“Tifosi biancoscudati, in questi giorni si è parlato tanto del gol annullato al Lamezia. C’è chi grida al complotto contro la Nissa… ma, noi non siamo fatti così. Noi crediamo nel lavoro, nel sacrificio e nel verdetto del campo. È il campo, e solo il campo, a dire chi è la squadra più forte, del Girone I, di Serie D. Non perdiamo tempo dietro alle polemiche. Guardiamo avanti, restiamo concentrati e uniti. Siamo noi gli artefici del nostro destino…”.
Queste parole sono state espresse, sui social, dal Presidente della Nissa Giovannone, e rappresentano una vera e propria lezione anche a chi – soprattutto la Reggina, anzi solo la Reggina – tra i tanti alibi di questi tre anni ha citato anche gli arbitri. Come se una squadra che ha fatto dieci anni di Serie A debba stare dietro agli arbitri per mascherare i fallimenti. Eppure ce li ricordiamo i tanti sfoghi, nei post gara e anche sui social, di una società dilettantistica in tutti i sensi, anche in questo. Il vittimismo ci poteva stare in Serie A o B, non di certo in Serie D. Persino la Nissa, di ben altra storia e blasone, ma con un Presidente certamente “elegante”, ha deciso di spazzare via le polemiche rispetto a una decisione arbitrale contestata dai tifosi. E lo ha fatto, tra l’altro, in un momento molto delicato della stagione.






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