Messina, il Comitato Civico “Rhegion”-“Messana”: “dare un taglio netto al modo di fare politica prima del 2018”

il Comitato Civico “Rhegion”-“Messana”: "no alla secessione dei diritti (come la salute) tra Nord e Sud con le c.d. pre-intese sull’autonomia differenziata, elusive dei principi stabiliti dalla Corte Costituzionale"

Il Comitato Civico “Rhegion” – “Messana”, nato nel 2022, nel cuore del centro storico messinese del IV Municipio in Via Ettore Lombardo Pellegrino 148, p.t., – scrive in una nota – “è stato presente a Roma con il suo rappresentante avv. Gabriele Trimboli il 29 marzo 2026, a memoria e ricordo dei 50 anni, nel marzo 1976, del XIII Congresso della DC, quando il partito democratico – cristiano che fu una grande forza popolare vicino ai bisogni della gente in modo interclassista, vide prevalere di misura Zaccagnini su Forlani, quando il messinese Vincenzo Leanza era tra i componenti della Commissione elettorale, esponente di una classe dirigente d’orgoglio nazionale che mai avrebbe pensato (nel metodo e nel merito) di picconare “a colpi di maggioranza” (minoranza di suffragi il 28% sugli aventi diritto) la Carta Costituzionale, con modifiche imposte dal premier di Governo di turno e da, successive, prove muscolari, sempre dello stesso esecutivo, per modifiche improprie delle regole del gioco, ad un anno dalla scadenza della Legislatura, al fine di confezionarsi leggi elettorali su misura di “liste bloccate” e “nominati dai capi partiti”, con la distorsione dei principi costituzionali, sui valori irrinunciabili della rappresentanza diretta (andrebbero introdotte, viceversa, le preferenze e/o almeno la facoltà di voto disgiunto nel collegio uninominale maggioritario)”.

“E della rappresentatività (andrebbe introdotto, contrariamente all’idea meloniana, il ballottaggio per le coalizioni che non raggiungono il 50% + 1 dei suffragi validi al primo turno), modello truffa c.d. “nuova legge Acerbo 1923” (c.d. premio di minoranza al 40% dei suffragi che, con il maggioritario a turno unico, diventa un “premio su base nazionale di onnipotenza” al 60% dei seggi, inconcepibile e distorsivo dell’assetto costituzionale vigente, con un astensionismo cronico di media al 40%, soprattutto al Senato dove i senatori devono essere, esplicitamente, eletti su base regionale ed è, perciò, inimmaginabile un c.d. premio nazionale di 35 senatori a Palazzo Madama, che, viceversa, andrebbe “ricalibrato” e spalmato con i c.d. singoli premi regionali)“, rimarca la nota.

Il Comitato “Rhegion” – “Messana” si rivolge al popolo di Messina

Il Comitato Civico “Rhegion” – “Messana”, “prendendo spunto da quest’evento, si rivolge al popolo di Messina perché va ascoltato ed interpretato con le giuste declinazioni politiche il “NO” che si è levato il 22 e 23 marzo 2026, come un urlo di rabbia nato da questa terra, non solo, per tutelare la Carta Costituzionale da modifiche imposte a colpi di maggioranza, ma anche da un modo disinvolto di governale, privo di etica e morale politica. Infatti, il voto primaverile è stato ricco di altri contenuti diversificati: un vero urlo di dolore da questa terra. Ascoltiamolo e facciamone tesoro in cabina elettorale! No alla secessione dei diritti (come la salute) tra Nord e Sud con le c.d. pre-intese sull’autonomia differenziata, elusive dei principi stabiliti dalla Corte Costituzionale nella sentenza nr. 192 del 2024, del No con oltre il 60% dei suffragi al referendum del 2006, nonché della particolarità unica dell’autonomia speciale siciliana (peculiare è lo Statuto, tra le 20 regioni italiane, già vigente dal 1946, anteriormente alla Carta Costituzionale del 1948 che, tra l’altro, all’articolo 21 stabilisce che “il Presidente della Regione … col rango di Ministro, partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo, nelle materie che interessano la Regione”, norma di fatto inattuata e/o svilita con le leggi attuative ed all’articolo 38 che afferma testualmente “lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nell’esecuzione di lavori pubblici. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto alla media nazionale…”, basti pensare che solo nel trentennio 1990 – 2010 lo Stato centrale ha sottratto alla Sicilia più di 30 miliardi di euro)”, sottolinea la nota.

