballarino) e che in 3 stagioni ha raggiunto una promozione, vinto una Coppa Italia di A3 e ne ha persa una di B alle Final Four, sfiorato una promozione e si sta giocando lo spareggio promozione diretta.
Il tutto, partendo da zero, con il sogno di un allenatore e founder reggino come mister Polimeni, con una proprietà reggina che ha saputo riunire un numero, ormai, complicato da contare di sponsor del territorio e anche internazionali.
Ogni domenica al PalaCalafiore è un casino, ma di quelli belli: musica, famiglie, mascotte, giochi a premi, ludoteca per i più piccoli, area catering e una squadra che offre non solo un’esperienza sportiva, ma che stravince.
Oggi la Domotek ha dominato Gara-4 contro Reggio Emilia, una squadra targata Conad, con un roster pagato a peso d’oro che in stagione ha perso 4 partite: 3 le ha perse contro la Domotek, 1 delle quali in finale di Coppa Italia, 2 ai Playoff, nettamente, al PalaCalafiore, mentre i tifosi reggini urlavano di gioia a ogni punto, fischiavano in maniera assordante per mettere pressione agli avversari si abbracciavano, tutti in piedi, trepidanti in attesa del punto finale di Innocenzi (INTERVISTA), scendevano in campo per selfie e saluti con i giocatori, come accade dopo OGNI, SINGOLA, PARTITA.
In caso di vittoria a Gara-5 sarà promozione diretta e Serie A2, risultato mai raggiunto dal volley maschile reggino. In caso di sconfitta si entrerà nei Playoff in semifinale, tabellone in cui la Domotek pescherà la peggiore classificata fra le rimaste e affronterà 3 squadre di caratura sicuramente inferiore a se stessa e Reggio Emilia, da favorita. Continuando così si rischia di riempire il PalaCalafiore per intero.
Reggio l’ha capito, ora attende solo la svolta
L’oblio da una parte, la festa dall’altra. Non ci vuole un genio a capirlo, basta spostarsi dal Granillo al PalaCalafiore nella stessa giornata, l’orario lo consente pure. E valutare dove ci si è trovati meglio: se nel vedere una squadra di Reggio Calabria vincere e sognare, o nel vedere una squadra di Reggio Calabria fallire ancora, ostaggio di una società incompetente e di una politica decadente.
Reggio, la Reggio sana, quella che si è stancata di certi personaggi e certe dinamiche, l’ha capito. Ora attende la svolta. Fine maggio, elezioni Comunali, si vota per il cambiamento, anche sportivo. Via incompetenti, via figuranti, via gente che ha svenduto la Reggina per mere ragioni di egoistiche di partito. Cannizzaro ha già promesso di impegnarsi per evitare i 10 anni di Serie D auspicati da Brunetti. La vera svolta non è rappresentata da Cannizzaro in sé, ma dal fatto che la Reggina smetterà di essere prigioniera della politica e verrà riconsegnata alla città, ai tifosi agli imprenditori di Reggio Calabria. E, forse, potrà rinascere davvero.


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