Negoziati USA-Iran, le 4 ‘linee rosse’ di Teheran: cosa sono e perchè possono fare la differenza negli accordi di pace

L'Iran mette sul tavolo dei colloqui 4 linee rosse per arrivare a una pace duratura con gli Stati Uniti: versioni contrastanti sulla volontà americana di accontentare uno o più di tali richieste

Nessun accordo da parte degli Stati Uniti sulle’ linee rosse’ dell’Iran“. E’ quanto riferisce “Cbs news” citando una fonte Usa, dopo che i media iraniani hanno riportato che la delegazione di Teheran ad Islambad ha già trasmesso al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif le proprie proposte e le “linee rosse”, ovvero, 4 condizioni considerate non negoziabili per arrivare a un accordo con gli Stati Uniti. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuocoduraturo e concreto” in tutta la regione.

L’agenzia iraniana Tasnim, di tutta risposta, parla di un ok degli USA allo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero. Teheran, da parte sua, continua tuttavia a chiedere garanzie concrete sull’effettiva attuazione della misura.

Secondo una fonte informata citata da Tasnim, Washington avrebbe dato il via libera dopo pressioni e negoziati, inviando anche un team tecnico a Islamabad per discutere gli aspetti finanziari. La delegazione iraniana intende però verificare la reale disponibilità americana, alla luce delle “ripetute inadempienze” del passato e degli ostacoli già incontrati nel trasferimento dei fondi bloccati.

Trump: “esistono alternative a Hormuz”

Il presidente americano Donald Trump ha definito l’Iranuna nazione in fallimento” e ha affermato che i colloqui tra le due parti sono già in corso. Interpellato da Newsnation sulla buona fede di Teheran nei negoziati, Trump ha dichiarato: “ve lo farò sapere in un periodo di tempo molto breve, non ci vorrà molto“.

Il presidente ha inoltre sostenuto che lo Stretto di Hormuz tornerà operativo “in un futuro non troppo lontano“, aggiungendo che esistono “altre alternative” per le rotte energetiche globali. “Guardate i grandi mari del mondo: molte navi stanno andando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio, ne abbiamo in abbondanza“, ha concluso.