Autonomia

“La Sicilia, qualora non si riuscisse a fermare quest’azione eversiva dell’assetto costituzionale italiano esistente e della elusione della peculiarità delle norme statutarie siciliane, verrebbe, ancora una volta, mortificata e superata dalle quattro Regioni, a statuto ordinario, Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto, quest’ultime due a trazione leghista – nordista, che spingono per scardinare l’assetto unitario dello Stato italiano con le c.d. pre – intese decennali sull’autonomia differenziata: basta ricordare che in Spagna, questi analoghi comportamenti sarebbero già stati declinati (si veda quanto accaduto ai dirigenti indipendentisti catalani), per i proponenti, finanche su un piano di rilevo penalistico, addirittura, quali atti di piena eversione e/o elusione dell’unità nazionale del Paese; ma in Italia, per scelte politiche fallimentari e di convenienza elettorale “forzata”, negli ultimi 30 anni c’è una guerra tra poveri, alimentata da chi – per sua stessa dichiarazione – non ama “il tricolore”, (che, peraltro, non siamo stati capaci di difendere, come squadra azzurra, neppure nello sport alle qualificazioni dei mondiali 2026, ormai, per la terza volta consecutiva) e non rispetta né accetta i valori, nonchè gli assetti costituzionali del dopoguerra, ma, nonostante questo, si trova da oltre 20 anni al governo della Nazione italiana, condizionandolo in peius, con scelte ed azioni che “scippano” risorse al Meridione”, puntualizza la nota.

“Basta con a lotta fratricida Nord -Sud”

“Perciò, occorrerebbe dire basta, non né possiamo più di questa lotta fratricida Nord -Sud alimentata dal partito del 4,5% nel collegio senatoriale di Milano, Porta – Venezia, Buenos – Aires;sicchè si auspica che il popolo messinese abbia la stessa lungimiranza, avuta durante la consultazione referendaria della primavera 2026, in cabina elettorale, a fine maggio di questo stesso anno, anche per le amministrative del Comune di Messina e dei suoi 7 municipi per tutelare l’azione di buon governo cittadino, attraverso una nuova formula di ispirazione sturziana, valorizzando un’aggregazione di volenterosi per una “buona amministrazione” ‘al di sopra dei partiti’, , che sia da apripista, a Palazzo Zanca, per “liberazione” della Sicilia, a Palazzo d’Orleans, dalla mala gestio di “baronie” ed di “reti clientelari”, ben organizzate in contenitori politici (o dei loro alleati), che hanno storicamente voluto “la morte” ed il depauperamento delle risorse e dei servizi a danno del Sud Italia, nonché hanno svilito la popolazione meridionale con insulti incancellabili e con ferite indelebili da oltre un trentennio,che hanno segnato visivamente il degrado del territorio e lacerato il tessuto socio – economico del Sud, frodato di risorse con ogni mezzo, abilmente escogitato, dai leghisti al potere dal oltre un ventennio negli ultimi 30 anni, per portare benefit al Nord”, aggiunge la nota.

“Per Messina una scelta di responsabilità”

Il Comitato Civico “Rhegion” – “Messana”, infine, chiede, soprattutto, ai cittadini messinesi “una scelta di responsabilità e di consapevolezza, secondo coscienza democratico – cristiana, sia su tematiche di rilievo nazionale che di profilo locale, al fine di stimolare la più ampia partecipazione al voto come “dovere civico: recarsi in massa alle urne, perché è troppo facile fare i “lamentoni” nei confronti dei partiti romani, alleati di coloro che hanno scippato, sin dagli anni 90,anche la Sicilia dei diritti sociali fondamentali (sanità ed istruzione pubblica, nonché lavoro e diritto alla casa di abitazione, coniugato con la sicurezza del territorio e la necessità di prevenzione in materia di dissesto idrogeologico, ect), e, successivamente, non recarsi più al seggio elettorale: è un controsenso, tanto più, che la facoltà del voto disgiunto nella preferenza del Sindaco o del Presidente della Municipalità, permette la scelta migliore e più ampia possibile del cittadino – elettore”.

“Taglio netto al modo di fare politica prima del 2018”

“Occorre dare un “taglio netto” al modo di fare politica prima del 2018 a Messina, confidando in un corpo elettorale consapevole che è necessario fare quanto più possibile, per tutelare i valori costituzionali anzidetti, colpendo con il diritto di voto, più libero, ponderato e più ampio possibile, quelle forze politiche che hanno tradito e/o “venduto” i valori di unità nazionale ed hanno alimentato progetti che hanno concretizzato le diseguaglianze dei territori, che si sono accentuate,oramai, in maniera irreversibile,nonché scegliendo la competenza, la professionalità e l’impegno al servizio della collettività dei migliori candidati esistenti [(ricordiamo lo scempio della “dichiarazione di indipendenza della Padania” nel 1997, seguito dalla c.d. devolution che pretendeva di dare maggiori poteri alle Regioni, ulteriori a quelli del 2001, bocciata ampiamente per gli elettori, con un No al referendum costituzionale nel 2006, nonché, più di recente, dalla c.d. autonomia differenziata, bocciata dalla Corte Costituzionale con sent. nr. 192 del 3.12.2024,perché occorrerebbero 100 miliardi di euro di risorse economiche, inesistenti, per i fondi perequativi attuativi dei livelli essenziali di prestazioni (LEP), ma nonostante ciò, sempre in pista grazie all’Azzeccagarbugli di turno leghista, con le c.d. pre – intese regionali ),per non parlare delle c.d. liste bloccate in Parlamento,sempre di “primogenitura” leghista, che hanno “stuprato” il diritto di scelta del cittadino del proprio Deputato o del Senatore del territorio, facendo scempio del “merito politico”, a favore del consolidamento oligarchico di lobby di potere, a danno dei bisogni del popolo].
In codesta Consiliatura 2022 – 2026 – conclude l’avv. Gabriele Trimboli del Comitato civico “Reghion” – “Messana” – contrariamente alla dinamiche nazionali, infatti, grazie anche a ciò che si è seminato nel 2018, si sono iniziati a vedere i frutti, con i cantieri di riqualificazione urbana, nella 3^ e 4^ municipalità, a partire dal rione Taormina fino alla zona ex Fiera, proprio con Federico Basile, Sindaco di Messina, che ha intrapreso la strada della valorizzazione del patrimonio comune e dei bisogni del cittadino, da un lato, ciò è suffragato dai valori numerici positivi della raccolta differenziata dei rifiuti oltre il 60% (con Palermo, Catania e Reggio Calabria sotto il 20% circa), dall’altra, alla rivoluzione nel trasporto pubblico locale, finalmente efficiente ed adeguato, tra l’altro, nel IV e III Municipio, nonché con l’Assessore Massimiliano Minutoli che ha sostenuto la necessità di dare più autonomia e forza alle municipalità,tant’è che è stato un sostenitore della creazione della VII circoscrizione, per essere più vicini alle necessità particolari dei territori e della collettività, più periferiche rispetto al centro storico”, spiega la nota.

“Un segnale di inversione di tendenza che, già da solo, dovrebbe indurre gli indecisi a mobilitarsi per andare a votare, in modo da garantire il “principio di continuità amministrativa” e per il completamento delle progettualità in essere, nonché per il “merito politico, contro l’ideologia, il ricatto e/o l’inconcludenza delle forze politiche romane di un bipolarismo/bipopulismo “malato” e frutto di un’ oligarchia patologica di lobby di potere,che ha fatto tanti danni alla Sicilia ed a questa Nazione dopo la caduta della classe politica c.d. prima Repubblica (un momento tragico che ha determinato uno scivolamento verso il basso della qualità della classe dirigente, ormai irreversibile dal 2005, con “i nominati dai capi partito”, che ci ha condotto ad essere dalla 4^potenza economica mondiale, nel 1991, all’ultima Nazione per crescita economica in Europa, nel 2027)”, prosegue la nota.

“Spedizione dei mille”

“Una “nuova spedizione dei mille” che, partendo dalla Metrocity di Messina, possa diventare un laboratorio politico per un “esecutivo di liberazione” che si estenda all’Ars di Palermo e, dalla Sicilia, riesca ad influenzare, un “nuovo modello di buon governo nazionale” romano, a Palazzo Chigi, in forza di una ‘federazione dei gruppi politici di ispirazione democratico – cristiana e di riformisti – civici – liberali’ che abbiano, da un lato, come denominatore una sinergia comune sulle progettualità e sulle azioni da intraprendere ‘liberi e forti…al di sopra dei partiti’, attraverso un “nuovo arco costituzionale” di Governo, con un’ unica stella polare di guida ed irrinunciabile,qual’è la tutela dei valori, chiari e semplici,della Carta fondamentale del 1948:
– eguaglianza sicchè tutti devono avere le stesse opportunità di partenza;
– redistribuzione perciò chi ha di più contribuisce di più, per ridurre le distanze;
-diritti,infine, significano che nessuno deve essere lasciato indietro (diritti sociali, dalla salute all’istruzione ed al lavoro, passando per la mobilità, che siano omogenei per tutto il territorio italiano)“, conclude la nota.

foto comitato civico spontaneo centro storico

Congresso DC 1976